I MISTERI DI TRAPANI, SPECCHIO DI UNA CITTA' ALLA DERIVA 
di  Beppino Tartaro 


    La processione dei Misteri è l'evento che più caratterizza Trapani e che potrebbe rappresentare non solo un evento religioso, come non è, ma il trampolino per diffondere la cultura della processione stessa e, di conseguenza, quella della città.

Negli ultimi anni, abbiamo assistito ad una lenta disaffezione dei trapanesi verso i Misteri. Basti guardare le vie attraversate dai gruppi nel pomeriggio del venerdì, quando maggiore dovrebbe essere l'attesa e la partecipazione popolare. Confrontando le immagini di una ventina di anni fa, notiamo la notevole diminuzione di trapanesi che un po' per pigrizia ma forse più per stanchezza o noia, preferiscono assistere alla sfilata comodamente seduti davanti alla TV o in  Via Fardella. Ed è li, in quella larga e lunga arteria cittadina, che la processione perde la sua storia.

I venti Sacri gruppi dei Misteri ( in realtà diciotto, più i due simulacri di Gesù Morto e di Maria Addolorata ) vennero costruiti per le piccole vie della vecchia Trapani e chi ha qualche anno in più , ricorderà i palazzi pieni di gente che sembravano abbracciare quelle statue; la musica si diffondeva come in una gigantesca cassa armonica lungo le strette, tortuose e affascinanti vie e il lento incedere degli incappucciati evocava paure nei bambini e silenzio, misto a curiosità, negli  adulti.

La processione dei Misteri è nel suo genere, la più lunga processione mondiale del Venerdì Santo.Una circostanza che, avrebbe dovuto e potuto far crescere il livello culturale della rappresentazione, facendola assurgere a tassi di notorietà pari a quelli delle più celebri  manifestazioni nazionali

Potrebbe ma non è. Trapani vive oggi un lungo momento di letargo culturale dove le menti sono offuscate dalle tante illusorie promesse e dove tutto ciò che è cultura fa rima con nulla.

Intorno ai Misteri si muovono singoli operatori economici in cerca di affermazione. Presiedere l'ente che organizza la processione significa oggi discutere anche di bilanci, fondi e stanziamenti, promuovere partecipazioni a rassegne turistiche; il tutto mentre i ceti stentano a raccogliere fondi tra i cittadini, sempre più bersagliati dalla crisi dei consumi e stanchi del disordine organizzativo delle ultime  processioni.

A completare il quadro di non-cultura ci si è messa anche la Chiesa che per somma decisione del vescovo della Diocesi ha vietato, da qualche anno, nel colpevole silenzio dei trapanesi, gli incappucciati in processione ma ha soprattutto “congelato” la presenza della Confraternita di San Michele Arcangelo, di quegli incappucciati in saio rosso e cappuccio bianco che ricordavano coloro che la processione istituirono in nome  e per conto della Chiesa .

E mentre a Trapani si parla, si parla e si parla e ci si prepara all'ennesima “parata”, la Real Maestranza di Caltanissetta, “gemellata” con la nostra Unione Maestranze, viene ricevuta in pompa magna nell'Aula dell'Assemblea Regionale Siciliana, dopo aver già varcato i portoni del Vaticano e del Quirinale.

Quale cultura danno oggi i Misteri ? Quanti sanno, tra gli addetti ai lavori chi fossero e dove lavorassero i Pisciotta, Tartaglio, Nolfo, Milanti, quegli artigiani-artisti che ci regalarono questi capolavori d'arte locale? A quali dibattiti assistiamo per approfondire le origini di un rito che affonda nei secoli e nell'anima di una città? Quale itinerario viene proposto per rappresentare la storia dei Misteri?  Che immagine si offre ai turisti se non quella di venti disorganizzate processioni ? E i nostri “storici” dei Misteri cosa fanno? Esiliati per colpa propria e altrui in una sorta di  “aventino culturale”, restano immobili a lamentarsi tra loro ed assistono silenti al degrado.

Questa è Trapani e questi sono i Misteri. Una bella ed interessante sfilata di carri allegorici rievocante la figura di un palestinese morto in croce; il tutto condito da bande musicali, costosi addobbi, “panze parate” , belle ragazze e gellati giovanotti. E mentre i politici locali indossano il vestito più bello per la passerella più prestigiosa, gli incappucciati di San Michele se ne stanno nascosti in un  angolo della storia cittadina, ad aspettare, forse, tempi migliori.

Per molto meno, Gesù scacciò dal tempio coloro che offendevano il Suo nome e in questo universo trapanese ricco di business, sponsor, contributi e autorità, i più belli ed i più veri sono proprio loro, i “massari” , quei portatori di fatica e di vita che almeno ricevono un compenso per ciò che duramente fanno, non spacciandolo per fede, passione, volontariato esibizionista e, soprattutto, senza alcun calcolo politico !  A posto !!!!  Un colpo di “ciacculaa” e vai col liscio !

Beppino Tartaro
Verona, febbraio 2005

Foto Beppino Tartaro

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