SOLO CONTRO TUTTI 
di  Nicola Rinaudo


  Spara. Più…forte degli altri. Mai nel mucchio. Mira sempre ad un bersaglio preciso. Preferibilmente grosso. Fisso o mobile. Non fa differenza.

"Sarebbe gravissimo se ci fosse una regia palermitana sulla <Louis Vuitton Cup>. Tuttavia, non mi sorprenderei più di tanto. La <faida> D'Alì - Adamo è sotto gli occhi di tutti; se ce n'è un'altra, D'Alì - Miccichè, è <cosa loro>. Il punto, semmai, è un altro: verificare se queste grandi opere pubbliche (ammesso che si riesca a realizzarle tutte ndr), saranno funzionali al progetto di sviluppo del porto di Trapani. Abbiamo di fronte l'importantissima scadenza del 2010, quando cadranno le barriere doganali; quando, cioè, circoleranno liberamente merci e persone nel bacino del Mediterraneo dove, geograficamente, la Provincia di Trapani non può non far valere la sua collocazione strategica. Se, invece, questa colata di cemento che sta per essere gettata in mare, servirà solamente a rendere più accogliente il passaggio di quattro vele, solo per qualche giorno, a ridere, alla fine, saranno i soliti noti…ricchi.

Il senatore Antonio D'Alì? Non mi sorprende che si occupi così intensamente di lavori pubblici (Coppa America e ristrutturazione del centro storico di Trapani ndr); ha da curare i suoi tanti, grandi interessi…..mi delude tantissimo, invece, che con pari determinazione e risultato, Lui, che è sottosegretario di Stato agli Interni, non si occupi del sistema giudiziario e inquirente della Provincia di Trapani, da anni in trincea nell'azione di contrasto alla mafia ed alla criminalità organizzata, a tutela della libertà d'impresa e della buona realizzazione delle opere, al fine unico di garantire ai cittadini una reale qualità dei servizi".

Mister cinquemiladuecentosette (5.207) voti, al secolo Giacomo Tranchida, fiondato a furor di popolo da quelli che si sono rotti i…dicotiledoni a causa di una politica meschina, falsa, immorale,  in un palazzo della politica (la Provincia Regionale di Trapani), a bassissimo tasso di anticorpi, quindi, facilmente attaccabile dal "virus della mafia" è - come dice il Prof. Enzo Guidotto, consulente della Commissione Nazionale Antimafia, nonché presidente dell'Osservatorio Veneto sul fenomeno mafioso-, "una delle poche, autentiche, punte avanzate della società civile trapanese. Un cittadino entrato in politica, che fa e continua a far politica, con la testa del cittadino". 
L'ex ragazzo di Fico incassa, sorride e, in perfetto stile…Tranchida, guarda (lusingato) avanti.
"Mi alleno tutti i giorni per dare, ogni giorno, risposte credibili ai cittadini".

Un anno fa la nascita dell'associazione "per le città che vogliamo", anche se poteva starci pure "per le città che vorremmo, ma che non sono". Un punto di…ritrovo e, non solo, per tutta quella gente che la pensa…ad una certa maniera.

"Abbiamo dato precisi segnali sull'Università, sulla scuola, sul turismo, sull'agricoltura, sulla pesca, sull'acqua".

All'occorrenza, a proposito, fa anche il portatore d'acqua. Il "mediano" che corre per sé e per gli altri. In realtà, è un "radicale libero". O si, o no. In altre parole, un "attaccante" nato.

"Giulia Adamo? Il mio giudizio, sulla signora, è largamente insufficiente. Il suo operato (politico - amministrativo), a parte qualche buona intuizione (l'aeroporto di Birgi), soffre di un'eccessiva smània di protagonismo, aggravata da una gestione personalistica della cosa pubblica.

Girolamo Fazio? Se il sindaco di Trapani riuscirà a dire e, soprattutto, a spiegare quali sono state le ragioni pubbliche che lo hanno indotto a rimuovere Vito Dolce dalla carica di presidente della SAU, allora fa bene a rimanere al suo posto; diversamente le sue dimissioni…viaggiano in netto ritardo.

Salvatore Cuffaro? Della serie, la verità fa male. Il presidente della Regione se l'è presa per un'inchiesta giornalistica che ha dipinto la Sicilia né più e né meno di quello che è. L'equivoco di fondo è che l'immagine negativa della Sicilia non nasce dai siciliani ma, principalmente, da una classe politica che, a tutti i livelli, continua a fare affari con la mafia".

Già, la mafia e, peggio ancora, la cultura mafiosa. Gira e rigira siamo finiti, anche stavolta, nel tunnel. In quel gorgo oscuro e profondo dove, ogni giorno, la speranza lotta strenuamente per continuare a "vivere", per non lasciare definitivamente il campo alla rassegnazione.

"Lo Stato, intanto, cominci a fare un patto con l'imprenditoria sana. Cominci a fornire garanzie reali alle imprese buone. Cominci a dimostrare, attraverso una vera morale politica, che investire al Sud, in Sicilia, in Provincia di Trapani, affrancati dalla mafia, è possibile. E' conveniente. Conviene allo Stato. Conviene agli industriali. Conviene a tutti. Sulla questione della cultura mafiosa, a mio avviso, non è detto che le nuove generazioni siano figlie del passato. E' vero, ad oggi, non si riscontrano esempi che possano far pensare ad una svolta ma, su questo versante, sono ottimista".

Entusiasmo e passione. Determinazione e - se ci passate il termine - "rabbia agonistica". Sembra la parafrasi, quasi perfetta, di un "uomo solo, contro tutti". Ma proprio tutti. Anche contro i suoi stessi compagni di partito (i Democratici di Sinistra); contro i "compagni" della coalizione (Margherita, in testa a tutti); contro gli uomini dell'Ulivo. Insomma, contro quel centro sinistra al gran completo che -cosi si sussurra- si ritroverebbe, di frequente, a "banchettare", di giorno o di sera, con i nemici…politici del centro destra. Non per dialogare sulle cose da fare in favore della gente, ma per trovare - questa è l'indiscrezione raccolta-  le intese più opportune su come  mantenere gli…equilibri e rimanere soddisfatti e contenti. Tutti.

Pensate, ad esempio, alla confusione generata dalla proposta di fusione fra i comuni di Trapani, Erice e Paceco. Pensate a quanti interessi personali s'annidano fra le pieghe di un “calcolo da…ragioniere, di un'idea senz'anima”. Pensate che senso avrebbe non riconoscere ad Erice la sua vocazione turistica. Pensate ad una città, (Trapani) che, attraverso il suo pur disastrato porto, non protenda lo sguardo sul mare. Ecco, pensate pure ad un falso problema: quello della rettifica dei confini o, peggio ancora, della…fusione. Pensate ad una vicenda infinita che va avanti, a puntate, ormai da quasi due secoli.

Meglio tornare a pensare a quell'uomo solo, contro tutti. Un uomo che commette (come tutti) e ammette (come non tutti fanno) i suoi errori.

"Io, un uomo solo contro tutti? Forse, all'inizio di questa mia nuova esperienza politica. Ma adesso…adesso continuo a vedere uomini e donne soli. Non li conosco. Così come non conosco ancora la maggioranza di coloro che quasi due anni fa, ha riposto nelle mani del sottoscritto tutta la propria voglia di riscatto. Le regionali del prossimo aprile? Non mi vedranno candidato. Le amministrative del 2006? Ripeto, vedo uomini e donne soli. Se si mettono assieme, possono cambiare queste nostre città".

Nicola Rinaudo

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