TRANCHIDA, CHIAMATA ROSSA DEI DIESSINI 
di  Nicola Rinaudo 


Affermarsi è difficile. Ripetersi, ancora di più. Non per Giacomo Tranchida che, come previsto, ha bissato il successo elettorale già ottenuto nel 2003. Se vogliamo, una risposta ampiamente annunciata alla poca dose di coraggio manifestata dai suoi compagni di partito, i Democratici di Sinistra.

Pessima la gestione della vicenda da parte dei dirigenti locali e nazionali diessini - qualcosa di molto simile ad una "buffonata in piena regola" -  che ha portato l'ex sindaco di Valderice a fare l'ormai famoso "passo indietro" nella corsa alla presidenza della Provincia Regionale di Trapani, per lasciare campo libero alla candidatura di Massimo Grillo, fortemente sponsorizzato da Papania.

Non sapremo mai, in verità, se e quanto Tranchida sarebbe stato in grado di contra-stare meglio di Grillo "l'ascesa al trono" del senatore D'Alì. Un'impresa durissima, comunque al limite dell'impossibile, anche per lui. Forse, una partita senza storia. Persa in partenza.

Di certo, però, la sua candidatura non avrebbe originato tutti quei "bruciori di stomaco" e la contestuale esplosione di "un'allergia collettiva" del popolo di centro sinistra verso Massimo Grillo, l'ultimo arrivato sulla sponda mancina della politica, dopo oltre un ventennio di fedele militanza su quella opposta. In altre parole, non si sarebbe originato quell'uso - abuso del voto disgiunto (e il risultato della circoscrizione di Alcamo, in tal senso, è eloquente, ndr) che rappresenta, a detta di molti, la principale causa della batosta elettorale subita dall'Unione.

Adesso, con l'intento di rimediare alla "figuraccia" confezionata nei confronti del compagno Tranchida, pare che i vertici nazionali del partito siano sul punto di formalizzare l'offerta di un incarico, a Roma, al giovanotto di…Fico.

"Non ne so nulla, replica Tranchida".

Un classico. Da interpretare o come una mezza smentita, o come una mezza ammissione. Vedremo.

In ogni caso, anche se dovesse prendere corpo questa ipotesi, il capogruppo uscente dell'opposizione, prima di ogni decisione, sarà chiamato attentamente a valutare quale fra le possibili variabili potrà permettergli, al meglio, di continuare a svolgere il suo ruolo attivo. E vale a dire: Tranchida, potrà incidere di più e meglio sui destini della politica trapanese da Roma, comunque lontano dai fatti e dai personaggi locali, oppure ribadire la presenza nel "fortino" che lo ospita ormai da tre anni, gli permetterebbe di porre in essere un'azione di pressante e continuo controllo?.

Le uniche certezze, per adesso, parlano del consigliere eletto più votato in assoluto dai trapanesi (5.003 voti, ndr), che presiederà la prima seduta del Consiglio Provinciale di Trapani. Ciò, però, avverrà solo dopo la proclamazione ufficiale degli eletti e, in ogni caso, non prima del termine dell'esame, da parte del Tribunale, di tutti i ricorsi presentati.

L'altra certezza, ma su questo non c'erano dubbi, è che Tranchida "monterà" una guardia strettissima sull'operato del nuovo Presidente della Provincia. Gli ha già dettato "l'agenda delle priorità".

Ora, al di là dell'eccellente risultato elettorale personale che, comunque, mal si coniuga con quello più deludente conseguito dalla compagine del centro sinistra, oggettivamente Giacomo Tranchida, rispetto a tre anni fa, non fa né un passo indietro, ma neanche un passo in avanti. Resta, praticamente quello che era. Per la soddisfazione di qualche suo compagno di coalizione.

Vero onorevole, senatore  Papania?. 


Nicola Rinaudo

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