RUGGIRELLO RINUNCIA, IL TRAPANI CALCIO NELLE MANI DI NESSUNO
di  Massimo Tancredi 


Clamorosa ed improvvisa svolta nell'ambito della trattativa che avrebbe dovuto segnare il passaggio di proprietà del Trapani Calcio dal comandante Vittorio Morace alla famiglia Rugirello.

Lucia Ruggirello, a nome del gruppo ( gli altri due componenti sono la sorella Bice ed il fratello Paolo, ndr), attraverso un comunicato stampa, ha reso noto di "rinunciare, irrevocabilmente, ad ogni ulteriore proposito di acquisto. In primo luogo - si legge - per le difficoltà che i potenziali acquirenti avrebbero potuto incontrare nella gestione dei rapporti con gli Enti Locali del territorio. Ciò a causa del ruolo politico di uno dei suoi esponenti (Paolo Ruggirello, recentemente eletto deputato regionale, ndr) che, inevitabilmente, sarebbe stato strumentalizzato.

Ma anche sotto l'aspetto tecnico ed economico - continuano i Ruggirello - non abbiamo ravvisato le condizioni ideali per andare fino in fondo. Sproporzionata, infatti, è apparsa la valutazione fatta da Morace circa il parco giocatori, compreso il settore giovanile".

In ultimo anche la questione legata alla gestione dell'impianto sportivo di Fontanelle Sud. Sia per l'aspetto legato ai costi annuali della struttura (si parla di 80.000 euro,ndr), sia per questioni di natura burocratica, non meglio specificate.

Questi gli ultimi fatti che hanno fatto ripiombare nell'incertezza più assoluta il futuro del Trapani.

Cosa succederà adesso è difficile pure ipotizzarlo. Una delle poche certezze è costituita dalla conferma del disimpegno di Morace che non intende ritornare sui suoi passi. L'ex presidente granata, del resto, è stato immediatamente chiaro, formalizzando un addio in piena regola. Ha persino respinto, garbatamente, gli "assalti" degli stessi giornalisti che, contrariamente alla consuetudine, gli hanno chiesto di ripensarci.

"Il calcio - ha detto Morace, nel corso della conferenza stampa di commiato -, non è più il mio mondo. Lo lascio volentieri ad altri…preferisco il mare".

L'altra certezza è quella relativa all'iscrizione della squadra nel campionato di Eccellenza, onere del quale Morace si è fatto pubblicamente carico. Anche se il Trapani nella prossima stagione, se ce ne sarà uno pronto ai nastri di partenza, partirà con la batosta dei 12 punti di penalizzazione per il famoso tentativo d'illecito, salvo sconti di pena da parte della Camera di Conciliazione.

Insomma un'annata disastrosa, che non ha precedenti nella secolare storia del sodalizio granata.

Tutto era cominciato il 25 luglio dell'anno scorso al grido di "serie B in 5 anni".

Morace - neofita del pallone - si è fidato, ben oltre il lecito, di "personaggi loschi", come lui stesso li ha definiti. A cominciare dalla scelta iniziale di affidare la delicata opera di costruzione della squadra al duo Ragona - Sorace, consigliatogli espressamente da un ex presidente del Trapani che si era pure impegnato - sostiene Morace -  "ad affiancarlo economicamente nella gestione societaria". Promessa assolutamente disattesa. Poi il valzer degli allenatori: Vassallo, De Feo, Arcoleo. E un estenuante andirivieni di calciatori, per una squadra che non ha mai preso forma, salvo gli ultimi due mesi, quando ormai era troppo tardi. E ancora i "personalismi" concessi al direttore generale Strazzera, smarritosi in un ruolo troppo grande per lui. Nel conto vanno messi anche i servigi, alcuni di dubbia qualità, resi dall'ex segretario Giacalone. Insomma, uno scherzetto da 600.000 euro. Tanti, se non di più, ne avrebbe "bruciato" il comandante per ritrovarsi alla fine, fra le mani, un'amara retrocessione e l'imbarazzante macchia di un presunto illecito sportivo, sanzionato oltre ogni logica.

E siamo ad oggi. Il grande cuore granata s'è fatto piccolo, piccolo. Tira aria "d'oscuri presagi". Comunque, coraggio! La fine…del mondo è ancora lontana.

 

di Massimo Tancredi

Massimo Tancredi

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