DOPO GRESTA, TAGLI IN VISTA ANCHE SULLA " LEGIONE STRANIERA ".

di  Nicola Rinaudo
 




  E uno. Via Luigi Gresta. Elegantemente la società ha ufficializzato le dimissioni del giovane tecnico pesarese. In realtà le parti hanno raggiunto una transazione su un contratto che legava il coach al Basket Trapani per due stagioni.

Ecco, adesso, il ritorno di Giancarlo Sacco, uno che di “situazioni difficili” se ne intende. L’uomo giusto, al posto giusto, nel momento giusto. Il tecnico che l’intero ambiente trapanese avrebbe gradito dall’inizio, non solo per un discorso affettivo.

Cinque partite di campionato, dunque, (quattro brutte sconfitte ed una sofferta vittoria) sono state sufficienti al Presidente Magaddino per “riconoscere” il fallimento del nuovo progetto, l'ennesimo.

La solita "rivoluzione" (il limite di questa società sembra essere quello di non riuscire a dare stabilità e, quindi, continuità alla propria programmazione), ha partorito stavolta un ….aborto.

Un tecnico che, a dispetto del suo temperamento caldo, si è dimostrato ancora acerbo per una panchina di Legadue. Incapace di conferire nerbo, spessore, personalità, identità tattica ad un gruppo che, allo stato attuale, tutto può definirsi fuorchè una squadra di pallacanestro. Un organico scelto personalmente da Gresta, “esperto” di mercato americano, sia chiaro attraverso le risorse economiche (non certo sontuose) messegli a disposizione dalla società. Una "legione straniera", in particolare, che continua a rimanere un "corpo estraneo" alla squadra, con atleti (vedi Schmeider, Callahan, Dobbins e Sorrentine) che sembrano non "sentire" addosso la maglia granata e con una tifoseria che pare non riconoscersi in loro. Una frattura pericolosa che sembrerebbe prefigurare altre soluzioni estreme.

In tal senso risulterà determinante da parte del sodalizio granata, accogliere le indicazioni che giungeranno dal nuovo tecnico.

Insomma, per Magaddino e per il suo fido collaboratore Giuseppe Grasso, punto e a capo e mani in tasca per tirare fuori altri quattrini. Non fosse altro per salvaguardare quel patrimonio chiamato Legadue e in segno di rispetto per quei mille e passa abbonati che hanno scelto di continuare a riporre la propria fiducia in questa società.

Il tutto alla vigilia della delicata gara interna contro la matricola Casale Monferrato. Un solo obiettivo: ritornare alla vittoria, anche per iniziare nella maniera migliore il nuovo corso.

In verità, però, i problemi del Basket Trapani, in questo frangente, non sembrano essere solo di natura tecnico - tattica. Ci riferiamo, soprattutto, al divieto imposto dalla società, in coincidenza con la gara casalinga vinta a spese di Novara, di diffondere all'interno del Pala Ilio il giornale ("Forza Trapani" ndr), lo stesso sul  quale abbiamo appena terminato di riportare queste note. Causa del "provvedimento" un'intervista a firma del collega Giuseppe Ruggirello a Fabio Zanelli. Un articolo assolutamente "normale", anche se un attimino "delirante" - onestamente va riconosciuto -  in un paio di passaggi.

Domanda del giornalista: "…sei da due anni a Trapani. Due coach. Meglio Gresta o Banchi?". Risposta di Zanelli: "a questo punto della stagione ti dico Banchi, ma a maggio ti dirò Gresta".

E ancora Zanelli. "…forse, non diventeremo mai una squadra, ma a maggio faremo i play off...".

Abbiamo sentito, successivamente, le due "campane" per tentare di capirci qualcosa di più. Ruggirello, da un lato, ci ha assicurato "d'avere riportato solo una minima parte delle robuste dichiarazioni rilasciategli da Zanelli"; l'atleta granata, invece, ha affermato di "non ricordare bene il contenuto delle sue affermazioni".

Se le cose stanno effettivamente così la domanda è la seguente: ma il Basket Trapani alleva "uomini" o "bambocci"? La scelta di "accomodare" una situazione" che, a ben guardare, non sembrerebbe aver presentato alcuna anomalia, non ha assolutamente costituito la soluzione del problema. Piuttosto, si è tradotta in una negazione del diritto all'informazione per tutta quella gente che è solita entrare in possesso di "Forza Trapani" all'interno del palazzo dello sport.

E' evidente, ma questo non è un mistero, che la società granata, su tale versante, ha bisogno di crescere ancora tanto. Così com’è altrettanto evidente – sarebbe ipocrita non ammetterlo – il brutto “vezzo” dei giornalisti di cadere, talvolta, nella tentazione dell’esagerazione, del sensazionalismo a tutti i costi. Nessuno, però, può permettersi di vietare la “libera circolazione del pensiero". Tanto meno un "uomo di legge" come il presidente Andrea Magaddino che sappiamo essere persona accorta, avveduta ed intelligente.

 Nicola Rinaudo, novembre 2005

 

© 2005 - www.processionemisteritp.it

Inizio pagina