CARISSIMO...PANE
di Francesco Pellegrino
|
Con l'inizio della stagione autunnale, la scure dei rincari si è abbattuta sui consumatori; oltre all'aumento dei costi dell'energia (luce e gas), dei servizi pubblici (biglietti del bus) e l'impennata dei tassi sui mutui, cresce, infatti, il malumore dei consumatori per l'aumento del costo del pane. I panificatori sottolineano che l'aumento del prezzo di vendita del pane, è connesso alla crescita dei costi di produzione, primo fra tutti il costo della farina. Il prezzo della semola di grano duro e tenero negli ultimi sei mesi ha infatti registrato un aumento di oltre il cinquanta per cento.
“Ho il massimo rispetto per i panificatori
che sono anche loro vittime del rincaro esasperato del prezzo della
farina - afferma Giovanni
Intanto, è già partito il piano anti-speculazione del governo che prevede controlli a tappeto su prezzi e qualità dei prodotti, al fine di contrastare comportamenti speculativi e casi di accaparramento di merci tendenti a creare rarefazione dell'offerta di mercato.
“Il prezzo del pane era fermo da ben sette anni - afferma Giuseppe Martinez, presidente dell'Assipan (associazione panificatori della provincia) -; negli ultimi mesi si è avuto un aumento elevatissimo del costo della farina per il quale regna una vera situazione di oligopolio. Ritengo possano esserci aziende produttrici -continua Martinez- che tengono la farina nei magazzini al fine di far scarseggiare l'offerta e favorire l'aumento del prezzo; si crea così una sorta di cartello tra le aziende produttrici con il fine di far lievitare il prezzo della farina, speculando sia sui coltivatori di grano ai quali il prodotto è spesso sottopagato, sia sui panificatori, obbligati a comprare la farina a prezzi gonfiati”.
A Trapani e nei comuni dell'hinterland, il pane è venduto dalla maggioranza dei fornai a due euro il chilo, con un rincaro nell'ultimo mese di quasi cinquanta centesimi. La provincia di Trapani si conferma tra le più care dell'isola, anche se ad Agrigento e Palermo, per un chilo di pane, si superano addirittura i due euro e mezzo.
“Il grano siciliano - riprende Martinez - è uno dei migliori al mondo. Ecco perché i grossi produttori di pasta del nord vengono a rifornirsi in Sicilia; così facendo però si crea scarsa offerta di farina nell'isola per cui il prezzo sale alle stelle; per sopperire a tale situazione ci si rivolge talvolta all'importazione di farina proveniente dal Canada o dall'Algeria, utilizzando un prodotto di qualità non eccelsa. E' assurdo che i siciliani non utilizzino il grano isolano. Fateci comprare la farina al prezzo giusto -chiosa Martinez- in modo da poter vendere il pane ad un prezzo equo. Non possiamo lavorare in perdita, in quanto sono aumentati anche l'energia elettrica e le tasse”.
La logica dei rincari, va anche ricercata nell'andamento dei mercati internazionali, che risentono della corsa ai biocarburanti puliti.
Francesco Pellegrino di Gianluca Fiusco |
© 2007 - EXTRA