CRIMINALI IN PIAZZA, PROTETTI DAL SILENZIO DELLA GENTE
di Francesco Paolo D'Amico
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Marsala - La mattina del 28 settembre mi trovavo in Piazza Della Repubblica, nel cuore di Marsala.
Sempre in quella mattina un uomo con i capelli lunghi, sulla trentina, se ne sta seduto sugli scalini della chiesa, mentre due soggetti incravattati gli si avvicinano distrattamente. In pochi secondi quei due uomini travestiti da bancari gettano le valigette, estraggono dalle loro fondine le pistole che puntano contro il volto del giovane, e lo immobilizzano.
In piazza il panico è generale: persone che urlano e si dileguano per il centro, altre che si rifugiano dentro i negozi. Ci si chiede chi siano quei due pistoleri da far west: se due mafiosi, se due poliziotti e, soprattutto, chi sia quel giovane con la pistola puntata alla tempia . L'arrivo di una pattuglia dei carabinieri che ammanetta tempestivamente il capellone, ci fa intuire che quei due uomini eleganti e armati, sono due carabinieri in borghese; ma chi è colui che hanno arrestato?
Due giovani che osservano la scena, seduti sui gradini del palazzo comunale parlano tra di loro con spiccato accento marsalese e uno dice all'altro: “a Giovanni Della Chiave «piscaro», u complice di Orazio Montagna !”.
Della Chiave in cella finisce con il tradirsi, ritrovandosi a contatto proprio con il Montagna. Tra gli altri indizi che portano a lui anche una scatola di scarpe della stessa marca e della stessa misura dell'impronta trovata sul luogo del delitto e il tirocinio che lo stesso ha svolto per due mesi, nel 2003, presso la sede di Trapani del medesimo esercizio commerciale dove lavorava Antonino Via.
Domanda: come facevano a sapere quelle persone in piazza, a Marsala, che quel giovane fosse proprio il complice di Montagna? E mentre a Trapani la polizia indagava sulla morte del povero Nino, a Marsala alcune persone già sapevano…
Nessuno stupore, “tanto l'omertà e certi tipi all'apparenza poco raccomandabili, a piazza della Repubblica, bivaccano -ci informano alcuni cittadini- ogni giorno”.
Alcuni giorni dopo, sempre a Marsala, viene arrestato Antonino Rallo, il presunto mafioso tra i cento latitanti più ricercati (dal 2002), accusato di alcuni delitti. Rallo godeva della copertura di un imprenditore insospettabile, Michele Giacalone, che curava la sua latitanza.
Il Pubblico Ministero Roberto Piscitello, in merito all'arresto, ha affermato che “inquieta il fatto che ricercati, mafiosi, delinquenti, riescono a beneficiare di appoggi da parte di insospettabili della cosiddetta società civile, sempre e comunque pronti ad assicurare la propria copertura.
Soggetti -continua Piscitello- che fanno dell'omertà uno stile di vita. Si tratta di gente comune, di padri di famiglia, di lavoratori, che tifano, incondizionatamente per la mafia, piuttosto che inneggiare alle istituzioni. Questa – conclude il magistrato – è, per lo Stato, la sconfitta più umiliante”.
In uno dei suoi primi volumi, “ The Presentation of Self in Every Day Life “ il sociologo Erwing Goffman distingue due aspetti del Sé : l' attore che esprime la parte più autonoma e libera del soggetto e il Personaggio che manifesta, invece, le caratteristiche indispensabili dell'uomo sociale ogni volta che entra in rapporto con gli altri sul palcoscenico del mondo. Pertanto, ogni individuo recita a soggetto la propria parte nelle varie occasioni della vita adeguandosi al contesto situazionale, sagomando la propria immagine in relazione alle aspettative esterne. E Marsala, come altre città della Provincia di Trapani, è piena di bravi “personaggi”!.
Francesco Paolo D'Amico di Gianluca Fiusco |
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