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Da caso Sodano a caso D'Alì. La partita a distanza
fra l'ex Prefetto di Trapani e l'ex Sottosegretario di Stato
all'interno, continua. Anzi, è appena iniziata.
"La partita è seria. Molto seria. Non è escluso che una copia di quel
sevizio su mafia e dintorni nel trapanese, trasmesso da "Anno Zero", che
tanta indignazione ha suscitato in città, - già acquisita dal Viminale,
dove però i capi di Gabinetto sono sempre quelli di Pisanu (ex Ministro
dell'Interno, ndr) di D'Alì -, balzerà all'attenzione del Quirinale". Di
fronte al Presidente della Repubblica.
E' questo un brano dell'articolo che sarà pubblicato a breve da un
periodico locale. Lo stesso che a settembre aveva anticipato di tre
settimane i contenuti di quel servizio mandato in onda nel corso della
trasmissione di Michele Santoro, che ha trasformato le vicende
strettamente correlate all'attività istituzionale, svolta a Trapani da
Fulvio Sodano, in caso nazionale.
Più che un attaccante di razza il nostro senatore, oggi anche Presidente
della Provincia Regionale di Trapani, sembrerebbe, invece, un difensore
col vizio dell'autogol. Già ne aveva messo a segno uno, quando ha
rifiutato quell'intervista a Stefano Bianchi, giornalista RAI. Poi ha
concesso il bis, lo scorso 9 ottobre, durante la famosa seduta
straordinaria del Consiglio Provinciale.
Nel corso del suo intervento, il senatore, (e qui riportiamo un altro
piccolo stralcio dell'articolo che potrete leggere integralmente a
giorni sul periodico di cui sopra, ndr) "ha riconosciuto in modo
esplicito che la sua <parte> politica (Forza Italia, ndr) possa avere
avuto, oltre a <disattenzioni>, delle <connivenze sbagliate>. E quali
sarebbero quelle giuste? La parola connivenza, senza aggettivi, ha di
per sé un significato tutt'altro che lusinghiero: secondo il vocabolario
della Zanichelli curato da Edigeo vuol dire <assistere passivamente, o
dando il proprio consenso, ad un atto disonesto che si potrebbe
impedire>. D'altra parte la parola mafia, secondo un'ipotesi molto
attendibile, deriva dall'arabo <maf>, che significa <tener nascosto>.
Il Prefetto Sodano, intanto, ha raccontato altri piccanti, intriganti
particolari. Non ve li anticipiamo, anche per non togliervi
completamente il gusto della sorpresa.
Nel contesto di questa storia che vede contrapposti due "alti esponenti"
dello Stato, anche se con ruoli diversi, stride e tanto "l'assordante
silenzio" opposto dalla Chiesa trapanese.
Il suo "primate", il Vescovo Francesco Miccichè che, ad ogni occasione,
specie se si parla di mafia, non si fa "pregare" per levare alto, in
nome e per conto della cattolicissima Trapani, il suo grido di dissenso,
stavolta, è rimasto zitto. In silenzio. Appunto. O meglio, qualcosa l'ha
detta. Ma nell'àmbito di una manifestazione svoltasi all'interno di
quattro mura istituzionali per presentare l'iniziativa dello "sportello
rosa". Un pensiero, dunque, rivolto agli intimi. Non invece, come suo
costume, alla collettività intera.
"Il servizio di Anno Zero - ha detto in sostanza il Vescovo - deturpa
non poco l'immagine della nostra città".
La riproposizione di un breve passaggio di un altro articolo, apparso
sempre sull'ultimo numero di quello stesso periodico, ci sembra quanto
mai opportuna sia nei contenuti, sia nella tempistica.
"Potere temporale - si legge - e gerarchie ecclesiastiche, ossia sempre
potere temporale, inaugurano una nuova stagione. Dopo gli sguardi finto
cagneschi di ieri, l'idillio Miccichè - D'Alì sembra consolidarsi".
Coincidenze - obietta qualcuno - solo coincidenze. Può darsi. Ma strane
e singolari, aggiungiamo noi. Non vi pare?.
Basta, ora, con le anticipazioni su intriganti retroscena di "squallidi"
giochi di potere. Parliamo un po' di sport. Sorridiamo ai ragazzi del
Basket Trapani, reduci dal sorprendente successo di Firenze, in casa di
una delle "corazzate" del campionato di B1.
"Un colpo gobbo" - come si diceva una volta - che ha mandato in
confusione anche il sito della federazione che, abituatasi alle
sconfitte in serie dei granata, annunciava, invece, la vittoria dei
toscani. E' vero che Trapani ha tentato in tutti i modi di regalare agli
avversari una partita dominata dall'inizio alla fine, facendosi
recuperare 22 lunghezze di vantaggio, ma tenendo duro, alla fine, è
riuscita ad imporsi contro ogni previsione.
Adesso, tre partite in una settimana. Si comincia domenica, al Palailio,
contro Matera. Poi, mercoledì, nel turno infrasettimanale, il derby a
Palermo. L'altra domenica, infine, ancora in trasferta, a Latina, per
ritrovare l'ex Virgilio. Vedremo dopo questo trittico.
Il Trapani Calcio, invece continua a deludere. I granata, in casa, fatta
eccezione per il successo ottenuto sulla Sancataldese, non sanno proprio
vincere. Serpeggia un certo malumore. Non solo all'esterno, ma anche
all'interno del sodalizio granata. Indiscrezioni parlano di prossime
epurazioni di giocatori e di un allenatore, Santino Nuccio, ora a
rischio. Insomma, un film già visto.
Sono i giorni dell'arbitrato. Degli sconti, praticamente certi, che le
società protagoniste dello scandalo estivo del calcio, riceveranno come
premio per non essersi rivolte alla giustizia ordinaria. Per tagliare
corto: l'ennesima buffonata di un calcio e, più in generale dello sport
che, attraverso i propri vertici, annunciano ai quattro venti la totale
autonomia del giocattolo. In realtà, invece, restano legati, a filo
doppio, alla politica.
Un esempio? Il Trapani. Non è stato ammesso alla conciliazione
dell'arbitrato. Bistrattati e umiliati. I granata sono una società senza
"peso politico". I problemi tecnici della squadra, posti di fronte a
questa triste realtà, fanno solo il solletico.
Nicola Rinaudo |