TRENI, PENDOLARI IMBUFALITI DAI RITARDI

di  Francesco Paolo D'Amico 


 

Di recente, l'inviato del quotidiano "La Repubblica", Attilio Bolzoni, ha denunciato la precarietà delle rete ferroviaria italiana. In particolare - ha sottolineato il cronista - i tempi di percorrenza sono rimasti simili a quelli di trent'anni fa, nonostante un consistente aumento delle tariffe.

 

L'inchiesta giornalistica iniziava proprio dalla stazione ferroviaria di Trapani. Per coprire i 461 chilometri che separano, appunto, Trapani da Modica - evidenziava Bolzoni - occorrono 11 ore.

 

"Avremmo potuto raggiungere - ironizzava il giornalista - prima Mosca o Dakar e anche Dubai".

 

Decidiamo pure noi di conoscere l'origine e la natura dei disagi che, sulla tratta Trapani - Marsala, affliggono ogni giorno svariate centinaia di lavoratori - pendolari.

 

Accolti dalla freddezza sub - polare di un impiegato della biglietteria, in una mattina qualunque di qualche settimana fa, varchiamo la soglia della stazione di Trapani che si appresta a cambiare volto con la nascita di alcuni negozi ed una panineria (progetto Pegasus, ndr), che si aggiungeranno ai due bar e all'edicola. Fermi, sui binari, treni uguali a quelli di vent'anni fa, che diventano oggetto di foto - ricordo per una coppia divertita di turisti giapponesi diretti a Marsala.

 

Saliamo sul Regionale 8672 delle 8.30. Partiamo con 5 minuti di ritardo, dopo che la stessa vettura proveniente da Castelvetrano, composta da un vagone singolo, ha scaricato un numero di pendolari di gran lunga superiore a quanti, effettivamente, quel treno potrebbe trasportarne.

 

Notiamo che il verde del tessuto dei sedili presenta delle sfumature chiare, tipiche da logorio; ma anche sfumature scure, tipiche da sporcizia. All'aria viziata, s'associa un insopportabile olezzo d'urina. E' necessario aprire i finestrini. Siamo su un treno o in un bagno sudicio che viaggia sulle rotaie? Il sorriso della coppia di giapponesi si trasforma in una smorfia di sopportazione.

 

Arriviamo a Marsala con un ritardo 15 minuti. Durante il viaggio conosciamo un gruppo di pendolari che affermano di preferire il treno all'automobile "perché si risparmia e si viaggia più sicuri". Uno di loro, però, (Francesco, ndr), fuori dal coro, afferma senza mezze misure."I ritardi stanno diventando la normalità, tra treni che si rompono e passaggi a livello che restano aperti, soprattutto, quando piove".

 

Riprendiamo lo stesso treno qualche giorno dopo. Stavolta siamo più fortunati. Viaggiamo su un "Minuetto", uno di quei treni più moderni acquistati con il contributo della Regione siciliana.

Il locomotore, per comfort e tecnologia, è all'avanguardia. Ma nonostante ciò, giunge a Marsala con un ritardo di 20 minuti. Lungo il percorso i treni si fermano più volte per attendere le coincidenze. Ci imbattiamo in un capotreno non in servizio.

"I ritardi - afferma - scaturiscono, in prevalenza, dall'assenza del doppio binario".

Perché - chiediamo - non c'è ancora il doppio binario su questa tratta ferroviaria?

"Forse - risponde il dipendente delle Ferrovie, alzandosi ed allontanandosi -, perché i nostri politici preferiscono percorrere questi tragitti in auto piuttosto che in treno!".

 

Decidiamo di salire sull'ultimo treno che da Marsala ci riporta a Trapani, il Regionale 8679, che parte alle 20.31. La stazione di Marsala, la sera, è deserta: biglietteria chiusa; ufficio della Polizia Ferroviaria chiuso; l'unico bar chiuso. Solo facce stanche: quelle dei lavoratori - pendolari.

 

Un foglio affisso in biglietteria informa che dal 12 Febbraio al 2 Aprile, a causa di alcuni lavori in corso sulla tratta Alcamo Diramazione - Castelvetrano, è garantito un servizio sostitutivo di pullman. Ma anche in questo caso - affermano i pendolari - "il ritardo di una buona mezz'ora è assicurato".

Quella stessa sera, ironia della sorte, passa più di mezz'ora e il treno non si vede. Nessuno comunica niente. Conversiamo con i nostri compagni di sventura. Sono mariti e padri che mancano da casa da un giorno intero e che devono subire anche queste prepotenze non autorizzate.

"Speriamo - ci dice Enzo, impiegato -, che il mio piccoletto sia ancora sveglio. Per colpa di questi ritardi del cavolo, non lo vedo da quasi una settimana. Arrivo a casa così tardi, che già dorme".

Il ritardo sale a 60 minuti, ma del treno nessuna traccia. Alcuni viaggiatori vanno in escandescenza. Lamentano di essere trattati come bestie e nessuno può dargli torto. Ma la loro protesta all'interno di quella stazione semi - vuota, ha solo un effetto sterile. Alcuni, allora, cercano di trovare un passaggio in auto; gli altri, sempre più nervosi, continuano ad aspettare.

Dopo un'ora e mezzo ecco arrivare, finalmente, il treno. Le facce imbufalite di quei pendolari, incrociano quella imbarazzatissima di un capotreno dispiaciuto. Si giunge a Trapani poco dopo le 22.30. C'è solo il tempo di andare a "nanna". Domattina il "gallo" canterà presto per annunciare un'altra odissea.

 

  Francesco Paolo D'Amico

di Gianluca Fiusco

 

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