IL FALLIMENTO DI PAPANIA E LA DEBOLEZZA DEI DS 
 


Ufficialmente il vero, grande sconfitto di queste elezioni provinciali trapanesi, è Nino Papania.

Su un altro versante, invece, sirene "d'alto bordo" disegnano scenari più suggestivi.

Si ipotizzerebbe, infatti, un "fallimento politico pilotato", nel contesto del quale il parlamentare nazionale della Margherita sarebbe stato il primo artefice, al fine di salvaguardare la sua posizione di numero uno all'interno della coalizione. Perché, altrimenti, il deputato alcamese si sarebbe preoccupato in prima persona di "stoppare" l'ascesa di Giacomo Tranchida alla poltrona di candidato alla presidenza della Provincia di Trapani? Perché - sempre Papania - dopo avere imposto all'intero centro sinistra l'on. Massimo Grillo, non ha preso neppure in considerazione la richiesta dei Democratici di Sinistra d'indire le "primarie" per far scegliere all'elettorato l'uomo da opporre al senatore D'Alì?

Ed è del tutto fuori luogo parlare del tentativo perfettamente riuscito, risultati alla mano, di "bruciare" l'ultimo arrivato (Massimo Grillo, ndr) sulla sponda politica che guarda a sinistra?.

 "Chiacchiere da fantapolitica, sostiene il diretto interessato" (Papania, appunto, ndr).

Gli interrogativi, però, rimangono. E sono tanti. Compreso quello del risultato elettorale registratosi ad Alcamo. Una vera "Caporetto" per Grillo, tradito - stando ai “si dice” -  proprio dai suoi alleati e, in particolare, dagli uomini della Margherita che, grazie al voto disgiunto, hanno permesso a D'Alì di rifilare all'avversario uno scarto di quindici punti percentuali. Altro che casualità. E poi proprio nella roccaforte alcamese?.

Ora, se tutto questo lo si rapporta ad un altro aspetto della faccenda, tutt'altro che secondario, quello riconducibile alla strategia delle "rendite politiche" dei soliti noti, (Nino Papania medesimo, ormai consolidato al Parlamento nazionale; Camillo Oddo in quello regionale, con la nuova entrata, adesso, per citare un nome su tutti, di Baldo Gucciardi, ndr), più che di elucubrazioni cerebrali si può iniziare a parlare, con una certa convinzione, di oggettivi dati di fatto.

Chiariamoci: a prescindere dalla fondatezza o meno di questa e di altre ipotesi, sotto il profilo sostanziale, Papania non ha commesso alcun reato. Avrebbe solo disegnato e posto in essere la strategia più opportuna.

Qualche chiarimento, invece, almeno sotto l’aspetto etico-morale, il portacolori della Margherita, dovrebbe fornirlo.

Ma che farà, adesso, Papania? Sarà messo in discussione? E da chi? Dai DS? Magari dagli stessi che hanno accettato supinamente tutte le imposizioni dell'esponente politico di Alcamo? Giungendo persino a scomodare i loro vertici nazionali (l'on. Luciano Violante, ndr) con il compito di convincere Giacomo Tranchida "a fare un passo indietro" e benedicendo, contestualmente, la scelta su Grillo, imposta con metodi spicci, non proprio democratici, dallo stesso Papania?.

Forse, a sentirsi veramente in discussione, dovrebbero essere proprio i Democratici di Sinistra trapanesi. La "debolezza" palesata dai dirigenti del partito nel corso degli ultimi eventi è straripante. Imbarazzante. Difficilmente, però, molleranno l'osso. All'orizzonte, infatti, non si profilano epurazioni di massa per far posto a gente nuova. Più "fresca" nella testa e non solo. Gente, insomma, capace di rimettere al centro di tutto la politica. Quella vera.

E' l'unica strada percorribile se si vuole pensare di contrastare efficacemente il monopolio di chi, oggi, ha in mano anche le redini di questa Provincia. 

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