IN PRIMA FILA MA SOLO DA SPETTATORE

di Antonio Pizzo


    Marsala - Su quali strade proseguirà la carriera politica dell'on. Massimo Grillo? E' questo l'inter-rogativo che un po' tutti, com'è ovvio, si pongono. Non è facile, al momento, capire cosa accadrà. C'è chi ipotizza il gran salto verso qualche formazione del centrosinistra (nella Margherita, ad esempio), ma il diretto interessato ha sempre detto che non cambierà schieramento. Potrebbe, dunque, dar vita ad un partito “fai da te”. Come, del resto, hanno già fatto altri esponenti politici di questa provincia. In ogni caso, seppure non candidato alle prossime politiche, la sua figura,indubbiamente, ne esce ingigantita sotto il profilo etico-morale. Il suo “no” a schierarsi con l'indagato Cuffaro ha avuto una eco nazionale. Persino D'Alema, durante la trasmissione Rai “Ballarò”, gli ha dato la palma del moralizzatore all'interno dell'Udc, i cui vertici nazionali, alla fine, si sono schierati al fianco della corazzata Cuffaro.

“Non è facile - ha dichiarato Massimo Grillo dopo il rifiuto a candidarsi nella lista per il Senato - rinunciare ad un posto certo di senatore. Ho cercato fino alla fine uno spazio di trattativa per dare forza ad una voce crescente di dissenso nell'UDC, nella politica e tra la gente in Sicilia. In Sicilia cresce, infatti, una forte domanda di discontinuità politica e culturale. L'UDC - ha proseguito - ha perso un'occasione storica di dare forza ad una novità in politica. In fondo chiedevo semplicemente una differenziazione politica dai metodi dell'on. Cuffaro e della maggioranza del partito in Sicilia, per dare spazio ad «un'idea diversa» di intendere e vivere la politica”.

Per Grillo è “inaccettabile” un posto a Palazzo Madama in cambio della “prigionìa” all'interno di “un sistema che pensa di soffocare fino a farla morire la cultura della legalità”.

E le reazioni al “no” di Grillo, in seno all'UDC, sono state, naturalmente, di vario tenore. C'è stato anche chi (on. Romano) gli ha ricordato le sue “origini” (leggi i rapporti del genitore, ex vice presidente ARS democristiano, con i cugini Salvo), ma Grillo junior ha argutamente risposto affermando che “errare è umano, ma perseverare è diabolico”.

Il promotore del “Patto Etico”, sostanzialmente non gradito al suo partito, l’UDC, con una decisione apprezzabile, di fatto spiana la strada ad altri politici marsalesi che tenteranno il gran salto a Roma.

In verità, però, quasi nessuno ha serie speranze di farcela, tranne, forse, la diessina Manuela Linares. Tutte le altre, infatti,  sono candidature di “servizio”.

A cominciare da Antonella Manzo (candidata al Senato per la Margherita); per continuare con Anna Lisa Giacalone (Alleanza Nazionale); Gaspare Barbera e Maria Rita Ienna (Comunisti Italiani); Giuseppe Mucci (Rifondazione Comunista); Francesco Pizzo (PSI-DC). Un’alleanza, questa, resasi necessaria per superare gli sbarramenti percentuali stabiliti dalla legge elettorale.

di Antonio Pizzo

 

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