LA MOSTRA DI CARAVAGGIO E' SALVA, MA I SOLDI CI SONO TUTTI ?

di  Nicola Rinaudo  


   

Caravaggio è salvo. O meglio, è salva la mostra dei suoi quadri, la cui inaugurazione è prevista il prossimo 15 dicembre al Museo Pepoli di Trapani.

 

Ci sono volute, però, una riunione -  fiume, lo scorso 26 novembre, protrattasi per dodici ore, e le "acrobazie matematiche" dei ragionieri della Provincia Regionale di Trapani, per "strappare", alla fine, la tanto sospirata variazione di bilancio da 600.000,00 euro. Una somma che, quantunque, "grattata" con enorme difficoltà, copre solamente il 50% della spesa complessiva, stimata in un milione e 200.000,00 euro.

 

Il resto dei soldi - ma non ci mettiamo le mani sul fuoco - si sono impegnati a cacciarli la Regione Siciliana (300.000,00 euro); un gruppo di sponsor privati dell'area creditizia, vicini - sembrerebbe -  al senatore D'Alì (altri 300.000,00 euro) e, naturalmente, il comune di Trapani, con un contributo economico non ancora quantificato ma che, secondo i bene informati, non sarebbe distante dalle cifre precedentemente specificate.

 

Conti alla mano, dunque, in linea puramente teorica, l'offerta contributiva supererebbe lo stesso fabbisogno finanziario previsto per garantire i costi dell'iniziativa.

 

"Quanto maggiore sarà - affermano da Palazzo Riccio di Morana - la disponibilità economica, tanto più vasta ed efficace potrà essere l'eco di diffusione del prestigioso appuntamento".

 

Saranno 14 i quadri del maestro Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio (vissuto tra la fine del '500 e l'inizio del '600), esposti fino ad aprile del 2008, negli spazi del Museo regionale Pepoli. Più uno, per un totale di 15 opere, che sarà ospitato nella sede della Vicaria Provinciale, in centro storico. Si tratta de "i bari", tela realizzata dall'artista milanese (considerato il primo grande esponente della scuola barocca), nel 1594.

 

L'intento è quello di creare un vero e proprio collegamento fra la periferia e la parte vecchia della città a beneficio di quanti, fra visitatori e turisti, vorranno conoscere meglio e più da vicino, Trapani. Bene!

 

La nuova, brillante trovata del senatore - presidente Antonio D'Alì, unica nel suo genere, senza precedenti per la città, non si discute. In discussione sono, invece, i metodi adottati per materializzarla. Ancora una volta, così come già avvenuto per la Coppa America, anche questa nuova iniziativa, appare figlia della medesima strategia: una decisione imposta dall'alto, partecipata agli altri quando non se ne poteva fare più a meno. Un evento messo in piedi in fretta e furia, che metterà a dura prova le capacità organizzative di "Romaarteficio", la società che gestirà e curerà ogni particolare della mostra, nei suoi cinque mesi di permanenza a Trapani. 

 

Già, un evento d'indubbio spessore culturale, ma dal quale facciamo fatica a comprendere che tipo di vantaggi potrebbero derivarne, ad esempio, per gli abitanti dei quartieri Cappuccinelli e Fontanelle Sud.

 

Meglio, dunque, un Caravaggio in mostra, o una più puntuale erogazione, da parte delle istituzioni, dei servizi basilari, a beneficio di questa gente? Meglio la prima, evidentemente. Tanto, questi trapanesi, sono abituati ad aspettare senza neppure arrabbiarsi.

 

E si, un Caravaggio in città, ci mancava proprio. Adesso, non più. Lo abbiamo acquistato.

 

A Fontanelle Sud e Cappuccinelli, invece, continuano a mancare tante cose. E non sarà mai una mostra, per quanto di alto livello, a garantire a questi cittadini ciò che non hanno mai avuto.

 

Nicola Rinaudo

di Gianluca Fiusco

 

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