UNA DONNA...IN CASA
di  Aldo Virzì
 


  Deluso chi dopo la bagarre elettorale del 13 giugno si aspettava la bufera delle polemiche, delle accuse, delle minacce di sfasciare tutto.

Sono bastate quarantotto ore per riportare tutto alla normalità. Solo alcuni accenni di veemente polemica, soprattutto da parte dell'on. Eleonora Lo Curto, la rappresentante di Nuova Sicilia, “prestata” dal suo leader Bartolo Pellegrino al sottosegretario all'economia Gianfranco Miccichè e a Forza Italia. 
La signora, che aveva fatto parlare di sè i giornali, non solo regionali, per il suo slogan al maschile e che, molto ingenuamente, credeva, per le promesse ricevute, di poter staccare un biglietto per Bruxelles, già la notte dello scrutinio e poi all'indomani ha aperto un fuoco di sbarramento contro Forza Italia di Trapani e della Sicilia. Nel suo furore non ha risparmiato nessuno, neanche la presidente della provincia Giulia Adamo, l'unica, in verità, tra i dirigenti di Forza Italia trapanesi ad aver sostenuto con forza, esponendosi in prima persona,  la candidatura della Lo Curto.

Proprio la Adamo, insieme alla Lo Curto, le due signore della politica trapanese, sono le maggiori sconfitte di questa competizione.

Della Lo Curto si è già detto. Possiamo solo aggiungere che ha peccato di ingenuità nell'illudersi che l'accordo Miccichè-Pellegrino mirava alla sua elezione. In realtà, ancora una volta, Pellegrino ha dimostrato, criticabile o meno che sia, la sua grande capacità e la sua intuizione politica. Ha “sacrificato” la Lo Curto e adesso potrà alzare il prezzo nei confronti di Forza Italia. Un suo ritorno a Palazzo D'Orleans, un collegio sicuro  alle prossime elezioni politiche o che altro? Vedremo nei prossimi mesi. Intanto ha sùbito messo a tacere le polemiche con un intervento cerchiobbottista che ha accontentato tutti. Apparentemente anche l'on. Lo Curto. Rimane solo la curiosità di sapere se Forza Italia è intervenuta o meno a sostenere le ingenti spese fatte dall'on. Lo Curto per la dispendiosa campagna elettorale. Chissà!

La Adamo è riuscita a sfasciare, ancora una volta, la coalizione cui appartiene. Ha sostenuto la perdente candidatura dell'on. Lo Curto, si è spesa sino all'ultimo a sostegno della candidatura a sindaco di Mazara di Giovanni Tumbiolo, sino a qualche settimana prima uomo di punta del centrosinistra trapanese. Sembra che a suggerire la candidatura Tumbiolo sia stato Nicola Giacalone, sino a ieri il principale “consigliori” della Preside-presidente, ma anche il principale raccattatore di incarichi. Non è stata un'idea felice. Tumbiolo è rovinosamente caduto sull'altare delle scelte dei cittadini mazaresi che, in un momento di ritrovato orgoglio, si sono “sbarazzati” di partiti e partitini, di inghippi ed affari, premiando quel Macaddino che con la sua lista civica sembrava una imitazione dei girotondini.

Ma zara è stata un pò la caduta degli dei: Tumbiolo, Nicola Giacalone, la Adamo, ma anche i Cristaldi ed in ultimo Santoro. Poi UDC, Alleanza Nazionale, Forza Italia, ma anche l'Ulivo, nonostante il recupero finale dell'intesa con il neo Sindaco. Avranno tutti di che riflettere.

Ma questa riflessione ci sarà? E' il vero interrogativo. Al momento la risposta è negativa. I dirigenti dei partiti si sono defilati già all'indomani del voto, probabilmente indaffarati ad organizzarsi le loro vacanze. Rinviando tutto a settembre.

La vita degli enti locali scorre tranquillamente e nei pochi consessi che ancora si riuniscono, prima del rompete le righe estivo, il voto del 13 giugno non ha lasciato alcuno strascico. Anzi, proprio alla Provincia regionale, dove era in discussione il bilancio di previsione del 2004, tutte le polemiche delle scorse settimane sono improvvisamente scomparse. Di più: maggioranza ed opposizione hanno votato all'unanimità per l'approvazione dell'indispensabile strumento finanziario. E la Adamo ha sfoderato il suo sorriso migliore per esprimere il suo compiacimento, ringraziare tutto il consiglio (Giacomo Tranchida compreso), per il costruttivo apporto dato.

Insomma, non è successo niente. Chi come Pellegrino e lo stesso sen. D'Alì, che nella campagna elettorale si è visto solo con dei manifesti che invitavano a votare per Berlusconi … e basta, possono stare tranquilli ed operare verso i loro obiettivi.

Per adesso è il momento del tutti a mare.

Aldo Virzì 

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