I PROFESSIONISTI DELLA LINGUA LUNGA 
di  Aldo Virzì


   Gli ultimi accadimenti di Trapani lasciano increduli anche chi, come l'estensore di queste note, ormai vecchio cronista, pensava di averle viste tutte. Il riferimento va soprattutto, ma non solo, alle polemiche suscitate dalla presenza della Commissione  parlamentare Antimafia.

Un caso, non si sa quanto fortuito, ha voluto che la visita della commissione fosse preceduta dall'arresto dell'ingegnere Filippo Messina, dirigente del settore tecnico comunale. L'episodio avrebbe dovuto indurre tutti, ed in particolar modo gli amministratori pubblici, e conseguentemente le forze politiche  di maggioranza di questo territorio ad una maggior cautela ed anche a qualche meaculpa, quanto meno di ingenuità. Memori, invece, del vecchio secondo il quale “la miglior difesa è l'attacco”,  in pieno stile berlusconiano, alcuni esponenti politici di maggioranza si sono lasciati andare ad esternazioni incredibili.

Chi ha lasciato maggiormente stupito ed incredulo il cronista è stata -e  non poteva essere diversamente- la preside-presidente-lady di ferro Giulia Adamo. Non sappiamo quali spiegazioni la signora ha dato ai commissari su alcuni fatti accaduti nell'Ente da Lei presieduto  e che hanno avuto per protagonisti suoi funzionari, dalla stessa designati ad importanti incarichi di responsabilità: uno per tutti l'ingegnere Grillo. Sappiamo però che all'uscita dall'audizione, incontrando la stampa, la Presidente ha detto di avere illustrato ai commissari la situazione economica della Provincia ed i progressi che si sarebbero fatti a merito della sua gestione; per aiutarsi ha anche proposto cifre e numeri non si sa provenienti da quale fonte statistica. Non una parola sui condizionamenti mafiosi, sull'intreccio tra mafia, politica e affari. Per un attimo abbiamo pensato di esserci sbagliati e che l'audizione non era con la Commissione parlamentare Antimafia ma allo sviluppo economico! Di più, non ci eravamo accorti di vivere nel Paese di Bengodi!

Altra audizione: il sindaco di Trapani. Anche l'avvocato Fazio ha preferito la strategia dell'attacco; sicuramente con argomenti più convincenti, anche se tutto il suo impegno era volto a dimostrare che l'arresto dell'ingegnere Messina doveva considerarsi un incidente di percorso; che Lui vigilando, tutto sarebbe andato per il meglio. A cominciare dagli appalti per la Coppa America. Inutile aggiungere  le solite giustificazioni sulla desolante situazione trovata all'interno del Comune, dimenticando di aggiungere che ne sono  responsabili, almeno sul piano politico, gli stessi che lo hanno voluto a quella carica. Gli stessi di sempre.

 A riportarci comunque alla realtà ci ha pensato l'ex presidente della Commissione Antimafia Beppe Lumia, sicuramente, insieme all'on. Niki Vendola, il più profondo conoscitore della realtà mafiosa della Sicilia. Ha confermato quanto si sapeva: è a Trapani lo zoccolo duro delle cosche mafiose. C'è, esiste ancora, una forte commistione tra la politica e la mafia. Lumia, ma anche qualche altro commissario, anche di maggioranza, hanno anche fatto qualche esempio e qualche nome; due su tutti: Canino e Giammarinaro. Lumia ha anche “osato” aggiungere un giudizio non proprio positivo sull'audizione della Presidente Adamo. Non l'avesse mai fatto! Già perché ad un parlamentare che non sia della Cdl non è permesso esprimere giudizi politici, anche gravi. Solo Sgarbi, Bondi, Schifani  e company possono dire quello che vogliono! Aggiungiamo che forse qualcuno alla Commissione Antimafia doveva portare le registrazioni delle accuse sulle contiguità con il sistema mafioso che si sono rivolti tra loro gli esponenti della Cdl in occasione delle elezioni provinciali.

