IL "FANTASMA DI CORLEONE " E L'INDIFFERENZA DEI GIOVANI 
di  Francesco Genovese 


Dopo aver fatto il giro del mondo, questo film di Marco Amenta è approdato al cinema anche a Trapani. Il suo titolo è “Il Fantasma di Corleone”; un film sul grande mistero che avvolge la figura di Bernardo Provenzano, boss e leader indiscusso di Cosa Nostra, attraverso un giovane reporter siciliano che torna a Palermo per cercare qualche indizio, qualche segno che possa ricondurre al “capo dei capi”, latitante da più di 40 anni.

Il film approda nei nostri cinema con sole dieci copie (chissà perché?) in tutta Italia a pochi giorni dall'arresto del boss.

Un documentario che, con il supporto di immagini reali, narra gli sforzi e i sacrifici della polizia siciliana e della magistratura nella lotta alla mafia. Un film toccante che fa capire quanto sporchi siano gli intrighi che rendono la mafia come un muro difficile da distruggere; un muro avvolto da tanti interrogativi su ciò che è adesso la mafia e sulla figura di Bernardo Provenzano.

Secondo il regista, se il “Fantasma di Corleone” non è stato ancora catturato è perché non lo si vuole catturare.

Sono trascorsi due anni da quando il film è andato in produzione e, a parte il fatto che Provenzano sia stato catturato, poco è cambiato. Anzi, gli interrogativi, adesso, sono ancora di più.

Interrogativi che vanno risolti, per noi…per la nostra amata Sicilia…per le nostre città…per tutti quelli che hanno perso la vita per combattere la mafia.

Alla fine della proiezione, le reazioni del pubblico sono state poco “unanimi”. C'è chi è uscito dalla sala con rabbia, chi con tristezza, chi invece è rimasto indifferente. Ebbene si, c'è chi rimane indifferente anche di fronte alla mafia. E se questi sono i giovani, la cosa è ancora più preoccupante. Per alcuni è stato un film “senza senso”. Per altri, addirittura, “un pacco”.

Già la mafia, Provenzano e l'incultura dei giovani che sfocia, fatalmente, nell'indifferenza. Non è una buona notizia. Sa tanto di presagio. Forse, di più. Una partita persa in partenza, senza neppure avere provato a giocarla.

Francesco Genovese

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