CONSIGLIERE E " CAVALIERE "

di  Nicola Rinaudo  


   

Più che pensare a come destinare il proprio TFR, Giovanni Burgarella, ex segretario degli edili trapanesi in seno alla CGIL, ha altro di cui occuparsi in questi giorni.

 

Intanto, il suo ingresso (una matricola al debutto) al consiglio provinciale di Trapani. Poi, la nomina del Presidente della Repubblica a "Cavaliere del Lavoro". Ma andiamo con ordine.

 

L'elezione di Giacomo Tranchida a sindaco di Erice, ha spalancato le porte della Provincia al combattivo sindacalista. Burgarella, portacolori dei Democratici di Sinistra, vi approda da primo dei non eletti. L'atto ufficiale d'insediamento si è consumato lo scorso 6 giugno. Chi, a Palazzo Riccio di Morana, con la dipartita di Tranchida, aveva tirato un grosso sospiro di sollievo, può iniziare a trattenere di nuovo il fiato. Per un osso duro che va via, un altro osso duro che si accomoda.

 

"Porto in dote - afferma Burgarella - oltre ai miei 1.279 voti, anche e soprattutto tutta la mia voglia di spendermi su questioni importantissime come la legalità e lo sviluppo. Di questo mi sono sempre occupato e di questo continuerò ad occuparmi in questa nuova veste. Spero di essere all'altezza del compito che mi aspetta. Sono, per natura, un rompiscatole e l'idea di deludere profondamente quanti hanno salutato il mio ingresso in Consiglio fregandosi le mani, convinti che fare dura opposizione come prima non sarà più possibile, mi stimola tantissimo".

 

L'esponente della CGIL, nel tempo, ha dimostrato di saper fare politica. A modo suo, certo, ma con risultati assolutamente rilevanti. La sua forza risiede nella semplicità di linguaggio che riesce ad esprimere quando si rapporta agli altri. E' uno di quelli (pochi, in verità, ndr) che sa usare il cervello in maniera autonoma. E proprio per questo in molti, anche all'interno del sindacato e fra i suoi compagni di partito, non lo digeriscono affatto.

"Stimolerò - riprende Burgarella - in tutte le maniere possibili questa amministrazione a supportare ogni iniziativa, ogni progetto, ogni idea che possano concretamente contribuire a determinare in Provincia di Trapani un sensibile innalzamento delle soglie di legalità e sviluppo.

 

La mia non sarà una contrapposizione per…partito preso. Cercherò con decisione ma, in ogni caso  lealmente, d'incanalare sulle strade del confronto e del dialogo il mio mandato. Sulle grandi questioni, sugli interessi della gente, non ci possono essere pregiudizi, appartenenze e colorazioni politiche. La Provincia Regionale di Trapani può e deve impegnarsi in questa direzione. L'amministrazione D'Alì può e deve convincersi che il dialogo serrato, la sinergia, sono molto più efficaci, alla lunga, degli squallidi compromessi della politica".

 

Burgarella, insomma, è già all'opera. Col solito piglio. A Guarrato (suo paese natale, ndr) e a Rilievo, gli abitanti delle due frazioni hanno esposto altrettanti striscioni sui quali si legge: "orgogliosi del nostro consigliere provinciale".

 

Ma gli attestati di stima e benemerenza in suo favore non si fermano. Il prossimo 28 giugno, a Roma, al Quirinale, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, proclamerà ufficialmente Giovanni Burgarella "Cavaliere del Lavoro". Il prestigioso riconoscimento - si legge nella motivazione - è da ascrivere "all'alto contributo fornito alle Istituzioni sul versante della legalità e dell'emersione dal lavoro nero".

 

Nell'ultimo quinquennio, infatti, in Provincia di Trapani lo Stato, grazie al prezioso apporto di sindacalisti come Burgarella, è riuscito a "stanare" qualcosa come duemila lavoratori in nero.

 

Lui (Burgarella, ndr) incassa e porta a casa. Apparentemente con distacco. Come se nulla fosse successo. In realtà la soddisfazione e la felicità per tutto quello che sta accadendo, non riesce a nasconderli neppure dietro a quel suo "baffaccio" da…sparviero.

 

Nicola Rinaudo

di Gianluca Fiusco

 

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