E a far da corollario alle incredibili proteste degli esponenti del centrodestra non poteva mancare il “Ferrara” (inteso come Giuliano) trapanese, convertito anche lui sulla via di Damasco. Così senza essersi mai occupato professionalmente di mafia, averne mai scritto un rigo e forse averne  letto qualcosa,  trancia giudizi sul povero Lumia accusandolo di aver sparlato a vanvera, aggiungendo castronerie come quella di scambiare un parlamentare per un investigatore al quale chiedere “chi sono i nuovi boss di Trapani”. Per il “giovin Ferrara”, Lumia doveva stare zitto:  “limitarsi a dire che esiste la mafia senza indicare dopo anni chi lo gestisce realmente, significa soltanto fare propaganda politica”. Al “giovin Ferrara” ci permettiamo di ricordare che un'affermazione in qualche modo simile la fece tanti anni fa (noi ne fummo testimoni, lui era forse in pantaloncini corti ) un Sindaco, per concludere che a “Trapani la mafia non esiste”. Si meritò una storica vignetta di Forattini. Giustificava questa sua affermazione con il fatto che Pizzolungo, dove avvenne la strage, era in territorio di Erice. Questo lo diciamo anche a beneficio di qualche amministratore  che  forse ignora che a Fulgatore,  in quel di Trapani, e non a Valderice, era nascosto tale Vincenzo Virga, capo della “famiglia” trapanese di Cosa Nostra.

E che dire delle affermazioni del sottosegretario agli interni (non all'inutile ministero sull'attuazione del programma) secondo il quale “ la Sicilia non ha bisogno di professionisti dell'antimafia”, ovviamente rivolto a Lumia ed ai tanti che la pensano come Lui. In realtà, purtroppo, in Sicilia cresce il numero dei professionisti della mafia e dei contigui alla mafia. E' di costoro che la Sicilia non ha bisogno. Purtroppo, invece, anche a causa di affermazioni simili, sta scemando quella cultura antimafiosa nata all'indomani delle stragi di Capaci e Via D'Amelio. Non è certo un caso che il presidente del governo regionale dovrà essere processato per l'infamante accusa di contiguità con la mafia. Forse bisogna riflettere di più su quanto va affermando l'on. Francesco Forgione, deputato di Rifondazione, sul salto di qualità che ha fatto il sistema mafioso circa la gestione diretta del potere di governo ( appalti etc.), senza la mediazione della politica. 

E, a proposito della politica, finalmente qualcosa sembra muoversi nel centrosinistra. Intanto Giacomo Tranchida: il capogruppo dell'Ulivo alla Provincia non demorde, accusa la maggioranza, ma anche costruisce. Lo fa con il suo comitato “per le città che vogliamo”. Ha organizzato un riuscitissimo convegno pieno di interessanti proposte sulle quali dovranno misurarsi le nuove amministrazioni.

A Trapani si muove la Margherita. Fa un'assemblea, smentisce qualunque inciucio con Fazio, avanza una proposta per la prossima sindacatura: quella di Piero Savona. Di più. A lanciarla è Mario Buscaino che in questo modo mette fine alla querelle, in verità più esterna che interna al partito di Prodi, sulle presunte rivalità tra i due. I dirigenti della Margherita hanno un solo torto: non hanno, preventivamente, avvertito il “giovin Ferrara” monopolista dell'informazione politica a Trapani e dintorni. Lui aveva fatto capire di essere favorevole, anzi aveva lanciato la proposta, per la formazione di un governo di salute pubblica; insomma di dare una mano all'attuale Sindaco alle prese con una miriade di problemi. Savona ha detto no ed ha aggiunto che “solamente la finzione giornalistica di buona parte della stampa (ndr. in regime di quasi monopolio), e le interessate affermazioni di Fazio, possono fare credere alla grande massa dei cittadini meno attenti ai fatti della politica, che alcuni gruppi  politici che da decenni condizionano la vita della Città, non sono più tollerati e rappresentati dalla presente Amministrazione che trova origine e sostegno nei medesimi referenti politici dell'Amministrazione Laudicina”. Insomma: discorso chiuso. Anzi, mai aperto.

Anche per Erice si muove qualcosa. Prende sempre più piede ed incontra sempre più favori dei partiti del centrosinistra la candidatura dell'avvocato Massimo Zaccarini, noto, tra l'altro, per aver rappresentato la parte civile in molti processi contro la mafia. Zaccarini trova l'appoggio della quasi totalità dei Ds, di molti esponenti della Margherita, ma soprattutto di molta società civile ( ha fatto  parte dei girotondi trapanesi). Anche su di lui, probabilmente per non averlo preventivamente informato e ricevuto il suo consenso,  si è accanito il nostro “giovin Ferrara”, con una lezione di falsa moralità politica che ha avuto un solo risultato: far lievitare consensi sulla candidatura Zaccarini. Nonostante anche Nino Oddo, segretario provinciale del piccolissimo SDI, perfetto socialista d'antanna, sempre e unicamente alla disperata ricerca di “visibilità”, magari solo per lui.

Ancora c'è molto da fare, ma finalmente qualcuno nel centrosinistra si è svegliato. Era ora.

Aldo Virzì

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