CARAMELLE NON NE VOGLIO PIU'

di Francesco Pellegrino


    “Caramelle non ne voglio più”..….non è soltanto il refrain di una vecchia canzone di Mina, ma è anche il motto del signor Francesco Adamo, il caramellaio di Piazza Notai, che alla venerabile età di settantaquattro anni ha deciso di porre fine alla sua attività. E' un personaggio della Trapani antica il signor Adamo che, nel cuore del centro storico, per oltre mezzo secolo, ha gestito un chioschetto, preparando con le sue mani migliaia di caramelle. Le più famose e ricercate dai passanti sono sicuramente quelle alla carruba, ritenute lenitive della tosse. 

Del signor Adamo si è interessato, nel 2003, anche un settimanale a diffusione nazionale (“Specchio”, il supplemento del quotidiano “La Stampa”) definendolo “l'ultimo caramellaio d'Italia”.

Adamo, sposato e con due figli che non hanno voluto seguire le orme del padre, andrà definitivamente in pensione il prossimo trenta aprile.

“Ho cominciato questo lavoro -afferma Adamo- nel 1946 all'età di 15 anni assieme a mio padre che mi ha tramandato la ricetta delle caramelle. Per 50 anni ho svolto l'attività all'interno di un chiosco adiacente Palazzo Cavarretta. Nel 2003, un'ordinanza comunale, per questioni igienico-sanitarie, mi costrinse a trasferirmi qualche metro più avanti, sempre in Piazza Notai, in un locale più confortevole”.

Chiunque a Trapani conosce il caramellaio di Piazza Notai, con la sua folta chioma grigia e un bel baffo; il suo è un lavoro faticoso, ma indubbiamente gratificante poiché vive in mezzo alla gente. Spesso i passanti incuriositi dal suo lavoro si fermano ad ammirare la sua arte nel preparare le caramelle e non possono privarsi di acquistarne qualcuna.

“Ogni giorno -continua Adamo- preparo caramelle ai gusti di carruba (le preferite dai trapanesi), anice, menta, fragola e cannella. Le caramelle alla carruba ed all'anice le produco mischiando solo zucchero ed essenza, mentre per quelle alla fragola ed alla menta utilizzo anche un po' di colorante.

Il segreto della bontà delle mie caramelle sta nel tempo di cottura dello zucchero. Faccio bollire lo zucchero il tempo giusto e poi spalmo il prodotto caldo sulla “balata ri marmo” al fine di farlo raffreddare, quindi incarto le caramelle una ad una. Sono orgoglioso del mio mestiere che mi ha permesso in tutti questi anni di portare sempre la pagnotta a casa. È, tuttavia, un lavoro di grande sacrificio, che mi costringe a stare in piedi dieci ore il giorno. Penso che sia la persona che rende celebre un mestiere.

Se nel lavoro si mettono amore e passione, anche una semplice attività artigianale assume un valore speciale. A tal proposito ricordo alcuni miei illustri colleghi che lavorarono al centro storico: «Tuzzu Campanellini» ed «'u zu Carmelo allustrascarpe», due brave persone che molti trapanesi ricordano per il loro carattere affabile e la loro gentilezza”. 

Lo spopolamento del centro storico ha fatto storcere il naso a parecchi esercenti; negli ultimi anni la “passiata” dei trapanesi si è spostata in Via Fardella e soltanto durante il fine settimana si vede più gente al centro. Tutto questo è strano se si pensa che Piazza Notai e la “Coppa Loggia” sono stati fino a qualche anno fa i luoghi cardine per gli incontri, i corteggiamenti ed i discorsi frivoli e da bar di molti trapanesi.

“La mancanza dei parcheggi e la chiusura del mercato del pesce («a Chiazza») -conclude Francesco Adamo- hanno causato una notevole contrazione del commercio nel centro storico. Tranne il fine settimana di gente qui se ne vede ben poca.  Ma oramai a 74 anni sono a fine carriera…….e non è il caso di spostare la mia attività in zone più popolate”.

La bottega di caramelle artigianali di Piazza Notai, comunque, non chiuderà -ci assicura il signor Adamo- poiché il suo posto sarà preso da un altro esercente.

Ma saranno le stesse, squisite caramelle, che ti lasciano in bocca un irresistibile sapore di carruba?.

Francesco Pellegrino

 

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