CONSIGLIO STRAORDINARIO DELLE VELE...AL VENTO 
di  Aldo Virzì


Tutti presenti. Anzi, tutti presenti meno un terzo dei consiglieri comunali che, probabilmente, avendo intuito in anticipo come sarebbe andata a finire, non hanno voluto disertare la cena in famiglia e la fatidica poltrona televisiva.

Gli altri, a cominciare dagli ospiti, gremivano l'aula consiliare e le stanze contigue per assistere, partecipare, a quella che in tanti annunciavano come una serata storica. La città che si sveglia dall'atavico torpore e scende in piazza, pardon in consiglio comunale, per difendere i suoi interessi contro i prepotenti del WWF che vogliono toglierci la Coppa America di vela, o come si affanna a declamare qualche intellettuale all'amatriciana (insieme a qualche pseudo giornalista), la “Luis Vuitton Cup” e bloccare la rinascita del porto di Trapani.  Tutti presenti dunque, uomini di governo, deputati di maggioranza, opposizione, sindaco, presidente della Provincia, comandante del porto, forze sociali e loro rappresentanti, compreso il presidente dell'ordine dei medici (sia mai che la sanità è malata per colpa del mancato sviluppo del porto?). Presente, anzi, in prima fila, sullo scranno più alto, il Vescovo di Trapani che abbandonata per qualche istante la sua meritoria battaglia contro i poteri forti, a cominciare da certe (non tutte) lobby massoniche, ha deciso di intestarsi questa (quale?) battaglia. Non sono mancati i riconoscimenti ed i peana: da coloro, i detrattori, che un giorno sì ed uno  sempre lo attaccano per le sue battaglie.

E la città, la società civile? Quella ha continuato a sonnecchiare nonostante le migliaia di manifestini distribuiti dappertutto che invitavano a presenziare in piazza. La società civile ha preferito delegare la sua presenza a quel centinaio di operatori del porto presenti - le malelingue mormorano che qualcuno è stato costretto- in piazza con striscioni. Nessun problema comunque per i poliziotti con elmetto e sfollagente.

Sul banco degli accusati, come detto, doveva esserci il WWF “colpevole” di impedire la totale cementificazione della città, gestore al meglio di una riserva che assicura prestigio, cultura e turisti che vogliono visitare, ogni anno e non solo per pochi giorni di un solo anno, le sue magnifiche bellezze compresa la tanto vituperata Calendula, fiore ormai a rischio di estinzione. Primo rappresentante dell'accusa, il consigliere comunale Udc Giuseppe Carpinteri, da qualche tempo aspirante assessore, da più di un anno deciso assertore di una sostanziale riperimetrazione della riserva. Non basta. Carpinteri chiede che la gestione della riserva sia tolta al WWF ed affidata a comune e provincia; i soliti maligni aggiungono: “magari anche per una nuova pratica lottizzatoria tra i partiti”.  Lungo l'elenco dei tanti accusatori, molto corto quello dei difensori, soprattutto militanti tra i banchi del centrosinistra. Sembrava un'impresa improba, ed invece……….

Invece, è bastato l'intervento del direttore della riserva, il dott. Angelo Troìa, brevissimo, essenziale. In sintesi: “non siamo nemici dello sviluppo del porto, meno che mai della Coppa America, siamo stati costretti ad avanzare opposizione ai lavori perché la Regione, il suo assessore, l'on. Cascio (centro destra, casa della libertà, insomma “casa” di tutti quelli che accusano) non aveva ancora firmato il decreto che “libera” l'area dei lavori per il porto dalla gestione del WWF. Noi siamo d'accordo a quella riperimetrazione, purchè si faccia”.

Più duro il consigliere socialista Giuseppe Pellegrino che ha ripercorso le tappe sul piano regolatore del porto per chiedere alla maggioranza di centrodestra dove sono stati in tanti anni, si è anche interrogato sui veri motivi di chi ha fomentato malumori.

Spiazzati tutti gli accusatori, passati sul banco degli accusati. Erano loro a doversi giustificare, anche per l'allarme creato, compresa la presunta necessità della convocazione della seduta straordinaria e aperta del consiglio comunale. Sul banco degli accusati anche l'on. Bartolo Pellegrino, già assessore regionale al territorio e ambiente, e quindi con qualche potere e qualche interesse. Lapidario il suo intervento, durato qualche secondo: “sono totalmente d'accordo con l'intervento del Vescovo”. E basta, senza entrare nel merito che, altrimenti, qualche difficoltà l'avrebbe avuta e avrebbe dovuto dare qualche spiegazione. Il Vescovo con il suo mantello pastorale ed il suo intervento accorato e passionale, ovviamente non tecnico, da tutti applaudito, poteva essere un buon riparo. Pellegrino. Bartolo, da quel perfetto animale politico che è, e che tutti gli riconoscono, dietro il mantello pastorale si è buttato a capofitto. 

