I MISTERI...DELLA POLITICA TRAPANESE 
di  Aldo Virzì 


ISarà perché ci stiamo avvicinando alla Settimana Santa, che a Trapani significa soprattutto “i Misteri”, la processione dei Misteri, ma abbiamo il dovere di chiederci: quali “misteri” sta attraversando la politica a Trapani e quali riflessi sui cittadini?

Non sembri una domanda oziosa. Qualunque cittadino che ha a cuore le sorti della sua città, del territorio dove vive, non può non guardare preoccupato al succedersi di eventi che mettono in dubbio la governabilità delle istituzioni locali. Alla Provincia Regionale è ormai guerra aperta tra la Presidente ed una parte consistente della sua maggioranza, a cominciare dal gruppo consiliare dell'Udc che impone ai suoi assessori di fare un passo indietro; altri malumori si avvertono dentro Alleanza Nazionale, tra i socialisti di  Craxi con il mazarese  Girolamo Pipitone che non si limita più alle feroci critiche nella gestione della Preside-Presidente, ma mette mano alla carta bollata. Non è il solo. Tra le file dell'opposizione -ma qui c'è la legittimità del ruolo esercitato- Giacomo Tranchida ogni giorno spara a palle incatenate contro la gestione della Presidente. Con un vero e proprio coupe de teatre, la Presidente Giulia Adamo viene abbandonata - e proprio in un momento di grande difficoltà - dalla sua, sino a ieri,  più fedele e ascoltata consigliera, la sua ombra in tutti questi anni: Rosanna Restivo.  Ce ne sarebbe per aprire da tempo una crisi alla Provincia. Ed invece nulla. Si susseguono comunicati e dichiarazioni polemiche dall'una parte e dall'altra, si attende una verifica che non arriva mai e, ovviamente, non si governa per i cittadini. O, sarebbe più corretto aggiungere che si fa finta di governare con alcuni comunicati stampa che, magari con l'aggiunta di qualche contributo, trovano i giusti spazi nella cronaca locale, nei quali si magnificano presenze ed operazioni solo di facciata che lasciano l'amministrazione della cosa pubblica nel deserto di sempre.

Situazione non dissimile a Palazzo D'Alì, con il gruppo consiliare di Nuova Sicilia ormai sul piede di guerra contro il Sindaco - loro, ufficialmente, preferiscono dirottare il dissenso contro gli altri gruppi della maggioranza, soprattutto Forza Italia -minacciano di uscire dalla maggioranza, di far dimettere il loro rappresentante in giunta se non si arriverà presto ad un chiarimento, quello che una volta si chiamava verifica. Che, comunque, tarda ad arrivare. Situazione non tranquilla neanche nel gruppo consiliare dell'Udc con frizioni che rispecchiano anche la situazione regionale, ma nella quale sono presenti “gelosie” locali, acuite dall'avvicinarsi delle elezioni politiche del prossimo anno. Dall'interno della maggioranza voci “amiche” spiegano quanto sta accadendo a Palazzo D'Alì facendo riferimento anche ai finanziamenti e alle opere (appalti ndr) legati alla disputa, a settembre, della regata velica della Coppa America, conosciuta anche come “grande evento” e nei salotti bene come “Louis Vuitton Cup”.

Nella vicina Erice le cose non stanno meglio. Gli attacchi al Sindaco Ignazio Sanges trovano maggiori prota-gonisti all'interno della maggio-ranza, ed oltre al rapido susse-guirsi di cambi di assessori, il clima “idilliaco” che si respira tra le fila della Casa della libertà ha portato qualcuno dei componenti alla quasi rissa. Però bisogna aggiungere che anche nell'altro schieramento, quello dell'opposizione, peraltro sparutissimo, fanno di tutto per imitare i loro colleghi. Poi, sempre ad Erice, c'è il capitolo Norino Fratello, deputato regionale con segreteria ad Alcamo, sua città di elezione, assessore e vice sindaco ad Erice, ma anche protagonista della rubrica televisiva “ Chi lo ha visto”. Lo cercano i consiglieri comunali, a cominciare da Laura Montanti, il sindaco e la giunta che non hanno avuto il piacere di saperlo presente alle riunioni. 

Norino Fratello in gara con l'on. Craxi, assessore fantasma alla cultura di Favignana. Secondo quanto sostiene Lucio Antinoro, capo dell'opposizione al consiglio eguseo, Craxi  solo una volta ha messo piede nel suo ufficio. Ma nell'isola ormai siamo al ridicolo, e non solo per le presenze, pardon, assenze, di Craxi.  Il Sindaco Ernandez non finisce più di stupire. Sembra un carro armato inarrestabile. Da molti mesi è senza maggioranza consiliare: Alleanza Nazionale si è defilata, visti i suoi metodi di amministrare, poco tempo dopo l'insediamento, unendosi all'opposizione di centrosinistra e, in alcune circostanze, assumendone il ruolo di principale protagonista. Il suo bilancio è stato bocciato e stravolto dal consiglio,  in aula consiliare è un continuo battibeccarsi , soprattutto con il Presidente del Consiglio; ha chiesto all'assessorato regionale agli enti locali l'azzeramento del consiglio e la nomina di un commissario, in risposta ha ottenuto, per Lui ed i suoi esperti, una lezione di diritto amministrativo. Per non parlare della vicenda legata alla nomina del direttore della riserva marina: ormai è solo contro tutti, Ministero, commissione etc. Lui insiste, deve essere la signora D'Angelo. Secondo molti rischia di pagare di persona per quella che qualcuno, dall'opposizione e dalla stessa maggioranza, giudica come un delirio di onnipotenza “solo perché Sindaco”. In realtà a tale presunto delirio si possono accomunare altri suoi colleghi.

Questo il quadro, riassunto per sintesi. Sarà un caso ma investe amministrazioni guidate dal centrodestra. Lo stesso che a Palermo litiga ferocemente al suo interno, con protagonista principale l'Udc, il partito degli ex democristiani di Totò Cuffaro, ormai spaccato in due. Come a Trapani, appunto, con Grillo e Norino Fratello sempre più su sponde opposte.

Migliore, ma non troppo l'aria nel centrosinistra con Giacomo Tranchida sempre più contro tutti, Laura Montanti che si dissocia e via continuando, sempre più bravi a farsi del male. Ma, almeno non governano e le loro liti non si riversano sulle amministrazioni, sui cittadini.

E' di quest'ultimi, è di Noi, che vogliamo occuparci. Le risse “misteriose” della Casa della libertà si riversano sulle amministrazioni, sui cittadini. Nella vecchia criticatissima prima repubblica, dove i gettoni di presenza e le indennità di carica erano scarsi, bastava poco per aprire una crisi, anche allora erano tutti attaccati al cadreghino, ma forse avevano più senso di responsabilità di quanto non lo abbiano i nuovi (ancora?) amministratori. Ora sono tutti tecnici, tutti, sempre, ad adoperarsi con spirito di servizio, tutti che farebbero a meno di stare lì. Però, però, guai a parlare di dimissioni. Perché? Misteri! Appunto, siamo nel periodo dei Misteri. Durano una legislatura.

Aldo Virzì

 

© 2005 - www.processionemisteritp.it

 

 

Inizio pagina