LE MISSIONI DELLA PROVINCIA

di Nicola Rinaudo
 


   

Le missioni della Provincia, quanto costano ai cittadini?

 

Sono trascorse due settimane dalla richiesta ufficiale, formalizzata all'Ufficio Ragioneria della Provincia Regionale di Trapani, dal consigliere provinciale dei Democratici di Sinistra (ora Partito Democratico), Giovanni Burgarella, tendente ad acquisire le "carte" che documentano tutte le spese sostenute dall'Ente, nell'anno corrente, in relazione ai viaggi istituzionali - promozionali in Italia e all'estero.

 

Dopo quindici giorni, ancora nessuna risposta. Si badi bene, l'iniziativa non è di un cittadino qualunque, ma di un abituale inquilino del Palazzo, che ha chiesto degli atti pubblici. Forse, la ricerca si presenta più difficile del previsto? Forse, sono saltati fuori troppi zeri e i ragionieri della Provincia stanno rifacendo i conti, perché non credono…ai loro occhi?

 

Le indiscrezioni - perché solo quelle, per ora, filtrano - parlerebbero di una cifra definita "interessante". Il dato, però, non sarebbe definitivo, in quanto prima della fine del 2007, l'Amministrazione D'Alì avrebbe programmato qualche altro "viaggetto" turistico - propagandistico in giro per il mondo.

 

Se sprechi di denaro pubblico ci sono stati lo sapremo più avanti. Così come siamo curiosi di sapere quanto e in che misura "l'investimento" fatto in questa direzione ha avuto, in termini concreti, ricadute positive sull'economia della Provincia di Trapani.

 

Altre indiscrezioni ci invitano a non trascurare l'entità delle delegazioni (a quanto pare, mai striminzite) che, ogni volta, avrebbero composto queste "missioni di rappresentanza".

 

Forse, sarebbe il caso di chiedere l'intervento del Prefetto, Giovanni Finazzo? Bisogna far presto e mettersi in coda. Presto, perché - come si sussurra - l'ex Questore di Trapani, a dicembre, dopo quattro anni e mezzo di permanenza, dovrebbe traslocare nella capitale per chiudere una brillante carriera dietro ad una "appetita" (economicamente) scrivania romana; "fare la fila", perché l'intervento del massimo rappresentante territoriale dello Stato è stato invocato da più parti.

 

Nella lista, fra gli altri, figurano gli abitanti delle isole Egadi, incavolati di brutto per i disservizi arrecati loro dagli aliscafi della Siremar che si "rompono" con una facilità impressionante, lasciando "in mezzo al mare" lavoratori e turisti.

 

Si continua con la "delicata" questione legata alla costituzione del Comitato provinciale Antiracket.

 

La poltrona di presidente sarebbe stata assegnata all'imprenditore trapanese, Giuseppe Cicala e, con essa, anche quelle dei componenti il direttivo. Ma, secondo qualcuno che s'intende di leggi, norme e regolamenti, ci sarebbe qualcosa (che cosa?) che non quadra.

 

Ecco perché, nonostante presunte pressioni del potere politico, il Prefetto non sembrerebbe intenzionato a correre inutili rischi. Vuole vederci chiaro, per assicurare trasparenza e legalità.

 

Trasparenza e legalità che i cittadini di questa Provincia devono imparare ad assicurarsi anche da soli. Facendo a meno, su certe cose, dell'intermediazione dei rappresentanti delle Istituzioni. "Tuonare", insomma, in prima persona, senza deleghe.

 

Dopo i comitati nati per chiedere la riapertura delle indagini sull'omicidio Rostagno e per l'attribuzione della cittadinanza onoraria all'ex Prefetto, Fulvio Sodano, sarebbe il caso, forse, che se ne costituisse un altro comitato di cittadini. Un comitato che avrebbe il compito di vigilare su come e dove, le pubbliche amministrazioni utilizzano il pubblico denaro. Contestualmente, a Presidente della Provincia e sindaci, bisognerebbe far obbligo della pubblicazione annuale dei bilanci riepilogativi; ma non quelli pubblicati (a pagamento) sui giornali, dove ci capiscono (e non sempre) solo gli addetti ai lavori. L'idea, già peraltro sperimentata con successo da parecchie amministrazioni sparse per l'Italia e nel mondo, è quella di fornire ai cittadini dei veri e propri rendiconti che documentino, analiticamente, capillarmente, ogni spesa, anche la più piccola. Niente di straordinario. Solo un semplice atto di correttezza istituzionale.

 

Dunque, letargo o risveglio? Il primo (il letargo civico) è, purtroppo, una peculiarità tutta trapanese. A tutti i livelli. Il secondo (il risveglio civico), non c'è. Non c'è mai stato.

 

In effetti, di trapanesi veramente arrabbiati per "cose giuste", possiamo tranquillamente affermare di non averne mai visti. Fino ad oggi, almeno.

                                                                                                                        Nicola Rinaudo

 

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