LA MIA PROCESSIONE

di Francesco Genovese


    Sono un trapanese pazzo per i Misteri, affezionato a questa processione che da secoli percorre le strade della mia città, lasciando al suo passaggio bellezza e fascino tanto da rendere questo evento unico al mondo. 

Ho sempre seguito i nostri amatissimi Misteri e ricordo con piacere quando da piccolo li guardavo passare dal balcone di mia nonna, e da lì sono rimasto affascinato da questi 20 gruppi portati in spalla e accompagnati dalla musica; ogni gruppo una rappresentazione, ogni volto un messaggio, ogni marcia una triste realtà di ciò che la processione rappresenta: la passione e la morte di Gesù Cristo. 

Sono passati più di venti anni da allora, e il mio amore per i Misteri è rimasto immutato se non cresciuto; infatti da allora non ho perso un'edizione. 

Li ho sempre seguiti da “spettatore ai bordi della strada”, e dai miei occhi di spettatore vedo i volti di chi dà tutto se stesso per la processione; vedo gli addobbi sempre più sfarzosi, gli occhi tristi di un bambino, vedo la stanchezza dei portatori; ma vedo anche la via crucis egregiamente rappresentata dai maestri scultori di allora e mantenuta “viva” dai successivi restauri conservativi. I Misteri sono sempre lì, nonostante i danni subiti dal conflitto mondiale e questa è una cosa meravigliosa. 

Purtroppo non vedo più la confraternita di San Michele che per tanti anni ha aperto la processione. Questa è una cosa negativa, avvolta dal muro del silenzio di chi, ricoprendo cariche di competenza, ha permesso questo “congelamento”.

I Misteri fortunatamente mantengono sempre il proprio fascino, anche se ci sono troppi atteggiamenti di contorno che “camuffano” spesso ciò che rappresentano; essi si possono ricondurre alle rivalità tra ceti e nei ceti; le rivalità tra bande, e le sfilate da “vip” di alcuni; per non parlare poi dei precedenti contrasti tra il Vescovo e l'Unione Maestranze sempre meno unita. 

Le ultime tre edizioni non sono da ricordare tra le migliori della storia dei Misteri; ho assistito a troppi distacchi tra un gruppo e l'altro e ai ritardi che si accumulano specialmente in Via Fardella, dove per un attimo la processione sembra divisa in venti processioni distinte; ma quando di notte i Misteri percorrono il cuore storico della città, tutto è più bello e si dimentica ogni cosa. 

Il centro Storico pian piano si sveglia al passaggio dei gruppi sacri; mentre comincia ad albeggiare iniziano le ultime ore di questa meravigliosa processione. Le bande si ricompongono e la chiesa del Purgatorio si avvicina sempre di più; un’ultima battuta, il portone si chiude e il conto alla rovescia per l'edizione successiva è già iniziato.

Francesco Genovese 

 

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