IL SENATORE CALA L'ASSO, LA
COPPA AMERICA
di Aldo Virzì
|
Ritorniamo
alla politica ed ai meriti, riconosciuti, del sen. D’Alì. Quegli
enormi finanziamenti, ovviamente, gli sono valsi i riconoscimenti di
tutte le forze politiche di maggioranza, ma anche le opposizioni hanno
dovuto prenderne atto. Soprattutto, visto anche che la gestione delle
opere pubbliche lo vedranno direttamente interessato, sono servite a
rivalutare il politico. Nella casa delle libertà volente o nolente
tutti dovranno riferirsi a Lui; almeno sino all’indomani della disputa
della gara di vela. Poi……….poi si vedrà. Ma
nei giorni scorsi un altro episodio ha visto crescere notevolmente le
quotazioni del senatore. Le forzate dimissioni di Miccichè da
segretario regionale del partito berlusconiano, hanno avuto come
contraltare trapanese un maggiore spazio proprio per D’Alì. E’
noto, infatti, che tra i due non correva proprio una grande amicizia e
che Miccichè non gli ha mai riconosciuto la leadershep sulla provincia
di Trapani, preferendogli la presidente della provincia Giulia Adamo.
Uno “schiaffo” accentuato dall’incarico all’on. Mario Ferrara,
fedelissimo di Miccichè, grande sponsor della Adamo, di commissario del
partito di Trapani. Adesso, dopo le dimissioni del sottosegretario al
tesoro, si aspetta di sapere chi sarà il nuovo governatore del partito
siciliano. Tutti gli osservatori danno
comunque per scontata una rivoluzione in Forza Italia con D’Alì che
potrebbe assurgere ad un ruolo di protagonista. In vista, quindi,
l’ennesimo cambio degli equilibri tra gli azzurri trapanesi. Una
situazione della quale dovranno tener conto anche gli altri partiti
della casa delle libertà. Attento
a quanto succede in Forza Italia, soprattutto, l’on. Bartolo
Pellegrino; il cosiddetto “leone di Guarrato” ha perso per strada
pezzi importati del suo piccolo partito siciliano. Ha perso due dei tre
deputati regionali su cui ha basato il suo potere di interdizione, e tra
questi l’on. Eleonora Lo Curto, deputato marsalese dal caratterino non
facile che ha sempre affermato una certa autonomia. I 50mila voti alle
recenti elezioni europee e la rabbia per la mancata elezione hanno
accentuato il suo carattere forte. Adesso bisognerà vedere quali altre
strade prenderà il suo percorso politico. Qualunque sia, è certo che
qualche danno a Pellegrino lo porterà. Ed anche questo peserà sui
nuovi equilibri all’interno della Cdl già alle prese con il lungo e
non ancora risolto regolamento dei conti interni nel Cdc e nel partito
di Fini. Sull’altro
fronte la situazione non è delle migliori. Vige la stagnazione
assoluta, messa in discussione a Trapani dal solito Giacomo Tranchida,
ormai affermatosi come leader di una sinistra forse minoritaria, ma
vivace. La
ripresa autunnale per la politica si chiama “Coppa America”. Già,
perché la tappa trapanese della “ Luis Vuitton Cup”, pur essendo un
fatto sportivo, ha sbaragliato ogni altro tema politico, costringendo
amministratori pubblici, partiti e loro dirigenti a confrontarsi su
qualcosa di non previsto. Tentiamo
di spiegarne i motivi. Cominciando con una verità: l’evento
la tappa trapanese della “Vuitton Cup”
che porterà a Trapani e nel suo bacino territoriale, a
cominciare dalle isole Egadi,
finanziamenti per oltre 150miliardi delle vecchie lire, da
spendere in 10/11 mesi (ma su questo i dubbi sono notevoli)
la si deve unicamente al sen. Antonio D’Alì, sottosegretario
di stato agli interni. Quando molti, a cominciare dal sottoscritto,
qualche tempo fa sorridevano soltanto all’idea che Trapani potesse
essere scelta come sede della finale, ma anche come tappa della più
prestigiosa manifestazione velistica mondiale, il sen. D’Alì invece
faceva sul serio. Sarà stato per le sue tante amicizie romane ed
internazionali, sarà stato per il suoi smisurati
legittimi interessi non
solo politici sarà stato,
come Lui sostiene, per il suo smisurato amore per la città che gli ha
dato i natali, gli va comunque riconosciuto che il suo vero Bingo lo ha
fatto proprio con la Vuitton Cup. Al sen. D’Alì vanno riconosciuti i
meriti, ma va anche suggerito di stare attento perché bravura e fortuna
non sempre girano da una parte. Stravolgere l’assetto urbanistico di
una media città come Trapani; stravolgerne, soprattutto, la sua parte
storica, il suo porto, magari ipotizzando sviluppi economici
mastodontici, non sempre è la cosa giusta. Trapani è da tempo alla
ricerca di un suo ruolo, qualcosa che la faccia uscire dalla sua
precarietà, dal suo eccessivo burocraticismo, dalla sua terziarietà.
Ma Trapani è oggi pronta a diventare, e per giunta in pochissimo tempo,
in pochi mesi, una città di grandi dimensioni turistiche? Basta avere
un megaporto turistico per dirsi tale?
L’<evento> ha il limite di essere stato calato
dall’alto senza alcun coinvolgimento preventivo
della città, delle sue poche forze produttive. Lo ribadiamo:
quando il sen. D’Alì fece sapere di muoversi verso questo obiettivo-
forse consultando il solo primo cittadino
la risposta unanime fu solo di scetticismo. Le
amministrazioni pubbliche, a cominciare da Comune e Provincia
ammesso che trovino un’intesa
riusciranno a portare a termine in pochissimi mesi tutti i lavori
previsti: le opere pubbliche, ma anche
i progetti di contorno legati strettamente all’evento? Certo la
presenza di Bertolaso e della Protezione civile con i suoi tecnici
aiuterà molto a raggiungere gli obbiettivi. Basterà? E poi c’è un
altro interrogativo: ammesso che la ciambella riesca con il buco, che
Trapani faccia, come ci auguriamo, un figurone, a novembre del prossimo
anno, sorgerà il problema del dopo; della gestione di alcune delle
megastrutture costruite. A cominciare dal porto turistico che, come ben
sanno i velisti e gli amanti della navigazione turistica, ha ingenti
costi di gestione. Per tale motivo, le soste nei pontili turistici
rappresentano un vero salasso. Per informazioni chiedere il costo
giornaliero di un posto barca a Favignana o Marettimo; non ci riferiamo
a grossi yacht, ma barche di otto, nove metri di lunghezza. Le
nostre perplessità per adesso si fermano qui. Chiarendo che non
vogliamo fare le Cassandre, anzi. Speriamo vivamente di essere smentiti. Aldo
Virzì |
© 2004 - www.processionemisteritp.it