LET IT BE ( LASCIA CHE SIA ), L'INNO DEI TRAPANESI

di  Gianluca Fiusco  


   

A chi farà campagna elettorale sua eccellenza il Vescovo di Trapani ora che hanno decretato la morte dell'autorità portuale?

 

Che farà il senatore, presidente della provincia di Trapani, dopo la nascita del Partito del Popolo delle libertà?

 

Ed il sindaco di Trapani con i neocentristi che pretendono sempre maggiore visibilità?

 

Che farà il sindaco di Erice adesso che i socialisti, entrando nella coalizione, non hanno risolto il problema di minoranza in consiglio?

 

Che farà la prima e unica emittente del territorio dopo aver disinformato fino all'ultimo minuto il popolino trapanese?

 

E la stampa locale, che farà quando sarà consumata fino all'ultima goccia di inchiostro per incensare il potere?

 

E gli ex diessini e diellini, dopo essersi riciclati all'ombra del Sen. Papania, che faranno dopo aver lottizzato il pidì oltre che tutti gli anfratti concessi alle opposizioni?

 

Che ne sarà degli ambientalisti che, dopo tanto sbraitare, dovranno fare i conti con le depenalizzazioni e gli indultini passati e futuri?

 

In quale nuovo scaffale delle rinnovate cancellerie del tribunale sarà dimenticato il fascicolo dell'omicidio di Mauro Rostagno? E chi saprà spiegare perché mai si debbano spendere ancora soldi pubblici per rincorrere una verità che non è mai stata raggiunta e che, ormai, non sarà più raggiungibile?

 

Chi si ricorderà degli appalti controllati da cosa nostra, dei milioni di euro sparsi su Trapani per suoi grandi eventi?

 

Chi si ricorderà di Nino Via, di quei balordi che lo ammazzarono e, soprattutto, dei tanti che si girarono dall'altra parte salvo poi essere riabilitati in corner?

 

Che cosa farà il nuovo consiglio di amministrazione dell'Airgest con l'ingresso di cotante trapanesi inqualificabili intelligenze?

 

Chi saprà qualificare la politica della cosiddetta sinistra trapanese, muta e orfana, impegnata a cianciare di lotta a tutti e tutto e distratta su altrettante questioni?

 

Che farà il prefetto di Trapani quando il mandato non sarà più rinnovato e dovrà andare per altri lidi?

 

E che ne sarà delle inchieste antimafia quando anche Tarondo, alla fine, sarà trasferito via da Trapani?

 

Ma nulla! I Beatles cantavano let it be (lascia che sia). I trapanesi hanno preso la canzone dei ragazzi di Liverpool come il loro inno.

 

Lasciano scorrere tutto mentre il 2007 grida i suoi ultimi rantoli prima di crepare, infame e bastardo, e lasciare posto al 2008 col suo carico di botti e spari che si vanno accumulando in questi giorni nelle case dei figli del ventre molle di questa estrema punta di Sicilia.

 

Chi ricorderà più nel 2008? Perciò caro trapanese, cara trapanese, lascia che sia. Sempre e comunque. L'importante è aver fatto bene i fatti propri. E pazienza se per farci i fatti nostri qualcuno non è arrivato a finire il 2007, se qualcuno dei nostri figli dovrà continuare ad elemosinare un futuro da qualche altra parte.

L'importante è che le BMW, le MERCEDES, le PORSCHE e i SUV possano scorazzare sfolgoranti e saltellanti, fino a spiaccicare le utilitarie degli ultimi salariati in nero ancora residenti a Trapani. L'importante che anche Trapani possa ostentare la sua movida, la sua elite di nuovi ricchi che campano alle spalle di rincoglioniti genitori genuflessi davanti a compiacenti altari, invocanti madonne e santi di ogni risma, in cerca di quell'assoluzione che nemmeno il cielo può più concedere davanti a tanta ignavia.

 

Buon Natale e felice anno nuovo.

 

Gianluca Fiusco

di Gianluca Fiusco

 

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