" PRIVI...D'AUTORITA "'

di  Aldo Virzì  


   

Queste note sono scritte ad appena poche ore di distanza dalla  diffusione della notizia sullo scioglimento dell'Autorità Portuale di Trapani, non potranno, pertanto, essere esaustive delle reazioni suscitate.

 

Forse, però, bastano e avanzano, con un po' di immaginazione sommate a quelle già rese note si possono immaginare le grida e gli strepiti di protesta dei tanti interessati orfani dell'autorità portuale. Ci sarà sicuramente un'altra “chiamata alle armi” dell'associazione fantasma “pane e poseidonia”,  con probabile secondo flop di presenza dei cittadini. Di quella maggioranza di trapanesi che l'autorità portuale l'ha conosciuta solo per i rincari del prezzo del biglietto per le Egadi, ed ancora per quell'orribile e pericolosa gabbia che ha deturpato  e impedito la storica passeggiata nel molo di Trapani.

 

Si griderà al tradimento, con tutti i politici di destra e di sinistra, per una volta accomunati nell'unico scopo di difendere lo stipendio dell'ing. Baroncini e dei pochi e scelti suoi collaboratori, paventando terribili conseguenze allo sviluppo della città. Qualcuno, come sempre in questi anni, tirerà fuori la solita storia della Coppa America, addossando all'infausto scioglimento la mancata scelta di Trapani per la disputa di uno dei due act (l'altro a suon di milioni di euro se lo è già assicurato Valencia insieme alla finale), ignorando volutamente che quella scelta dipende solo dal business di chi offre di più e che se le istituzioni del territorio trapanese volessero svenarsi finanziariamente Bertarelli e C. sarebbero felici – autorità di porto si o no – di tornare in città ad abbuffarsi lungo Corso Vittorio Emanuele.

 

Gridano all'adulterio i politici di sinistra contro il ministro Bianchi che non ha dato retta a Di Pietro, il ministro della legalità, che invece, senza averne poteri, aveva dato assicurazioni in tal senso. Sono gli stessi che quando l'Autorità portuale venne ufficializzata ebbero non certo parole di apprezzamento; ne ebbero ancora meno quando venne formato il Consiglio di Amministrazione, tutto lottizzato da Forza Italia e soci, a dimostrazione dei veri interessi che si celavano dietro quel nuovo organismo. Ma sappiamo che il centrosinistra è l'immagine di Tafazzi, quello bravo a picchiarsi i………

 

   E a proposito di legalità: il motivo principale per il quale l'autorità portuale è stata sciolta è dovuto ai dati sul traffico nel porto di Trapani che non rispondono a quelli previsti dalle regole – quelle vecchie, non quelle che, forse, si dice, potrebbero, dovrebbero, essere adottate prossimamente. I dati, quelli veri, sono stati comunicati al Ministro Bianchi non da un signore qualsiasi ma dalla Capitaneria di Porto, un organismo dello Stato. Quelli che  hanno consentito di ottenere il decreto di nomina,  è bene ripeterlo,  sono sotto accusa da parte della Procura della Repubblica, perché sarebbero stati gonfiati ad arte. Il processo che vede imputato l'ex comandante della Capitaneria di Porto e attuale segretario della disciolta Autorità, Ignazio Agate, si sta celebrando proprio in questi giorni. 

 

Legalità, appunto. E dove sono finiti i saccenti legalitari che ad ogni piè sospinto minacciano i dipendenti  di voler mandare gli atti in Procura? Per caso sono gli stessi che adesso gridano  contro il Governo nazionale?

 

E quali intese preventive ufficiali vennero fatte con la Regione Siciliana per creare l'autorità portuale?

 

Insomma, è una storia triste quella che si chiude con la firma del Presidente della Repubblica ( a proposito, c'è qualcuno che vuole prendersela anche con la più alta carica dello Stato per aver firmato un atto dovuto?), la storia dell'ennesimo esempio di come questa città non potrà mai andare avanti quando sono gli interessi di pochi a prevalere anche su progetti interessanti.

 

Ecco. Se realmente si vuole l'autorità portuale, perché non si porta avanti l'ipotesi dell'autorità di sistema comprendente i porti della provincia, tutti? Oppure le cose dette in una infuocata assemblea aperta a Palazzo D'Alì erano solo di circostanza?

 

Aldo Virzì

di Gianluca Fiusco

 

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