PUPI SOPRA E SOTTO LE VARE
di Andrea Genna

 
 
da " Extra " n.  23 - aprile / maggio 2004 


     Dov'è finito l'aspetto mistico - religioso della Processione dei Misteri di Trapani? Non esiste più, tranne che per pochi indomabili devoti.

Il profumo dei soldi è riuscito a violare la sacralità di un evento secolare. L'anno scorso - lo ricorderete - si è arrivati persino a vendere i diritti televisivi della Processione, come se la stessa fosse una partita di calcio, una finale di coppa dei Campioni.

I consoli. Bella razza loro! Di più: una casta chiusa. I figli, quasi sempre, succedono ai padri. Eppure per anni le maestranze hanno legittimamente vantato, contro la Chiesa, la proprietà dei gruppi davanti ai tribunali, sventolando gli antichi capitoli e gli atti dei "notari" seicenteschi. Ora, invece, nella medesima organizzazione, in barba agli stessi capitoli, viene fatto e disfatto ciò che il console di turno decide all'occorrenza….

L'itinerario. La sfilata serale in via Fardella, il nuovo "salotto" commerciale della città. Gli storici e, non solo loro, ne consigliano da tempo l'abolizione. Ragioni d'opportunità (per lo più speculative ndr) ne hanno elevato la circostanza a momento topico dell'intera manifestazione, alla stregua dell'uscita e dell'entrata.

Ma abbiate fede. Non appena si completerà l'opera di lottizzazione del centro storico da parte di questi pochi speculatori facoltosi (hanno comparato per due soldi e hanno iniziato a vendere a cifre da capogiro), si deciderà di restituire integralmente alla parte vecchia della città la Processione che racconta della passione di Cristo con tutti gli onori del caso, in nome della tradizione, delle radici e di tante altre idiozie che, al momento giusto, saranno tirate fuori con scientifica sapienza.

Ormai in centro storico, oltre agli extracomunitari, sono rimasti solo i vecchi e i poveri. Sono i trapanesi d.o.c.: quelli che si commuovono ancora; quelli che tengono l'immagine della Crocifissione o dell'Addolorata sul comodino della camera disadorna e umida. Cosa possono dare? Poco alla causa materiale dell'evento (denaro attraverso le classiche offerte); tanto dal punto di vista religioso, in termini di raccoglimento e preghiera.

Da quanti anni la Processione dei Misteri attraversa in maniera furtiva, quasi clandestina, i rioni San Pietro e Casalicchio? Escludendo da essi il taglio selvaggio di Corso Italia, avvenuto nel dopoguerra, ad opera di urbanisti di dubbia capacità.

Le luci si spengono. Le bande musicali vanno a "dormire". Ora bisogna correre. Bisogna recuperare tutto il tempo perso in via Fardella a causa delle "girate" e delle "annacate". Il popolo della "caccavetta" e "simenza" va a farsi la pizza del Venerdì dei Misteri. Altro che digiuno Quaresimale!. I consoli, a poco a poco, sgattaiolano via. Tanto lo spettacolo, per ora, è sospeso. I portatori più furbi seguono i consoli, affidando l'incedere delle "vare" ad improvvisati portantini che vivono così il loro piccolo momento di gloria. La Processione, però, non è più una processione. E' solo una corsa innaturale e scomposta. E pensare che una volta era tutta un'altra storia.

La gente, in piena notte, affacciata ai balconcini delle proprie abitazioni ( specie quella dei primi piani) poteva toccarli i sacri gruppi. Le mamme, le nonne, indicandoli uno ad uno ai propri bambini, narravano, nella magicità di questa notte, la storia dei Misteri. Le ombre delle statue, proiettate dalle luci delle strette, tortuose, bellissime viuzze del centro, si stagliavano sui muri, accentuando l'espressività delle sculture lignee. Erano emozioni vere, forti, uniche.

E oggi, come allora, allo spuntare delle prime luci del nuovo giorno, ecco che tutto si ricompone. Il console, appena arrivato, col bavero della giacca alzato, imbiancato dallo zucchero a velo del cornetto consumato pochi minuti prima al bar, ordina ai portatori di rimettersi tutti in formazione sotto le aste. La notte è passata! Musica! Si ricomincia per il gran finale. Scrosci d'applausi salutano il rientro di ciascuna "vara". Anche questo è un rito non ufficiale a metà strada fra lo spontaneo e il "costruito". Basterebbe soltanto rallegrarsi del fatto e, nel più assoluto silenzio, che un "Signore" di nome Gesù, salito per noi sulla croce, oggi è risorto!.

 Andrea Genna

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