BASKET TRAPANI, SI RIPARTE DAL DOTTOR GRESTA
di  Giuseppe Cassisa 


E adesso è la volta di Gresta. L'en-nesimo cambio di allenatore ha portato sulla panchina del Basket Trapani un trentaquattrenne pesarese, una laurea in Economia e Commercio, “dal temperamento e stile di vita mediterraneo” che ama ricordare il grande calore della gente delle nostre parti e le sue tante stagioni vissute al sud, ad Avellino, da vice allenatore. E sì perchè la sua esperienza di capo allenatore appare assai limitata e riconducibile ad una stagione in B2 con Fossombrone, soprattutto alla promozione dalla A2 con Jesi ma anche all'esonero immediatamente conseguente, nella successiva stagione di A1, sempre alla guida dei  marchigiani. Strana coincidenza del destino, proprio a Jesi va ad allenare l'ex coach granata, Luca Banchi, avvicinatosi a casa ma probabilmente fiducioso di poter trovare una squadra più competitiva di quella che nella passata stagione aveva avuto a disposizione a Trapani.

La sintonia negli obiettivi prefissati, con la consapevolezza dei limitati budget finanziari rappresentano i punti di partenza e di sintesi dell'accordo fra il neo coach e la società granata che, ancora una volta ha chiuso un contratto “biennale” seppur ormai sia ampiamente risaputo quanto valga pensare in anticipo al secondo anno di coabitazione.

Riuscirà l'entusiasmo del nuovo tecnico e la voglia di far bene a bilanciare la giovane età e la scarsa esperienza da head coach? E' forse questo in sintesi il punto da decifrare. Gresta, comunque, appare avere le idee chiare su come muoversi per allestire la squadra, alla luce delle ristrettezze economiche societarie.

Si partirà dagli italiani: Monzecchi, innanzitutto, che è sotto contratto e Zanelli che si spera di riconfermare ma a cui potrebbero fare la corte anche altre squadre dopo il buon campionato giocato. In tutto occorrerà metter su un organico composto da sette giocatori tutti potenzialmente da quintetto. Due saranno certamente americani con un discorso aperto con i procuratori di Clack, che dovrebbe rimanere in Italia, e di Owens, che però prima deve capire se l'Nba lo vorrà e che tipo di mercato avrà in Italia. Il quinto uomo dovrebbe essere Tony Dobbins, un play-guardia, italo- americano, meticcio, “bloccato” contrattualmente ma che giocherà con Trapani solamente se riuscirà a documentare la sua discendenza italiana: all'85% -secondo Gresta- che lo sognava da tempo. Mancherebbero, così, due tasselli da coprire, probabilmente con un comunitario e con un altro italo-americano, vista l'esperienza di Capo d'Orlando. In tal senso, la grande conoscenza di Gresta del mercato americano, fa di lui l'uomo giusto per portare in Italia buoni atleti a basso costo. L'ottavo sarebbe un giocatore in grado di tenere il campo, mentre il roster sarebbe completato da due giovani, quale nono e decimo, utili solamente per gli allenamenti. Affidamento pieno ai migliori senza parlare tanto di giovani, Gresta del resto non ha “l'etichetta di allenatore che lancia giovani”, ha invece la modestia e la consapevolezza di riconoscere gli errori commessi in passato, vedi l'esonero di Jesi, dove lui che è un difensivista nato si affidò a Boni. Difesa, sì, ma nelle previsioni anche tanto contropiede, sebbene questi siano diventati obiettivi se non “luoghi” comuni fra gli allenatori. 

Il vero obiettivo, concordato e dichiarato, invece è il miglioramento del decimo posto conquistato nella passata stagione e pertanto l'accesso ai play off.

Le altre certezze: il sostegno biennale deliberato dal Comune di Trapani e quello relativo alla riconferma dello sponsor, Banca Nuova ma anche una certa indifferenza dell'economia trapanese nel sostenere l'aumento di capitale sociale.

Se ne riparlerà a settembre, magari senza pensare al traguardo dei 700.000 Euro.

Giuseppe Cassisa
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