TRAPANI E L'ANTIMAFIA, UN INCONTRO IMPOSSIBILE
di  Nicola Rinaudo


Missione annullata. Anzi, rinviata al 25, 26, 27 ottobre. La Commissione Nazionale Antimafia concede il bis e annuncia per il tardo autunno il suo arrivo a Trapani. Il fitto calendario d’impegni  parlamentari dei suoi componenti (alla Camera e al Senato è in atto la discussione sulle riforme istituzionali), rappresenta la motivazione ufficiale. Una scelta, comunque, aspramente criticata dall’ala intransigente , quella di minoranza, composta da senatori e deputati del centro sinistra, che avrebbe voluto rispettare l’appuntamento fissato per il 21, 22 e 23 settembre. 
Data stabilita a seguito del primo rinvio, quello del 3, 4 e 5 maggio, quando i componenti dell’organismo parlamentare motivarono la loro presa di posizione con ”la volontà di non strumentalizzare una fase di campagna elettorale in vista delle elezioni europee del 12 e 13 giugno”. In realtà, nel trapanese, in quei giorni, il clima non era dei più tranquilli, anche a seguito degli esiti dell’operazione ”Peronospera due”, sfociata nell’arresto, tra gli altri, dell’ex senatore Pietro Pizzo. Ecco perché i più stretti collaboratori del presidente Roberto Centàro avrebbero suggerito al numero uno dell’Antimafia Nazionale di postergare a dopo l’estate la visita a Trapani della Commissione. Ancora una volta, quindi, hanno prevalso i numeri. Quelli dell’ala di maggioranza della Commissione: la pattuglia di deputati e senatori del centro destra. La composizione dell’organismo, infatti, riflette, nel più rigoroso rispetto dei rapporti numerici, l’attuale Governo in carica. Ancora una volta, dunque, il presidente Centàro, ha risposto signor si ai capi del partito nel quale egli stesso milita: Forza Italia.

E meno male che Sergio Lari, Procuratore Aggiunto presso la Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, già Procuratore a Trapani ai tempi delle inchieste su mafia, massoneria e servizi segreti deviati, qualche mese addietro, aveva detto che ”Trapani merita le attenzioni della Commissione Nazionale Antimafia”. Nonostante la ”raccomandazione” del Magistrato, però, la città rimane in sala d’attesa. Sembra, per certi versi, di assistere alla trama di un film dove si racconta la storia di un incontro impossibile che, salvo ulteriori contrattempi, dovrebbe celebrarsi, come detto, a fine ottobre. Il problema è che quando l’Antimafia Nazionale si reca al sud, lo fa muovendosi a pieno organico. A questo genere di ”parate” partecipa, di solito, oltre la metà dei suoi cinquanta componenti. Mutuare dalle visite al nord la strategia del ”comitato ristretto” (ad espletare il programma delle audizioni, fra presidente, componenti e consulenti della commissione, sono generalmente meno di una decina di persone), anche per il sud, potrebbe essere un’ipotesi da non trascurare. Statisticamente, benchè in settentrione ci si occupi d’altro, mentre in meridione il tormentone prevalente è quello della mafia, è dimostrato come i risultati conseguiti dal comitato ristretto, relativamente all’aspetto contenutistico delle audizioni, siano di gran lunga superiori rispetto a quelli conseguiti dalla Commissione operante a ranghi quasi completi.

Rimane sostanzialmente invariato il programma delle audizioni dell’Antimafia Nazionale, nei suoi tre giorni di permanenza a Trapani. Ad essere ascoltati saranno il Prefetto, il Questore, i comandanti di carabinieri e Guardia di Finanza, il Procuratore di Palermo, Pietro Grasso, i componenti della Direzione Distrettuale Antimafia e della Direzione Investigativa Antimafia, il Presidente della Provincia e il sindaco del capoluogo. Di questo elenco dovrebbero far parte anche il capo della Squadra Mobile di Trapani, Giuseppe Linares, sulle cui voci di un imminente trasferimento è sceso il silenzio più assoluto, e qualche sindacalista (Giovanni Burgarella ndr) ”osservato speciale” dalla mafia.

Nicola Rinaudo  

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