TRE DOMANDE A

ENZO GUIDOTTO ( presidente Osservatorio veneto sulla mafia ) 


    Cosa Nostra, in Provincia di Trapani, mantiene solide e profonde radici. Preoccupata è la relazione dell'ala di maggioranza della Commissione Nazionale Antimafia. Allarmante, addirittura, quella dell'ala di minoranza. Chi, fra i due schieramenti, fotografa meglio la realtà?

"Se, come ha rilevato nel 1976 la Commissione Carraro, la connotazione specifica della mafia è costituita dal collegamento con i pubblici poteri e soprattutto con quello politico, sicuramente la seconda, che peraltro dedica ben ventidue pagine contro le sei dell'altra, alla situazione del trapanese, indicativa dell'intera realtà regionale. Anche qui, infatti, è rimasto accertato - si legge nel testo - che Cosa Nostra ha privilegiato l'avvio di rapporti con esponenti politici locali e regionali pianificando anche, in taluni casi, l'elezione diretta di suoi accoliti. Oltre all'elenco dei soggetti coinvolti, c'è anche il riferimento alla corruzione in ambienti amministrativi e burocratici e al controllo mafioso dell'economia, che ne rimane condizionata, e del mercato del calcestruzzo in particolare. La relazione di maggioranza contiene meno nomi e si sofferma maggiormente sul contesto, ma conferma che le inchieste che hanno coinvolto personalmente e direttamente alcuni personaggi politici testimoniano della diretta pervasività dell'organizzazione mafiosa nel tessuto politico locale".

 

 

Dunque, quando gli onorevoli Lumia e Sinisi parlano di pesanti infiltrazioni mafiose anche negli enti territoriali trapanesi, generalizzano o indicano, invece, precisi riferimenti?

 

"In verità Lumia e Sinisi non dicono cose diverse da quelle scritte nella relazione del centro destra. La verità è che la Commissione ha accertato l'esistenza di due tendenze diffuse e convergenti: la pervasività della mafia e la permeabilità degli enti locali. Se poi si considera che i politici citati sono referenti di assessori e consiglieri comunali e provinciali, lasciamo all'intelligenza dei lettori le logiche deduzioni. D'altra parte, quando politici, amministratori e burocrati, più o meno collegati, si danno alla concussione si comportano come i mafiosi che chiedono il «pizzo»: sempre di estorsione si tratta: Altro che generalizzazioni o strumentalizzazioni partitiche! Prova ne è quanto asserito nella relazione di maggioranza, laddove si parla dell'introduzione dell'anagrafe tributaria dei pubblici dipendenti e dell'adozione di criteri che prevedano l'esclusione dall'attività politica e l'incandidabilità di soggetti sottoposti a misure di prevenzione, a misure cautelari personali per reati di mafia o contro la Pubblica Amministrazione o che siano imputati per i medesimi reati.Se questa è la posizione del centro destra non si capisce per quale motivo L'UDC ha emarginato Massimo Grillo, promotore del patto etico, ed ha messo in lista senza riserva alcuna Cuffaro e Mannino, sulla responsabilità politica dei quali, nello stesso settore, possono avanzare dubbi solo i ciechi e i sordi. Anche il Procuratore Nazionale Antimafia, Pietro Grasso, l'ha detto chiaro e tondo: non si può vincere la mafia se si candidano personaggi indagati per mafia. Un altro paradosso giunge da Forza Italia con la nomina a coordinatore nazionale e quindi a reclutatore di candidati conferita a Marcello Dell'Utri, condannato in primo grado per concorso esterno e per tentata estorsione attuata a Trapani tramite Vincenzo Virga: un particolare, questo, messo in risalto nella relazione di minoranza ed omesso dai commissari della maggioranza, forse per evitare il rischio di ritorsioni da parte dell'interessato". 

 

 

 

 

Che fine farà il contenuto delle audizioni raccolto dalla Commissione, soprattutto nelle sue missioni in Sicilia? Sarà sepolto in archivio o potrà essere utilizzato dal nuovo organismo parlamentare che andrà a formarsi? 

 

"Da sempre i contenuti delle audizioni sono custoditi negli archivi del Parla-mento a disposizione delle Commissioni delle future legislature, che possono intervenire su vicende passate per approfondimenti ed integrazioni degli accertamenti fatti, ma anche delle vicende collaterali.Una di queste potrebbe essere la denuncia dell'ex presidente Adamo contro Lumia. L'impressione che si trae è che la Adamo abbia voluto imitare la seppia che, in caso d'attacco, spruzza inchiostro per innalzare una specie di cortina fumogena nell'ambiente circostante. Secondo me ha ragione Centàro quando sostiene che in casi del genere mancano i presupposti per adire le vie legali: le dichiarazioni rientrano nella prerogativa di ogni parlamentare di libera espressione del proprio pensiero nell'esercizio delle funzioni".

  

 

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