UNA SQUADRA SOLA AL COMANDO, IL TRAPANI

di Massimo Tancredi  


   

E' partito con rinnovate ambizioni di vertice il nuovo Trapani di Tarcisio Catanese. Senza penalizzazione e con un organico allestito finalmente per tempo, ci si aspetta adesso un campionato “normale”. Perché tali certamente non sono stati i due precedenti con patron Morace al timone, che hanno portato al presidente solo delusioni e amarezze: una retrocessione dalla D e una salvezza in Eccellenza acciuffata solo all'ultimo respiro nei play out con il Terrasini, dopo essere partiti penalizzati per l'ormai tristemente famoso fattaccio del tentativo di illecito.

 

I primi risultati fatti registrare in questo scorcio iniziale di campionato finora, sembrano cominciare a dare ragione al lavoro svolto in estate, in sede di campagna acquisti, dal duo Pergolizzi-Catanese, riconfermato non senza qualche mugugno della tifoseria.

 

Il Trapani ha riassaporato il gusto del primato che da tanto, troppo tempo, aveva dimenticato. Ha conseguito successi esaltanti come quello ottenuto alla prima giornata per 2-1 sul campo dell'Akragas in inferiorità numerica; ancora più emozionante, anche per la forte rivalità tra le opposte tifoserie (e per questo la gara si è giocata addirittura a porte chiuse), quello conseguito con un rocambolesco 4-3 sul campo del Mazara, altra formazione che punta in alto. Degno di nota, inoltre, il 2-0 con il quale i granata hanno regolato al Provinciale un Carini tutt'altro che dimesso. Certo non è mancata qualche nota stonata. Vedi l'eliminazione prematura in Coppa Italia, perché maturata al primo turno, subita proprio dal Carini ai calci di rigore. Coppa Italia che dà la possibilità, vincendola, di ottenere ugualmente un posto in serie D.

 

Ma quello che importa, è stato finora assistere ad un graduale, continuo riavvicina-mento di tifosi e sportivi alla squadra. Aspetto che, se da un lato fa certamente piacere, specie al cassiere dello stadio Provinciale, dall'altro carica di ulteriori responsabilità il lavoro dell'allenatore Catanese e dei suoi giocatori, chiamati a non disperdere questo entusiasmo, anzi a farlo crescere di domenica in domenica.

 

Ci sono, però, gli avversari: su tutti la Nissa allenata da Boscaglia, da molti ritenuta la squadra da battere, che ha attinto a piene mani dall'organico dell'Alcamo dominatore incontrastato dell'ultimo campionato e vi ha aggiunto la “ciliegina” Di Somma; il Mazara di Cavataio; il Villabate di Compagno e il Carini, adesso allenato da Miranda, che ha preso in corsa il posto di Moceri. Possibili sorprese: Enna e Licata. Insomma si prospetta una bella lotta per la conquista dell'unico posto che dà la serie D e per la griglia dei play off.

 

Tra tutte, il Trapani è la squadra che è partita meglio. Per costruzione e vocazione è una squadra con spiccate caratteristiche offensive. In organico, infatti, Catanese può contare su ben cinque attaccanti di ruolo (Carbonaro, Craccò, Lucido, Saraniti e Coco), più altri due centrocampisti con qualità prettamente offensive (Panepinto e D'aguanno).

 

Numericamente il Trapani è ben messo anche a centrocampo (Campofranco, Domicolo, Raccuglia, Cammareri e Guido) dove però, a nostro avviso, manca qualcosa in fase di costruzione del gioco. Lacuna, questa, evidenziatasi, soprattutto, contro squadre piuttosto chiuse in difesa.

 

In crescita, rispetto alle primissime gare, appare il reparto difensivo. A Montalbano sono stati affiancati, stavolta, under all'altezza della situazione. Bertolino e Alletto giocano in crescente sicurezza. Discorso a parte per il terzino Daì. Che non sia propriamente un difensore lo hanno capito tutti. Dopo l'ottimo campionato giocato l'anno scorso ad Alcamo, si sta confermando, anche in questo avvio di stagione, con la casacca granata. Vanta già quattro goal all'attivo, di cui uno, (l'ultimo realizzato nella trasferta di Mazara) decisivo per la vittoria finale.

 

Tra i pali si sta guadagnando la “pagnotta” il giovane Laudicina che, particolare non da poco, sta permettendo a Catanese di impiegare un senior in più in mezzo al campo senza pagare dazio.

 

E', dunque, un Trapani ben attrezzato per vivere una stagione da protagonista come da tempo non succedeva. Una stagione all'attacco, come abbiamo avuto modo di sottolineare fin dall'inizio di quest'annata 2007-2008.

 

Quale altra alternativa potrebbe, infatti, avere una società che aspira ad uscire dal “limbo” del calcio dilettantistico?

 

Per ora, ma senza illusioni, godiamoci una squadra sola al comando: il Trapani.

 

Massimo Tancredi

i Gianluca Fiusco

 

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