BASKET TRAPANI, IL DOPO
VIRGILIO
di Giuseppe Cassisa
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E’
mancato lo champagne ma la Legadue alla fine è arrivata ugualmente. La
tradizione che si porta appresso il Presidente Magaddino è stata ancora
una volta confermata. Trapani così ha vinto un nuovo campionato ed
ancora una volta non sul campo. Ma
ciò non è motivo di minor soddisfazione, anche se quei pochi
invidiosi, che purtroppo continuano ad esistere, rimarcano il fatto che
questa società si ritrova oggi in Legadue, senza aver mai vinto un
campionato “vero”. Certamente vincere sul campo sarebbe stata
tutt’altra cosa, soprattutto per l’entusiasmo che avrebbe generato.
Il rammarico per la sconfitta rimediata a Verbania, dopo avere
assaporato la promozione, al riposo, resterà per sempre nelle menti dei
tifosi granata. Ma
va bene così. L’importante è che la Legadue sia arrivata e che il
traguardo sia stato raggiunto. Ridare
a Trapani la vecchia A2 è stata impresa di non poco conto. Specialmente
se si pensa alle difficoltà
economiche, che hanno caratterizzato l’ultima stagione granata, legate
principalmente all’assenza di un primo sponsor e anche alle
“disattenzioni” delle amministrazioni pubbliche. Nonostante ciò,
davanti ad un difficile bivio, la strada imboccata dal Basket Trapani è
stata quella più consona alle aspettative di tutti, con la salvaguardia
di un patrimonio che è di tutta la collettività trapanese e con lo
scongiurare la fine del basket a Trapani. Primo
passo, obbligato, è stato la costituzione di una società di capitale,
una società a responsabilità limitata con un capitale di 390.000 Euro.
E qui la risposta della città è stata positiva, se si considerano i
tempi ristretti che richiedeva l’accettazione del ripescaggio. A
tempo di record Magaddino ha messo su le basi per la ricerca dei fondi
necessari, rispondendo “presente” all’invito a nozze di Valentino
Renzi, presidente di Legadue, dopo i tracolli di Trieste e Ragusa che
avevano spianato la strada di un possibile ripescaggio. Insieme a
Trapani è stata la volta di Capo d’Orlando che, dopo le rinunce di
tutte le altre pretendenti, si è ritrovata in Legadue, anziché in B2
dove aveva rischiato di finire al termine della stagione regolare.
Stranezze del basket e potenza dei soldi! Adesso
la parola passa al parquet. Il Basket Trapani
o meglio la Banca Nuova Trapani parte con il giovane coach Banchi
in panchina. Se le neo promosse finiscono sempre per integrare gli
americani nel loro preesistente roster, Trapani è sfuggita a questa
regola. Al toscano Luca
Banchi è stato affidato il
compito di ricostruire l’organico, dopo che la squadra della passata
stagione, per svariati motivi, non esisteva più. Il ricordo ed il
ringraziamento dei tifosi granata non può che andare soprattutto
all’ex capitano granata Davide Virgilio. Eroe di mille battaglie,
portacolori e anima della squadra. A lui l’augurio di migliori fortune
e magari, insieme a Massimo Bernardi, di vincere, a Veroli, il
campionato di B1, sfatando una comune tradizione ostile che non li ha
mai visti “vincenti”. Trapani
parte con il ruolo di outsider ed il presente e il suo immediato futuro
passano per gli americani. La squadra allestita non può prescindere da
loro, considerato che il gruppo degli italiani risente delle
ristrettezze economiche. Si spera nella abilità di Banchi a lavorare
con i giovani e a farli coesistere. Se nel trio americano è Clack il
giocatore che offre maggiori garanzie, anche se è reduce da un anno di
fermo, fra gli italiani tutto ruota intorno al neo capitano Monzecchi ed
in seconda istanza a Zanelli. C’è chi giura su una stagione boom di
Sciutto, italo-argentino, lo scorso anno diventato titolare a Ragusa.
Fra i restanti giocatori del roster, da segnalare la presenza
dell’unico superstite della passata stagione: Rabaglietti (sempre sul
filo del taglio) ed il ritorno in maglia granata di Soloperto. Il suo
discutibile utilizzo a Trapani nel recente passato, sotto la gestione
Bernardi, autorizza a pensare che il pivot non è quello che abbiamo o
meglio non abbiamo visto un paio di stagioni or sono. Ma è pur vero
che, in estrema sintesi, il suo ingaggio lascia profondamente sorpresi.
Se Soloperto è ben altro giocatore, spetterà a lui dimostrarlo.
Giuseppe
Cassisa |
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