MARSALA - L'OMBRA DELL'USURA SUGLI EX VERTICI DELL'AMBROSIANO VENETO

di  Antonio Pizzo  


   

Marsala - L'ombra dell'usura si allunga anche sulle banche. Con questa ipotesi di reato, infatti, la Procura di Marsala ha notificato un avviso di conclusione delle indagini preliminari - atto che di solito precede la richiesta di rinvio a giudizio - a Ernesto Riva, di 62 anni, residente a Seregno (MI), e a Giovanni Bazoli, di 75, residente a Brescia, entrambi legali rappresentanti, tra il 1996 e il 1999, del Banco Ambrosiano Veneto (poi, incorporato dalla Banca Intesa).

 

Secondo l'accusa, gli indagati, al vertice dell'istituto di credito, “nell'esecuzione di un medesimo disegno criminoso volto ad ottenere la maggior quantità di interesse monetario… applicavano tassi di interesse superiori a quelli fissati dalle norme vigenti”.

 

In particolare, “calcolando la commissione di massimo scoperto non soltanto sulla parte immobilizzata del fido concesso, ma anche sulla parte effettivamente utilizzata dal cliente, determinando così per la Banca una duplice remunerazione, trovando sulla parte effettivamente impiegata l'istituto di credito già remunerazione attraverso gli interessi passivi su questa calcolati”. E ciò con l'aggravante, secondo gli inquirenti, di aver agito “in danno di chi svolge attività imprenditoriale e si trova in stato di bisogno”.

 

L'indagine, condotta dalla Guardia di finanza, ha preso le mosse da una denuncia contro ignoti presentata, due anni fa, da un imprenditore marsalese, Vito Salvatore Vaiarello, presidente del Consiglio d'Amministrazione di una società operante nel settore edile (vende materiali da costruzione) entrata in crisi, secondo l'accusa, a causa degli alti tassi d'interesse praticati dalle banche sui crediti accordati all'impresa.

 

Sono, intanto, in corso anche due procedimenti civili. Uno avviato su istanza delle banche creditrici dell'impresa e l'altro da quest'ultima contro le prime, dai quali emerge, sulla base della relazione redatta da un perito nominato dal giudice del Tribunale di Marsala titolare della seconda causa, che tra il dare e l'avere sono proprio le banche a dover dare del denaro alla società Vaiarello.

 

E questo a seguito del ricalcolo degli interessi passivi sulla base di una sentenza della Cassazione civile, che nel 2005 qualificò come “anatocismo” il calcolo trimestrale sui tassi d'interesse.

 

Il prossimo 21 dicembre, intanto, il Tribunale civile metterà all'asta l'immobile della ditta Vaiarello, che è assistita dall'avvocato Luigi Messina, e parte del ricavato potrebbe essere incassato proprio dalla banca i cui vertici sono accusati di usura.

 

A meno che non venga recepita la nota con cui il prefetto Finazzo, lo scorso 26 ottobre, ha dichiarato “sussistenti” i presupposti per la fruizione del beneficio della sospensione dei termini, accordata dalla legge alle vittime dell'usura

 

Antonio Pizzo

di Gianluca Fiusco

 

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