Riunione finita anzitempo. Armi spuntate. Come sul nascere sono stati stroncati i tentativi di addebitare ad altri le responsabilità per ritardi che sicuramente ci sono. Ha messo le mani avanti il sottosegretario D'Alì: “se la Coppa America non dovesse disputarsi a Trapani non si farà in nessun porto d'Italia”. Cessata l'accusa al WWF, ha cercato qualche nemico, qualcuno al quale eventualmente addebitare responsabilità, trovandolo tra gli alpini palermitani. Mah! Molto più onesto il suo intervento laddove ha riconosciuto di essere stato tra i primi sostenitori della creazione della riserva delle saline. Si era agli inizi degli anni '90, non c'era il partito di Forza Italia, il futuro sottosegretario di Stato non si occupava di politica, ma guardava agli interessi dell'istituto di credito di cui era amministratore e dei “gioielli” di famiglia, tra i quali anche le saline. Qualcuno ricorda ancora di un dibattito in piazza con diretta televisiva dove si parlava di Prg e del pericolo che potevano correre le saline.

Quello era il passato, oggi il presente è rappresentato dalla Coppa America che può coesistere con la riserva delle saline. Tutto bene. Siamo contenti.

C'è un'altra riserva dove invece le polemiche non cessano e, anzi, oltre alla politica sembra che sia la magistratura a doversene occupare. E' la riserva marina delle Egadi, la più grande del Mediterraneo. Chiama in causa l'amministrazione comunale di Favignana che dall'indomani del suo insediamento non ha mai cessato di essere nell'occhio del ciclone. Un anno e mezzo di vita, ma soprattutto di polemiche, di accuse, contro accuse,  crisi striscianti, crisi evidenti, cambi vertiginosi di assessori etc. Al centro delle polemiche Gaspare Ernandez, il sindaco, uomo di Forza Italia, soprattutto fedele, tra i più fedeli, del sen. Antonio D'Alì. Il suo modo, ma anche il suo metodo di amministrare la cosa pubblica ha portato gli ex alleati di Alleanza Nazionale ad uscire dalla maggioranza, dichiarargli guerra all'ultimo atto. Tra Lui ed il presidente del Consiglio, dirigente di A.N., la guerra è ormai personale. Persa la  maggioranza consiliare ha tentato la manovra della richiesta alla Regione dello scioglimento del consiglio comunale. Nel silenzio della stampa amica, pronta a suonare la grancassa sulla richiesta,  ha ricevuto l'ennesima scoppola dal governo della Regione: “non c'è, non c'è mai stato alcun presupposto giuridico per sciogliere il consiglio”. Adesso sono i consiglieri, anche i pochi che lo appoggiano e che Ernandez avrebbe voluto mandare a casa, a riflettere se non sia il caso di sfiduciarlo. Lucio Antinoro, il capo dei consiglieri del centrosinistra, spina nel fianco del Sindaco sin dal suo insediamento, ha riproposto l'ipotesi e sta verificandone le possibilità. Ormai comunque sono tutti gli isolani ( non solo di Favignana, anche di Marettimo e Levanzo), a scommettere che la fine della sindacatura Ernandez è sempre più vicina.

Ma era di riserva marina che dovevamo occuparci. E da quel settore è arrivata a Ernandez, ma anche, sia pure indirettamente, al suo sponsor, il sen. D'Alì, la più clamorosa delle sconfitte. Il Ministero dell'Ambiente, infatti, non ha dato il suo nulla-osta al rinnovo dell'incarico di direttore della riserva ad un'altra fedelissima del senatore, la signora Liliana D'Angelo. Dice il Ministero dell'Ambiente: “non ha i requisiti di legge ed è inadeguata al ruolo da ricoprire”. L'opposizione torna all'attacco, Lucio Antinoro afferma: “quanto finalmente sancito dal Ministero, noi lo sostenevamo da un anno e mezzo”. Appunto, questo è il problema! In ballo non c'è solo il rinnovo dell'incarico, ma anche l'attività svolta da chi non aveva i titoli e che per quell'attività è stata pagata con onerosi contratti. Accusa Antinoro: “oltre ai normali compensi, per l'attività svolta nel 2004 la signora D'Angelo ha avuto riconosciuta una indennità ad personam di diecimila euro, da aggiungere ad una indennità di risultato di ben ventimila euro”. Proprio il pagamento dell'indennità di risultato pare abbia incuriosito i carabinieri di Favignana che, si dice, avrebbero inviato un circostanziato rapporto alla Procura su alcune anomalie riscontrate. Una probabile inchiesta che si aggiungerebbe alle altre che in questi mesi le forze dell'ordine, con molta discrezione, stanno portando avanti.

Ma incarico e pagamenti di compensi per la riserva potrebbero interessare anche la Corte dei Conti. Alla magistratura contabile potrebbero rivolgersi proprio quei consiglieri che il Sindaco Ernandez voleva mandare a casa.

Ci permettiamo di avanzare sommessamente un suggerimento per i tanti, amministratori, uomini di governo, deputati, rappresentanti di ordini professionali etc, presenti nell'aula consiliare di Trapani: forse a Favignana una seduta straordinaria sulla gestione della riserva marina andrebbe fatta.    

Aldo Virzì

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