SALDI, AFFARI PER CHI ? 
di  Giuseppe Giacalone


  Anche quest'anno, come ogni anno, l'apertura del periodo dei saldi pone parecchi dubbi  e interrogativi, ma anche la speranza per chi vende di potersi “rifare” dopo una annata negativa…l'ennesimo “annus horribilis”. Ma  le  speranze sono anche di chi compra  e viene  spesso deluso.Le colpe? Argomento complesso e solo apparentemente circoscritto, che ha degli inevitabili rimandi verso  la situazione economica generale del nostro Paese .

Parlando con gli addetti ai lavori della Provincia di Trapani, oltre che con i consumatori, viene fuori un groviglio difficile da cui districarsi, tristemente complicato da caro-euro, disoccupazione e inadempienze da parte dell' amministrazione regionale e comunale.

Ma procediamo per gradi. La legge regionale sul commercio che regola i tempi e le modalità in cui devono avvenire i saldi di fine stagione, è la n°28 del '99. Ogni Regione, infatti, decide autonomamente il periodo dei saldi e li regola a sua discrezione. Per quanto ci riguarda, i saldi vanno dal 9 gennaio al 28 febbraio (va comunque detto che su date e modalità ci sono diversi dibattiti aperti a livello politico). Non vengono posti limiti sui tassi di sconto da effettuare. La normativa, invece, parla chiaro a proposito delle pene pecuniarie per quei commercianti che non effettuano lo sconto sul reale prezzo iniziale o per coloro che negano il diritto di recesso ai clienti. Questi ultimi, per legge, mantengono inalterati diritti e tutele. La mancanza di controlli da parte delle autorità crea spiacevoli situazioni in cui tutti noi saremo incappati qualche volta: sconti effettuati non su tutta la merce, ma solo su una  parte (differentemente da ciò che le affissioni esterne lasciano intendere); sconti reali solo sulle rimanenze. Molto dipende dalla trasparenza del commerciante e dallo spirito di osservazione del cliente (che farebbe certamente bene  a verificare la veridicità degli sconti attraverso il confronto dei prezzi). Ciò che caratterizza i saldi degli ultimi anni è sicuramente l'aumento del tasso di sconto (almeno quello dichiarato) specchio per le allodole che serve ad  invogliare i clienti ad effettuare i loro acquisti dopo periodi poco floridi. Se, però, gli sconti effettuati sono quelli esagerati che vediamo (oltre il 60%) è palese che precedentemente ci siano stati o rincari eccessivi o che gli  sconti non riguardino tutta la merce esposta. Insomma -come suggerisce Celeste Selinunte, presidente della Confesercenti di Trapani-, “ci vuole maggiore attenzione da parte di chi acquista e buon senso da parte di chi vende, viste le pecche statali in fatto di controlli. Una soluzione per risolvere il problema -continua Selinunte- potrebbe essere l'inserimento di calmieri per evitare i rincari eccessivi durante tutto l'anno, utili anche per moderare la sfrenata concorrenza degli asiatici nel settore dell'abbigliamento. I negozianti, dal canto loro, spesso messi con le spalle al muro dalla forte pressione fiscale , considerano i saldi di fine stagione come una boccata di ossigeno per le loro finanze”.

Secondo alcuni consumatori, invece, “bisognerebbe liberalizzare i saldi lasciando i commercianti liberi di scegliere il periodo e la durata. Altri preferirebbero sconti unificati su tutta la merce; altri sconti meno eclatanti ma effettivi; altri ancora lamentano prezzi troppo cari anche in periodo di saldi”.

Molti commercianti richiedono un maggiore equilibrio sui prezzi praticati da altri colleghi, colpevoli secondo il sig. Salone, titolare di una nota profumeria trapanese, “del rallentamento dell'economia nella nostra città”.

Per una reale trasparenza da parte di chi vende, ci dice un altro negoziante, “sarebbe necessario applicare sui cartellini sempre il doppio prezzo: iniziale e scontato”.

Potremmo sintetizzare dicendo che il fenomeno è la sommatoria di speculazioni precedenti (causa principale dell'inflazione), mancanza di controlli da parte delle autorità competenti, discrasie tra leggi regionali e normative comunali e, da non  dimenticare, la superficialità di chi compra e l'inadempienza delle associazioni dei consumatori, spesso politicizzate e dimentiche della base.

Il Presidente dell'ANVA (associazione italiana venditori ambulanti) Giuseppe Ciaramita,  ricorda che il “pompaggio dei prezzi è causato anche da una scarsa considerazione che spesso hanno i detentori dei mercati (la grande distribuzione)”.

Forse, un po' di autocritica da parte di tutti e la fine dello scaricabarile sulle presunte cause dei prezzi “dopati”, non potrebbe che essere salutare per le tasche di commercianti e consumatori.

 Giuseppe Giacalone

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