DA CASO D'ALI' A CASO SODANO

di Nicola Rinaudo
 


   

Da caso Sodano a caso D'Alì. La partita a distanza fra l'ex Prefetto di Trapani e l'ex Sottosegretario di Stato all'interno, continua. Anzi, è appena iniziata.

 

"La partita è seria. Molto seria. Non è escluso che una copia di quel sevizio su mafia e dintorni nel trapanese, trasmesso da "Anno Zero", che tanta indignazione ha suscitato in città, - già acquisita dal Viminale, dove però i capi di Gabinetto sono sempre quelli di Pisanu (ex Ministro dell'Interno, ndr) di D'Alì -, balzerà all'attenzione del Quirinale". Di fronte al Presidente della Repubblica.

 

E' questo un brano dell'articolo che sarà pubblicato a breve da un periodico locale. Lo stesso che a settembre aveva anticipato di tre settimane i contenuti di quel servizio mandato in onda nel corso della trasmissione di Michele Santoro, che ha trasformato le vicende strettamente correlate all'attività istituzionale, svolta a Trapani da Fulvio Sodano, in caso nazionale.

 

Più che un attaccante di razza il nostro senatore, oggi anche Presidente della Provincia Regionale di Trapani, sembrerebbe, invece, un difensore col vizio dell'autogol. Già ne aveva messo a segno uno, quando ha rifiutato quell'intervista a Stefano Bianchi, giornalista RAI. Poi ha concesso il bis, lo scorso 9 ottobre, durante la famosa seduta straordinaria del Consiglio Provinciale.

 

Nel corso del suo intervento, il senatore, (e qui riportiamo un altro piccolo stralcio dell'articolo che potrete leggere integralmente a giorni sul periodico di cui sopra, ndr) "ha riconosciuto in modo esplicito che la sua <parte> politica (Forza Italia, ndr) possa avere avuto, oltre a <disattenzioni>, delle <connivenze sbagliate>. E quali sarebbero quelle giuste? La parola connivenza, senza aggettivi, ha di per sé un significato tutt'altro che lusinghiero: secondo il vocabolario della Zanichelli curato da Edigeo vuol dire <assistere passivamente, o dando il proprio consenso, ad un atto disonesto che si potrebbe impedire>. D'altra parte la parola mafia, secondo un'ipotesi molto attendibile, deriva dall'arabo <maf>, che significa <tener nascosto>.

 

Il Prefetto Sodano, intanto, ha raccontato altri piccanti, intriganti particolari. Non ve li anticipiamo, anche per non togliervi completamente il gusto della sorpresa.

 

Nel contesto di questa storia che vede contrapposti due "alti esponenti" dello Stato, anche se con ruoli diversi, stride e tanto "l'assordante silenzio" opposto dalla Chiesa trapanese.

 

Il suo "primate", il Vescovo Francesco Miccichè che, ad ogni occasione, specie se si parla di mafia, non si fa "pregare" per levare alto, in nome e per conto della cattolicissima Trapani, il suo grido di dissenso, stavolta, è rimasto zitto. In silenzio. Appunto. O meglio, qualcosa l'ha detta. Ma nell'àmbito di una manifestazione svoltasi all'interno di quattro mura istituzionali per presentare l'iniziativa dello "sportello rosa". Un pensiero, dunque, rivolto agli intimi. Non invece, come suo costume, alla collettività intera.

 

"Il servizio di Anno Zero - ha detto in sostanza il Vescovo - deturpa non poco l'immagine della nostra città".

 

La riproposizione di un breve passaggio di un altro articolo, apparso sempre sull'ultimo numero di quello stesso periodico, ci sembra quanto mai opportuna sia nei contenuti, sia nella tempistica.

 

"Potere temporale - si legge - e gerarchie ecclesiastiche, ossia sempre potere temporale, inaugurano una nuova stagione. Dopo gli sguardi finto cagneschi di ieri, l'idillio Miccichè - D'Alì sembra consolidarsi".

 

Coincidenze - obietta qualcuno - solo coincidenze. Può darsi. Ma strane e singolari, aggiungiamo noi. Non vi pare?.

 

Basta, ora, con le anticipazioni su intriganti retroscena di "squallidi" giochi di potere. Parliamo un po' di sport. Sorridiamo ai ragazzi del Basket Trapani, reduci dal sorprendente successo di Firenze, in casa di una delle "corazzate" del campionato di B1.

 

"Un colpo gobbo" - come si diceva una volta - che ha mandato in confusione anche il sito della federazione che, abituatasi alle sconfitte in serie dei granata, annunciava, invece, la vittoria dei toscani. E' vero che Trapani ha tentato in tutti i modi di regalare agli avversari una partita dominata dall'inizio alla fine, facendosi recuperare 22 lunghezze di vantaggio, ma tenendo duro, alla fine, è riuscita ad imporsi contro ogni previsione.

 

Adesso, tre partite in una settimana. Si comincia domenica, al Palailio, contro Matera. Poi, mercoledì, nel turno infrasettimanale, il derby a Palermo. L'altra domenica, infine, ancora in trasferta, a Latina, per ritrovare l'ex Virgilio. Vedremo dopo questo trittico.

 

Il Trapani Calcio, invece continua a deludere. I granata, in casa, fatta eccezione per il successo ottenuto sulla Sancataldese, non sanno proprio vincere. Serpeggia un certo malumore. Non solo all'esterno, ma anche all'interno del sodalizio granata. Indiscrezioni parlano di prossime epurazioni di giocatori e di un allenatore, Santino Nuccio, ora a rischio. Insomma, un film già visto.

 

Sono i giorni dell'arbitrato. Degli sconti, praticamente certi, che le società protagoniste dello scandalo estivo del calcio, riceveranno come premio per non essersi rivolte alla giustizia ordinaria. Per tagliare corto: l'ennesima buffonata di un calcio e, più in generale dello sport che, attraverso i propri vertici, annunciano ai quattro venti la totale autonomia del giocattolo. In realtà, invece, restano legati, a filo doppio, alla politica.

 

Un esempio? Il Trapani. Non è stato ammesso alla conciliazione dell'arbitrato. Bistrattati e umiliati. I granata sono una società senza "peso politico". I problemi tecnici della squadra, posti di fronte a questa triste realtà, fanno solo il solletico.

                                                                                                                        Nicola Rinaudo

 

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