PACECO, NEL MEMORIALE DI GRACEFFA C'E' POSTO ANCHE PER LA MAFIA

di Giuseppe Ingardia 


    Paceco- Entro il 20 maggio 2006, il Dr. Fabio Turano dovrà espletare l'incarico di portare a compimento un'azione di ricognizione e accertamento degli atti relativi ad un memoriale del Consigliere Comunale Domenico Graceffa (del 12/11/04) e successivo esposto del 23/11/05. L'azione è stata attivata dal Dipartimento Regionale (Assessorato Famiglia, Politiche Sociali e Autonomie Locali) poiché dall'esame degli esposti (inviati all'Assessorato Regionale Enti Locali, al Prefetto di Trapani e al Procuratore della Repubblica di Trapani), vengono fuori “doglianze tali che necessitano un approfondito e circostanziato esame”. 

Si tratta in pratica di un memoriale di denunce racchiuse in tredici punti in cui Graceffa contesta violazioni di Legge su atti, abusi e mancati interventi  posti in essere dal Sindaco Antonino Plaja nell'esercizio o nel mancato esercizio delle sue funzioni. Graceffa viene definito dai suoi più acerrimi avversari politici come una sorta di prototipo del “Don Chisciotte in eterna lotta contro i mulini a vento”: una mina vagante che ostacola in tutti i modi l'attività amministrativa; un portatore di “rogne” che non te lo fai amico neanche se gli “concedi” un assessorato! Lui è invece fermamente convinto di essere una sorta di “missionario-giustiziere” al servizio della povera gente. 

“Sono soltanto un consigliere comunale deputato ad espletare semplicemente quei compiti istituzionali che mi vengono conferiti dalla Legge. E cioè in primis un'azione di vigilanza a 360°, di verifica e correzione delle malefatte di chi occupa le poltrone del Palazzo.  Le denunce finora fatte sono pronto a sottoscriverle all'infinito. Non ho mai detto il falso e posso dimostrarlo”.

Ma Lei non è passato anche per uno che avrebbe detto che «a Paceco la mafia non esiste». 

“C'è stata solo una falsa strumentalizzazione di quanto ho detto. Del resto è risaputo che Paceco è un paese ad alta densità mafiosa. E mi sono anche dispiaciuto per chi ne ha subito drammaticamente le conseguenze, sia da amministratore che da semplice cittadino. Io non posso dire che a Paceco la mafia non esiste. Posso affermare con certezza, invece, che personalmente non sono mai stato né minacciato né ricattato. Ho solo subìto una intimidazione nella notte del 7/9/1991, con quattto colpi di pistola sparati nella mia stanza da letto. Allora dichiarai che il fatto era forse legato alla regolare aggiudicazione di una gara per luci votive al Cimitero Comunale”. 

Politicamente, oggi, “Don Mimi” Graceffa riveste il ruolo di capogruppo consiliare U.D.C.-Forza Italia, mentre la sua segreteria politica è allocata in Piazza Vittorio Emanuele, nei locali che per oltre mezzo secolo sono stati dell'allora PSI  (che va dal Sen. Pietro Grammatico, a Pietro Paesano, Bongiorno e seguenti…) e adesso ospitano invece un Circolo di Cultura di cui Graceffa è anche Presidente. Da grande fervente saragattiano già giovanissimo seguace del PSDI nella I^ Repubblica, si è rifatto look e credo politico nella II^ Repubblica (da roccioso sopravvissuto), transitando nell'UDC. Abile trasformista l'hanno definito coloro che si sono chiesti cosa mai ci stia  a fare con i democratici …cristiani e …uniti! 

“I miei ideali-dichiara Graceffa,  da buon  cavaliere senza macchia e senza paura-, rimangono sempre e profonda-mente legati alla socialdemocrazia. Ho soltanto aderito prima al CCD e quindi  all'UDC, in quanto sono un profondo estimatore dell'on. Casini”. 

 

Giuseppe Ingardia

 

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