L'INFORMAZIONE AL SERVIZIO...

di  Aldo Virzì  


   

Antivigilia delle elezioni. Al 15 maggio mancano ancora un paio di settimane e la campagna elettorale impazza. A Marsala, ovviamente, perché a Trapani tutto scorre tranquillamente. Negli studi della televisione privata della città lilibetana si ritrovano - e si affrontano -leader e supporter dello stesso partito: Forza Italia. Renzo Carini, il neo sindaco, è il candidato ufficiale del partito berlusconiano, ma contro il volere dello stato maggiore trapanese che gli preferisce e  sponsorizza Eleonora Lo Curto,  del Movimento Autonomista. Le due fazioni si affrontano, proprio dentro lo studio televisivo, tralasciano il bon ton ufficiale e….quasi vengono alle mani. Devono intervenire  i carabinieri per sedare gli animi.

 

In qualunque Paese normale, in qualunque città, in qualunque provincia normale, la notizia non sarebbe passata inosservata. Anzi, non dico la cronaca nazionale (anche se un paio dei personaggi coinvolti hanno nomi di rilevanza nazionale), ma le cronache locali vi avrebbero aperto le loro pagine, spendendo più servizi, per più giorni. Avrebbero infilato il giusto coltello dell'informazione per analizzarne cause ed effetti, portare all'attenzione dei cittadini  i motivi, quelli veri, alla base della faida, senza pensare alle reazioni che questo avrebbe determinato. Anche ai “danni” che potenzialmente avrebbe potuto provocare. Questo in un territorio normale, in una provincia normale. Ma il nostro territorio non è normale e la notizia è stata tenuta ben nascosta, proprio per “non disturbare il manovratore”. E' stata solo sussurrata tra  addetti ai lavori e oggetto di conversazione in qualche salotto della borghesia provinciale.

 

Un esempio, forse il più clamoroso del ruolo dell'informazione durante la campagna elettorale! I giornali, sia radiotelevisivi che della carta stampata, hanno avuto un ruolo importante, primario, in questa campagna elettorale, falsata, anzitutto dalla scomparsa dei partiti e dei loro militanti; diventati ormai, in massima parte, delle sigle, dei simboli, affidati a piccoli gruppi di potere ed ai professionisti della politica.

 

Affidati, per la maggior parte, a uomini di potere anche i pochi mezzi di informazione esistenti in provincia. “Affidati” a loro anche, e purtroppo,  i giornalisti. Ovviamente, e per fortuna, non tutti.

 

L'inizio della campagna elettorale era stato scosso dal provvedimento della magistratura che aveva condotto agli arresti l'on. Bartolo Pellegrino, leader di una dei tanti partiti autonomisti, con accuse pesantissime di contiguità con il sistema mafioso. Nella stessa inchiesta finì coinvolto, ma con un semplice avviso di garanzia (significa, ti avvisiamo che stiamo indagando su di te)  e solo per un ipotetico reato di concussione (ipotesi accusatoria: avrebbe richiesto pidocchiose mazzette per conto terzi), l'arch. Mario Buscaino, da qualche giorno candidato sindaco della città per il centro-sinistra. Pellegrino, invece, era uno dei punti di forza del centrodestra. Il giorno prima era salito sul palco insieme a tutti i leaders del centrodestra per magnificarne scelte e candidati della coalizione. In un Paese serio i giornali, pur non ignorando l'avviso – ripeto, solo avviso di garanzia – per Buscaino, avrebbero speso pagine sul vero fatto di cronaca: l'arresto di Pellegrino, e sul sistema di potere, anche politico, del quale era rappresentante. Invece, superato il primo giorno nel quale già l'avviso di garanzia a Buscaino era messo alla pari con l'arresto di Pellegrino, gli altri giorni sono serviti quasi esclusivamente ai giornali, soprattutto locali, per fare le pulci al “povero” Buscaino, colpevole di chissà quali reati, avanzando l'ipotesi – per qualcuno l'aspirazione – di un ritiro della candidatura. Il crocifiggi era servito. In effetti Buscaino aveva pensato di ritirarsi, sia pure per poco tempo. Pellegrino intanto, sia pure dalla sua abitazione, ha potuto tranquillamente continuare la sua campagna elettorale inviando messaggi alla stampa che è stata prodiga nel dargli spazio. Ha fatto anche di più: ha tranquillamente presentato una sua lista di candidati, sia pure con un simbolo diverso da quello “storico”.

 

Di episodi che hanno visto protagonisti giornali e giornalisti in questa campagna elettorale se ne potrebbero raccontare a iosa. Il vero problema è l'informazione a Trapani; ce ne siamo occupati spesso anche dalle  colonne di questo giornale.

 

Pochissime le testate rimaste sul mercato - comprese quelle radio televisive - per la maggior parte affidate a personaggi inventatisi giornalisti, non iscritti al nostro ordine professionale. In una parola:abusivi. Proprio in questi giorni abbiamo saputo di una persona, noto per pubblicizzare pentole, oppure per organizzare e presentare programmi di intrattenimento musicale, che si è fatto accreditare presso l'ufficio stampa di Valencia (America's Cup) come giornalista. Voglio ricordare che professionisti di grido sono stati espulsi o sospesi dall'ordine solamente per avere fatto pubblicità. L'ordine non può intervenire su un non iscritto, ma qualunque giornale per uscire deve avere come direttore responsabile un iscritto all'ordine! 

 

Pochi giornali, molti abusivi e qualche giornalista. Tra quest'ultimi si distinguono quelli che hanno il monopolio dell'informazione, politica ovviamente. Quella che conta, perché di quelli che lavorano alla cronaca o alla cultura non se li fila nessuno. Abilissimi a stravolgere i fatti, a nascondere le verità. Per soldi e per potere riescono, in qualche caso, a servire contemporaneamente due padroni: un comunicato stampa a favore del padrone di destra, un comunicato stampa a favore del padrone di centro-sinistra. E siccome non ci facciamo mancare nulla, abbiamo anche i figli d'arte diventati voltagabbana alla Giuliano Ferrara. Quelli che, oplà, in un batter d'occhio hanno visto il mondo dalla parte “dritta”, quella del potere e che, però,  non hanno perso l'abitudine di fare la morale agli altri, i nuovi avversari.

 

In campo nazionale, per la verità, non siamo messi meglio. Basta osservare che quasi tutti i giornali nazionali hanno vergognosamente nascosto la notizia della conferma della condanna del senatore di Forza Italia Marcello Dell'Utri nei confronti dell'ex senatore Garraffa, sul famoso caso Pallacanestro Trapani. I giornali regionali gli hanno dato uno spazio striminzito, qualche giornale locale l'ha ignorata.

 

Un amico e collega giornalista parlando di questo mestiere da molti anni mi ripete un suo adagio : “noi siamo come un jukebox, ci danno i soldi e scriviamo quello che vogliono”. Non sono d'accordo per nulla con lui, ma lo preferisco ai tanti falsi moralisti che fanno parte della categoria.

 

Chiudo ancora con le elezioni e l'informazione. La migliore analisi politica su queste elezioni l'ho letta su un settimanale locale, a firma di un acuto giornalista: Franco Mennella. Gli faccio una sola osservazione: perché alcune cose non le hai scritte prima?

 

Aldo Virzì

di Gianluca Fiusco

 

© 2007 - EXTRA

Inizio pagina