BIRGI, PER DECOLLARE BISOGNA SAPER VOLARE
di Gianluca Fiusco
|
Lo stallo in cui si trova l'aeroporto a metà strada tra Trapani e Marsala è sintomatico. Albenga, Atene, Bari, Bologna, Cagliari, Genova, Lamezia Terme, Milano Linate, Pantelleria, Pisa, Roma-Fiumicino, Torino, Trieste, Venezia. Queste le rotte disponibili sul sito Air One se si scegliesse Trapani come partenza. Almeno in teoria.
Dopo la sospensione del volo diretto su
Linate ed il successivo
Si apre allora un altro problema, anzi più d'uno: i servizi a terra, i collegamenti con lo scalo dalla città capoluogo e dalle realtà periferiche o più distanti. Finora, infatti, al vantaggio economico legato alla scelta di Trapani come aeroporto di partenza per le maggiori città italiane, si univa la comodità d'orari che consentivano di beccare coincidenze o di evitare pernottamenti scomodi. Tuttavia se tratte cruciali, come appunto la Trapani-Milano e la Trapani-Bologna, venissero spostate a tarda sera o, peggio, all'alba, si rischierebbe di vanificare ogni ulteriore vantaggio economico.
Barcellona, Brema, Dublino, Dusseldorf, Pisa, Stoccolma, le offerte invece della prima compagnia low cost al mondo, Ryanair. Finora è stato proprio il vettore irlandese a qualificare l'offerta dello scalo trapano-marsalese.
Ryanair ha valorizzato l'offerta prettamente turistica. Infatti, mentre le tratte nazionali hanno più un interesse legato a situazioni contingenti (lavoro, malattia, ricongiungimenti familiari), quelle europee hanno consentito i collegamenti con le principali rotte turistiche low cost. Ed hanno portato tanto turismo, chissà magari anche interessato anche a comprare 30mq a Trapani o nell'hinterland.
Fin qui la poesia. Quella poesia che è più una cantilena. La cantilena di chi non ha la più pallida idea di cosa significhi arricchire e gestire uno scalo aeroportuale.
Per rendersi conto di quanto l'Airgest sia un carrozzone anche di ignoranza più che una società, basta fare un giro per l'aerostazione. Ai piani alti gli uffici d'amministrazione e qualche sala di rappresentanza, quindi il vuoto.
L'immagine che ne viene fuori è quella tipica di chi ha improvvisato senza una visione né organica né razionale di una struttura complessa come un'aerostazione, ancorché piccola come quella di Trapani-Birgi.
L'Airgest si presenta con un sito (www.airgest.it) scialbo, privo d'informazioni realmente aggiornate. Basta cliccare sulle news per rendersene conto. Alla data in cui scriviamo questo articolo, l'ultima news era aggiornata al 6 giugno scorso (dopo una pausa nella pubblicazione di oltre sette mesi). Nessuna notizia su le “incomprensioni” con Air One (legate alla soppressione e ripristino di alcuni voli), nessuna notizia sugli avvicendamenti organizzativi, sulle quote societarie, sugli azionisti di riferimento, sui protocolli di intesa, sul fatto che tutti i voli per le altre destinazioni Air One che non sia Roma, comunque passano dalla capitale.
Quindi la composizione del Consiglio d'Amministrazione. Accanto a figure d'indubbio spessore, si trova il peggio della lottizzazione messa in campo dalla politica locale abilmente spalleggiata da qualche altro ente… commerciale.
Nessuna continuità progettuale e nessuna capacità manageriale che abbia saputo andare al di là della gestione contingente, anche a fronte di risorse esigue.
A ben vedere ciò che proprio stenta a decollare sono quelle idee così tanto millantate da qualche membro del CdA. Idee, sempre a sentire questi illuminati imprenditori, alla base della scelta fatta a loro vantaggio.
Manca un piano organico di sviluppo inquadrato in un percorso a tappe, slegato dalla contingenza. Del resto come farebbe questo CdA, come quelli che l'hanno preceduto, a darsi una prospettiva se, ad ogni sussulto politico, rischia di saltare? In questo caso tra l'altro per fortuna.
Dovrebbe perciò terrorizzare l'immagine di milioni di euro in arrivo per l'aereostazione, per il rifacimento e la costruzione di nuove strutture, da far gestire a cotante intelligenze. Un'altra occasione perduta, un poco come l'Autorità Portuale: è servita a pochi per commissionare qualche bigliettino da visita con cui pavoneggiare il proprio posto al sole. E per favore non si rimandi la palla a chi scrive, che è ben consapevole del suo ruolo e non s'improvvisa certamente esperto né si propone come consigliere senza consigli.
Gianluca Fiusco di Gianluca Fiusco |
© 2007 - EXTRA