GRILLO, IL CENTROSINISTRA FATICA A DIGERIRLO 
di  Antonio Pizzo 


 Marsala - E' stata la prima grande sconfitta di Massimo Grillo. E per questo motivo, immediatamente dopo la certezza della vittoria del senatore Antonio D'Alì, che sulla poltrona di presidente della Provincia di Trapani succede all'amica-nemica Giulia Adamo, un po' tutti hanno iniziato a tracciare ipotesi sui motivi della sconfitta del “ribelle” dell'Udc. Dalla mancata compattezza del centrosinistra al possibile risentimento dei vecchi grilliani, che di certo non hanno gradito le scelte e le dichiarazioni dell'ex deputato nazionale marsalese. C'è stato anche chi, in seno alla borghesia locale, non fa mistero di non aver condiviso la scelta di Grillo junior di “inguaiare” David Costa, attual-mente sotto processo, con rito abbreviato, per concorso in associazione mafiosa.

Un retaggio di un'antica, e certamente poco condivisibile mentalità, secondo cui non bisogna fare gli “n'fami”…

A caldo, intanto, in un comitato elettorale con il morale sotto i tacchi, a far coraggio a tutti è stato proprio il candidato presidente sconfitto.

“Che sono queste facce? Coraggio…” - ha detto - iniziando ad abbracciare e baciare i suoi fedelissimi. Il suo volto era sorridente, ma è chiaro che l'amarezza era tanta.

“Era un'impresa difficilissima - ha continuato - soprattutto per il fortissimo apparato  del centro destra. Partivamo, infatti, dall'ultimo risultato delle elezioni regionali con una percentuale del 61 per cento in favore del centrodestra contro il 38 per cento del centro sinistra. Il risultato conferma una forte tendenza verso il voto disgiunto ed un recupero alquanto significativo della coalizione che ho rappresentato. Il tradizionale dialogo tra rappresentanti di apparati del centro destra e del centro sinistra, confermato ancora oggi in alcune realtà locali, fa ulteriore luce sul bisogno di un rinnovamento complessivo della politica in provincia di Trapani. Ringrazio quanti, cittadini e dirigenti di partito, hanno creduto nel progetto da noi presentato ed in particolare gli elettori di Marsala per il consenso espresso. Proseguiremo - ha concluso - nel nostro impegno secondo il cammino politico e culturale avviato soprattutto con i giovani del movimento Liberi che hanno ottenuto uno straordinario successo. Auguri al mio avversario e al bene comune della nostra provincia”.

 Intanto, c'è chi contesta la tesi secondo cui la sconfitta sia addebitabile al mancato “totale impegno” del centrosinistra. Ricostruire Marsala, Sinistra Giovanile e altre frange non hanno fatto mistero della loro scelta di non sostenere un candidato che fino a poco prima era stato il principale nemico.

“Non può essere questa la causa della sconfitta - afferma, però, Antonella Milazzo, portavoce cittadina della Margherita - tra Grillo e D'Alì, infatti, ci sono stati venticinquemila voti di differenza e il disimpegno di alcune parti del centrosinistra può essere valutato in non più di cinquemila voti…”.

Troppo forte D'Alì, dunque. Ma c’è anche chi, tra il serio e il faceto, ipotizza che la sinistra abbia deciso di candidare Massimo Grillo con il segreto intento di… eliminarlo definitivamente dalla scena politica…e avere provato a giocarla.

Antonio Pizzo

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