FIERO DI ESSERE...VERME
di Aldo Virzì
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Debbo una confessione ai lettori di questo giornale, la debbo soprattutto al Vescovo di Trapani: sono un verme. Sì egregio monsignore, insieme alla quasi totalità dei trapanesi, se ne escludiamo 1000, al più 1500, non sono sceso in piazza a manifestare contro il Governo Prodi ed il Ministro Bianchi, ma anche contro il Presidente della Repubblica “colpevoli” di avere soppresso con decreto il lauto stipendificio ( chi ha voglia chieda a quanto ammontava lo stipendio del presidente-manager Barboncini, ma non solo di Lui) denominato “Autorità portuale”.
Sono del Vescovo le parole riportate dai
giornali: “mi sarei sentito un verme se non fossi stato presente alla
manifestazione”. Che tradotto in
Io povero verme, egregio monsignor Miccichè a quella manifestazione non ho partecipato, ma nella mia ormai lunga esperienza ho partecipato – qualche volta organizzato - a centinaia di manifestazioni nelle quali si chiedevano: rispetto per la classe operaia, sviluppo dell'economia, giustizia, lotta alla mafia etc. Mi creda egregio Vescovo, molte di quelle persone e di quegli Enti, anche pubblici, che strumentalmente sono scese in piazza a protestare contro la soppressione dell'Autorità portuale, a quelle altre manifestazioni non sono mai andati, forse perché i loro interessi non coincidono con quelli del popolo.
Avevo apprezzato l'inizio del cammino di questo Vescovo; non so cosa gli sia successo,chi nel frattempo abbia frequentato, ma gli ultimi due anni sono stati un crescendo di passi indietro, di intromissione in campagna elettorale, di spropositati discorsi, di esaltazione di persone e metodi che poco hanno a che fare con la cultura cattolica, quella dei giusti.
Ritorno sul problema Autorità portuale. Intanto per attendere il verdetto della magistratura a proposito dei falsi di cui si sarebbe reso colpevole l'ex comandante della Capitaneria di porto per giustificare il decreto di istituzione. Qualcuno dovrebbe, forse, spiegare perché all'indomani del decreto e del pensionamento, Agate ha assunto il nuovo, prestigioso e sicuramente ben retribuito, incarico di segretario dell'Autorità. La Pubblica accusa ha chiesto per Agate una condanna durissima: oltre 5 anni di reclusione. E se fosse condannato, se l'Autorità Portuale fosse nata su di un macroscopico falso? Tutti i non vermi che sono andati in piazza, a cominciare dai rappresentanti delle istituzioni, non dovrebbero chiedere scusa ai 69.000 cittadini rimasti a casa?
Ai tanti orfani dell'Autorità portuale è forse bene ricordare i loro discorsi conseguenti all'arrivo dal Ministero dei rumors per un probabile decreto di scioglimento: avevano ripiegato sull'Autorità di sistema. Lo avevano ribadito anche in un convegno a Palazzo D'Alì e ancora qualche giorno dopo l'ufficializzazione del decreto di scioglimento. Argomento scomparso. Le loro speranze di risuscitare lo stipendificio portuale affidate ai soliti ricorsi legali dei soliti avvocati abbondantemente pagati.
Intanto, anche questo bisogna dirlo, l'attività portuale non ha avuto soste, abbiamo anche rivisto il cargo caricare enormi containers; ci dicono che non si perderà un euro dei previsti finanziamenti per il porto. Insomma i profeti di sventura sembrano smentiti. Ed anche la
Aldo Virzì di Gianluca Fiusco |
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