ECCO I PRIMI NUMERI DELLA LOUIS VUITTON CUP,
NULLA DI STRAORDINARIO
di Aldo Virzì
|
Cominciano ad arrivare i primi dati statistici sull'affluenza di turisti a Trapani nel periodo della Louis Vuitton Cup. Li fornisce la voce ufficiale ed insospettabile dell'Azienda Turismo di Trapani. Per adesso si ferma ancora al mese di settembre, cioè solo all'inizio, inaugurazione e prime gare, della regata velica internazionale, ma già è possibile avanzare un primo commento.
Nessuna affrettata conclusione, ma è corretto ridimensionare tutte quelle grandi e iperboliche cifre “gridate” a destra e manca in quei giorni dall'ufficio stampa di AC management, apparse subito assurde a chi conosce questa città, la sua capacità di ricezione, anche fisica, del territorio etc. Semplicemente ridicolo dare la notizia dell'esistenza di un conta persone! D'altra parte, che il numero sulle presenze turistiche non sarebbe stato quello tanto strombazzato, sarebbe stato previsto da uno studio “indagine sui flussi turistici potenziali durante la Luis Vuitton Cup” commissionato ai primi di settembre all'ufficio studi della Camera di Commercio. Uno studio che nelle premesse, quando si pensava che sarebbero usciti numeri mirabolanti, avrebbe dovuto essere oggetto di una conferenza stampa e che invece - ci hanno riferito voci attendibili - sarebbe rimasto nei cassetti camerali. Un quadro più completo si potrà avere quando saranno resi noti i dati del mese di ottobre; si potrà tracciare un primo vero bilancio della manifestazione che ha tenuto Trapani ed i trapanesi in fibrillazione per mesi. Il bilancio vero, senza nulla togliere alla validità della manifestazione, alla sua spettacolarità, però, lo si potrà definire alla fine di quest'anno, quando ci sarà la verifica dell'effetto Americas Cup sul turismo nazionale ed internazionale. Abbiamo scritto in un precedente articolo che non vedevamo l'ora che il territorio trapanese abbandonata l'Americas Cup tornasse alla sua normalità. E' accaduto, particolarmente nell'ambiente della politica. Terminata la tregua sono riprese con grande lena le discussioni, i litigi tra partiti ed all'interno degli stessi partiti, e gli ormai prossimi appuntamenti elettorali non fanno che far aumentare il livello di litigiosità. Partito capofila dei litigiosi, come è ovvio che sia, Forza Italia. Superati i primi anni di novità, il movimento creato da Berlusconi si presenta sia nazionalmente, che regionalmente e localmente, per quello che è: un coacervo di interessi più o meno personali e politici. Così, alla Provincia regionale la presidente - preside autonomamente, senza alcuna decisione ufficiale di partito, decide di dimettersi per concorrere alle regionali e non più alle nazionali ( paura che con il nuovo sistema sarebbe rimasta “appiedata”). Niente scontri con il sen. D'Alì! Ed anche il sottosegretario pare che non si fidi molto della nuova legge voluta da Berlusconi e stia contrattando una sua doppia presenza al Nord in qualche collegio sicuro, magari alla Camera. Forza Italia va perdendo pezzi nei consigli comunali, il gruppo consiliare di Trapani è spaccato in due tronconi con il risultato di mettere ancor più in difficoltà il Sindaco Fazio nella gestione di una crisi amministrativa che dura ormai da nove mesi e della quale non si vedono in vista traguardi. Intanto si fa più forte l'ipotesi che si vada alla scadenza naturale con il voto a novembre per rinnovare la titolarità di Palazzo D'Alì, magari insieme alla elezione per il nuovo Presidente della Provincia. Litigiosa la maggioranza di Erice dove il Sindaco Ignazio Sanges - che è anche il massimo rappresentante in provincia del partito di Forza Italia - appare sempre più isolato. Addosso a Lui critiche sia per il modo di amministrare che, soprattutto dall'interno di F.I., per l'incapacità di gestire l'attuale situazione politica. La situazione di Favignana è ormai diventata una barzelletta. La pace tra il Sindaco Ernandez (Forza Italia), stretto collaboratore del sen. D'Alì, e Alleanza Nazionale è durata solo qualche settimana. Poi tutto come prima, anzi peggio. Ernandez senza maggioranza, opposizione all'attacco ed una domanda: ma quando questa giunta avrà la dignità di andare a casa e lasciare che siano i favignanesi a scegliersi veri amministratori? Poi ci sono i grandi scandali, quelli legati alle inchieste giudiziarie che hanno travolto due deputati regionali, ma anche il mondo dell'economia che orbita vicino alla politica ed alla mafia. Già, perché della mafia e della sua invasiva presenza sul territorio qualcuno non vorrebbe se ne parlasse. Quindi proteste, comunicati stampa a spergiurare che la mafia “si forse c'è, ma io non l'ho vista”. Non l'ha vista neanche la maggioranza della commissione parlamentare antimafia, quella che fa capo al presidente Centaro (Alleanza Nazionale), per i quali ogni scusa è buona per attaccare la magistratura. In tanto bailamme, per fortuna, ci sono ancora politici che trovano il coraggio di dire basta: “la mafia c'è e bisogna combatterla”: e non facciamo riferimento alle forze politiche di minoranza (almeno attuale) dei Ds, della Margherita, di Rifondazione. I Lumia, per intenderci. No! ci riferiamo al marsalese on. Massimo Grillo, dell'UDC, il partito di Casini. Non ha votato la relazione di maggioranza e non ha avuto problemi a denunziare di essere stato avvicinato da elementi mafiosi che hanno promesso voti in cambio di favori. La mafia esiste, eccome. Ormai, come denunzia Francesco Forgione, non è più solo referente, è diventata un'unica cosa con certe forze politiche, con taluni politici. Aldo Virzì |
© 2006 - www.processionemisteritp.it