BASKET TRAPANI, IL FUTURO SI CHIAMA MAGADDINO
di  Giuseppe Cassisa 


 L’enigma rimane sempre lo stesso. Quale sarà il futuro del Basket Trapani. A nulla è valso “il vantaggio” di una retrocessione acquisita con largo anticipo. Semmai è servito per anticipare le vacanze di fine stagione. Della voglia di programmare neanche l’ombra. La scusante? E’ presto detta. Con i campionati in corso non si muove nulla. Ma tirare le somme dinanzi ai soci, pensare almeno ad organizzarsi meglio, “fermare” un allenatore ed un direttore sportivo, appariva quanto meno l’indispensabile. Alla luce, soprattutto, di un briciolo di garanzie economiche acquisite per la prossima stagione. La riconferma della Banca Nuova quale sponsor (€ 180.000), l’apporto economico del Comune (€ 150.000) e quello inserito nel bilancio di previsione dalla Provincia Regionale (€ 250.000) non saranno tantissimo, ma non sono minimamente da schifare all’indomani di una stagione culminata in una largamente anticipata retrocessione anziché nei programmati play off.

Eppure ancora nulla si è mosso. Certamente la stagione, a dir poco disastrosa, influisce sul morale del presidente Magaddino che di colpo ha visto notevolmente ridursi la valutazione della s.r.l. fondata a tempo di record. La perdita del titolo di Legadue e la drastica riduzione del valore della società sono dei tarli, inattesi, che gli rodono dentro.

Difficile poter parlare di ipotesi di ripescaggio. Innanzitutto perché il Basket Trapani nella potenziale corsa, non parte in posizione privilegiata, poi perché non sembrano esserci neanche le eventuali intenzioni di avvalersene.

Tutto ciò, mentre la piazza ha già partorito il nome del nuovo possibile allenatore: Ciani, uno specialista in promozioni dalla B1, a cui quest’anno la vittoria ottenuta al Palailio con Casale non è servita ad evitargli l’esonero. Ma non basta, perché si riesce anche a fare i nomi di alcuni buoni atleti di B1, quali nuovi possibili giocatori granata: Cazzaniga e Pinton.

Insomma, la fantasia non manca, come neanche le cattiverie. Ad esempio, quella di addebitare a Magaddino una “combine” con Gresta che nella funzione di allenatore-procuratore gli avrebbe girato parte delle provvigioni a seguito dei lauti ingaggi dovuti dalla società ai vari giocatori arrivati ad inizio di stagione, vedi Callahan, spacciato per giocatore determinante ma che invece a guardare le passate statistiche non aveva giocato che scarsi minutaggi in A, pur firmando per cifre folli a Trapani.

Semmai resta il dubbio di come mai in società nessuno abbia obiettato nulla sui nomi dei giocatori sconosciuti o incautamente strapagati, voluti da Gresta.

A conti fatti, resta certamente una generalizzata delusione. Ovvio che l’ambiente ha accusato il contraccolpo. Difficile pensare che aver dato fiducia a scatola chiusa avrà a ripetersi quest’anno fra i tifosi. Conta poco rilevare che il pubblico apporta poco in termini economici, a fronte degli abbonamenti (quest’anno 1.300) e dei biglietti d’ingresso, perché il riscontro in termini di interesse passa soprattutto attraverso le presenze al Palalio. Peccato, perché quando c’è da tirare le somme non si riesce mai a trarre i risultati sperati.

Adesso speriamo di non assistere alla solita lagna dei contributi che ancora debbono arrivare, dei mancati incassi pubblicitari, delle anticipazioni fatte, degli ingaggi elevati pagati e quant’altro siamo solitamente abituati a sentire ogni anno. Di contro ci sono le spese ridottesi con le cessioni avvenute di domenica in domenica, alcune senza il minimo rimpianto (vedi Monzecchi).

Una squadra che ha chiuso la stagione fra mille economie, sebbene Sacco, ovviando  all’assenza di una organizzazione societaria, sia riuscito a tenere miracolosamente incollati i cocci rimasti, evitando sul parquet figure pietose; una tifoseria che non ha mai contestato aspramente pur ricorrendone i presupposti, avendo assistito a prestazioni ignobili dei propri giocatori e ad una serie di sconfitte interne consecutive senza precedenti.

Facile ipotizzare che alla fine sarà la volta della solita zuppa scaldata. Con Magaddino alla guida della società, in assenza di nuovi volti, della squadra fatta all’ultimo momento con poche conferme, con qualche nuovo elemento di categoria e con una serie di giovani emergenti; con le solite dichiarazioni, mai concretizzatesi, di investire sul settore giovanile. Insomma, prepariamoci ad assistere al solito film. 

Giuseppe Cassisa

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