PACECO, L'ACQUA PER I CAMPI SCARSEGGIA LA SPAZZATURA ABBONDA. 
di  Giuseppe Ingardia 


 Mentre in Inghilterra, per ridurre il consumo di acqua corrente, hanno deciso di eliminare lo ”sciacquone”, gli agricoltori di Paceco invece si son vista negare dal Consorzio Trapani 1 (ex Birgi) l'acqua delle dighe Baiata e Rubino,  indispensabile per i coltivatori del melone giallo noto nel mondo, ultimamente a rischio di estinzione. L'assurdo è che tale decisione viene da un pulpito che già dovrebbe essere stato esautorato e a danno di contadini - cittadini che pure pagano le tasse per fruire di un bene (l'acqua irrigua appunto) che di fatto appartiene anche a loro! Opportuno l'immediato intervento del Consiglio Comunale che ha approvato un ordine del giorno in cui si evidenzia che un milione di piantine rischiano di morire a causa delle scarsissime  piogge di aprile e della mancata erogazione di acqua irrigua già promessa dal Consorzio per i primi di maggio.

“Siamo molto preoccupati  - chiarisce Totò Pellegrino, Presidente Consiglio Comunale -, per il rischio tangibilissimo di ingenti danni all'economia agricola pacecota. Non ci sono motivi ostativi per non erogare subito l'acqua delle dighe. Il Commissario Costa ha il dovere di disporre l'immediata erogazione agli agricoltori che hanno avanzato regolare richiesta”.

Voltando pagina, (in uno scenario politico che “fa acqua da tutte le parti”; gli assessori entrano ed escono alla “volta gabbana” e la Giunta dopo tre anni non ha mai raggiunto l'assetto sollecitato dalle varie componenti politiche) vien da chiedersi con quale faccia l'Amministrazione Comunale si presenterà ai prossimi impegni elettorali se il disservizio regna su tutto. A cominciare dallo stato pietoso in cui versa il verde pubblico. La Villa Comunale da mesi è sepolta da immondizie, incustodita, paragonabile solo ad un grande letamaio; a Dattilo ci ha pensato un cittadino a pulire la Villa. Una soluzione che andrebbe bene anche a Paceco.

Ma se così dev'essere, che ci stanno a fare gli Amministratori? La “perla” dei pubblici servizi è, in verità, la centrale Piazza Vittorio Emanuele, l'Agorà che un tempo fu  il “salotto” cittadino. Guardare per credere! Da mesi le 30 aiuole ed i 13 tombini sono invasi da porcherie di ogni tipo: escrementi stagionati ma anche di giornata, cicche di sigarette, bottigliette, cartacce e così via; mentre le erbacce e magari qualche natural cardo selvatico “punge” il sedere dei soliti anziani e di chiunque decida di accostarsi ai sedili in ferro della Piazza.

Pare che non ci siano risorse economiche, né personale per provvedere. Eppure, se sindaco e amministratori pensassero ad una piccola decurtazione dei loro lauti compensi mensili, potrebbero trovare i soldi anche per acquistare due faretti con cui illuminare il Monumento ai Caduti, come sollecitano Combattenti e Reduci locali!.

Ma in una Paceco patria delle incompiute, c'è spazio anche per l'irregolare istallazione delle antenne di telefonia Mobile e l'abusivismo dell'immobile di Via S.Francesco che le ospita. Da un anno l'Osservatorio Civico (con una petizione a firma di 891 cittadini) ne ha chiesto lo spostamento e 6 mesi fa la demolizione, sia al Sindaco che al Procuratore della Repubblica di Trapani.

Quindi, non avendo avuto riscontri, l'Osservatorio il 27 aprile scorso,  ha ottenuto di essere ascoltato in Consiglio. Adesso che tutti sanno, qualcosa dovrebbe muoversi. Si spera!.

 

Giuseppe Ingardia

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