MISTERI, UNA PROCESSIONE DI POLEMICHE

di Beppino Tartaro


     Verona - E così Trapani riprende a parlare di Misteri dopo più di un anno, con la stessa curiosità, passione e attesa e dopo essersi cullata nei sogni e nel vento delle regate veliche. 

Ma se la Coppa America ha rappresentato un evento unico, la processione del Vennari Santu è un qualcosa che appartiene da secoli alla città, sicuramente dal 6 aprile 1612 quando la Societatis Sanguinis Christi affidò ai poveri jurnateri la conduzione del misterium ut dicitur di Cristo signor nostro porta la cruci in collo, un affidamento che rievocava le difficoltà di coloro che vivevano d'espedienti mentre oggi, ironia del tempo e della storia, quel gruppo è curato dai simpatizzanti del Cavaliere. 

Quasi quattrocento anni di storia per una delle più articolate, artistiche e affascinanti tradizioni italiane. Quattro secoli che avrebbero dovuto identificare Trapani con la processione del Venerdì Santo e non con i misteri…con la emme minuscola. 

Che la processione trapanese della Passione e Morte di Cristo si caratterizzasse per la preponderanza della sua componente laica non era difficile immaginarlo. Unica o quasi tra le tante analoghe rappresentazioni italiane e spagnole a non essere organizzata dalle confraternite (a Trapani, l'unica rimasta, quella di San Michele Arcangelo è stata misteriosamente “congelata” dal vescovo Miccichè nell'Annus Domini 2000 con tanto malumore ma senza alcuna protesta pubblica, ad esclusione di una raccolta di firme ancora oggi presente sulle pagine web www.processionemisteritp.it), la rappresentazione trapanese risente della colpevole assenza della chiesa che, per troppi anni , ha trascurato la religiosità dell' evento, favorendo il dominio pressoché assoluto delle categorie economiche cittadine con la conseguente prevalenza laico-folkloristica su quella religiosa.  

Quando si prepara un evento, lo si confronta con l'edizione precedente ed invero la processione del 2005 è stata tra le “meno peggio” anche se, era alquanto difficile ripetere gli errori e il caos organizzativo delle edizioni 2003 e 2004 dove, ai soliti estenuanti ritardi con le distanze chilometriche tra un gruppo e l'altro, ad una via Fardella percorsa sempre più in stile ippico con un contorno di poca gente, si era aggiunto il caso del “mistere che scappa” come avvenne nel 2004 quando uno dei gruppi percorse autonomamente alcune strade del centro. 

Così descritta, sembra che la processione dei Misteri sia il frutto del lavoro dei singoli ceti e manchi un organismo preposto alla sua organizzazione complessiva. Ma non è così!. L'Unione Maestranze, costituitasi nel 1974, ha sempre egregiamente svolto il suo compito, supplendo alle carenze di altri enti pubblici cittadini. Dal giugno 2002, a dirigere l'U.M. è l'architetto Giovanni D'Aleo, vissuto nei Misteri e dal quale ci si attendeva un cambiamento radicale e soprattutto culturale nella gestione della processione. Nella sua colorita gestione, a fronte di un progressivo allontanarsi dei trapanesi dall'evento (basti guardare a quanta poca gente vi sia per le strade), abbiamo assistito alle famose “ciacculate” d'apertura in stile carnevalesco, alla vistosa fascia granata indossata dal Presidente, alle costose partecipazioni alla Borsa del Turismo mentre molti ceti versano in grave crisi, alla famosa cessione dei diritti televisivi della processione a Telescirocco, prontamente sconfessata dal giudice , al fallimento del sito web dell'Unione nato per informare e finito nel triste oblio, al non aver sfruttato l'ampia platea della Louis Vuitton Cup se non con la solitaria e incomprensibile sfilata di giovani tamburini, alle pubbliche dichiarazioni organizzative del Presidentissimo prontamente smentite nei fatti dal Vescovo, al sorgere di aspri dissapori interni all'Unione culminati in un atto di citazione che verrà discusso, ironia della sorte, il prossimo 12 aprile, a due giorni dai Misteri. A favore del Presidente, oltre ai vari encomi conferitigli e da lui conferiti, la nuova sede dell' Unione nei locali dell'ex carcere di via San Francesco e la promessa di un museo degli argenti dei Misteri ma soprattutto la decantata grande amicizia con politici di varia razza, in primis Totò Cuffaro, anche se resta da capire come mai la Regione pretenda dall'U.M. oltre 40.000 euro che, sotto forma di contributi della Comunità Europea, sarebbero stati impiegati per usi diversi da quelli per i quali erano stati erogati! 

Non è utopistico o presuntuoso affermare che questa processione dei Misteri sia da rifondare, partendo dalla riscoperta della sua storia, dall'itinerario , dal rispetto dei valori religiosi con il ritorno della Confraternita di San Michele, dal coinvolgimento di giovani e di nuove classi economiche, con una seria politica d'immagine e propaganda. Sul futuro della processione si intravedono solo nubi sperando che quelle reali non si addensino nei giorni più belli della città quando il sole della primavera siciliana illuminerà quelle venti opere d'arte che tanti “stranieri” ammirano e invidiano, tranne noi, trapanesi eternamente stanchi, in grado di esaltarci per le miliardarie barche a vela ma incapaci di valorizzare la nostra storia e le nostre tradizioni.

 

Beppino Tartaro

 

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