MARSALA, I MISTERI IN CARNE ED OSSA
di  Francesca Sammartano
 


     Marsala - Una processione da guardare più che da seguire, un appuntamento col folklore e la religiosità insieme, tutto questo e molto altro ancora è rappresentato dalla processione del Giovedì Santo a Marsala.

La passione e la morte di Gesù Cristo vengono “raccontate” al pubblico da gruppi di figuranti e attori che recitano episodi del Vangelo.

La sacra rappresentazione che si svolge lungo le strade cittadine ha origini molto antiche: gli inizi del 1600.

La Confraternita di S. Anna aveva l'obbligo di visitare, nel giorno di Giovedì Santo, le chiese della città.

I confrati, appartenenti a nobili famiglie di Marsala, vestiti con l'abito vescovile di colore viola, si recavano in processione a visitare i Santi Sepolcri.

Più tardi ancora, nel 1700, la Confraternita, come racconta lo storico marsalese Salvatore Struppa, fece una vera processione in cui venne rappresentata la passione di Gesù con personaggi vestiti del costume dell'epoca.

“Gestire quattrocento persone - afferma Enrico Russo, organizzatore della processione dallo scorso anno -, che devono sfilare e recitare per le strade della città non è semplice.

Non si può che essere d'accordo con questa lapalissiana affermazione.

Nei mesi che precedono la Pasqua Enrico Russo lavora instancabilmente per selezionare e istruire le persone che interpreteranno un ruolo negli otto gruppi in cui si articola la sacra rappresentazione.

 I problemi sono tanti cominciando da quelli economici: elargizioni dei fedeli e contributo del Comune non consentono certamente di rinnovare i costumi dei 400 partecipanti.

“Quest'anno stiamo rinnovando il gruppo di Pilato, il settimo  dice l'organizzatore  ma bisogna anche provvedere alla manutenzione e pulizia degli altri costumi.”

Le maschere in cartapesta con l'effigie di Gesù Cristo sono le stesse da 50-60 anni e vengono custodite con cura nella parrocchia.

Ancora più gelosamente sono custodite le più antiche maschere in cera, le prime modellate nel 1700 in modo che Gesù Cristo, nei vari gruppi, avesse lo stesso volto.

Saranno esposte, forse entro breve tempo, assieme a moltissime fotografie realizzate nel corso degli anni, nel Museo della Processione che il Comitato di S. Anna ha in programma di realizzare.

La processione inizia con il “Palio” seguito da una schiera di bambini vestiti di bianco (simbolo di pace) e termina con il Cristo morto e la Madre Addolorata.

Le musiche e la recitazione dei “messaggeri” rendono più suggestivo lo spettacolo che da secoli affascina cittadini e visitatori.

I “messaggeri” sono una novità degli ultimi anni: hanno il compito di attualizzare il messaggio cristiano; recitano parole del Vangelo collegandole ad avvenimenti del nostro tempo, sull'esempio della Via Crucis di Giovanni Paolo II. 

Francesca Sammartano

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