SALDI, AFFARI PER CHI ?
di Giuseppe Giacalone
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Anche quest'anno, come ogni anno, l'apertura del periodo dei saldi pone parecchi dubbi e interrogativi, ma anche la speranza per chi vende di potersi “rifare” dopo una annata negativa…l'ennesimo “annus horribilis”. Ma le speranze sono anche di chi compra e viene spesso deluso.Le colpe? Argomento complesso e solo apparentemente circoscritto, che ha degli inevitabili rimandi verso la situazione economica generale del nostro Paese . Parlando con gli addetti ai lavori della Provincia di Trapani, oltre che con i consumatori, viene fuori un groviglio difficile da cui districarsi, tristemente complicato da caro-euro, disoccupazione e inadempienze da parte dell' amministrazione regionale e comunale.
Secondo alcuni consumatori, invece, “bisognerebbe liberalizzare i saldi lasciando i commercianti liberi di scegliere il periodo e la durata. Altri preferirebbero sconti unificati su tutta la merce; altri sconti meno eclatanti ma effettivi; altri ancora lamentano prezzi troppo cari anche in periodo di saldi”. Molti commercianti richiedono un maggiore equilibrio sui prezzi praticati da altri colleghi, colpevoli secondo il sig. Salone, titolare di una nota profumeria trapanese, “del rallentamento dell'economia nella nostra città”. Per una reale trasparenza da parte di chi vende, ci dice un altro negoziante, “sarebbe necessario applicare sui cartellini sempre il doppio prezzo: iniziale e scontato”. Potremmo sintetizzare dicendo che il fenomeno è la sommatoria di speculazioni precedenti (causa principale dell'inflazione), mancanza di controlli da parte delle autorità competenti, discrasie tra leggi regionali e normative comunali e, da non dimenticare, la superficialità di chi compra e l'inadempienza delle associazioni dei consumatori, spesso politicizzate e dimentiche della base. Il Presidente dell'ANVA (associazione italiana venditori ambulanti) Giuseppe Ciaramita, ricorda che il “pompaggio dei prezzi è causato anche da una scarsa considerazione che spesso hanno i detentori dei mercati (la grande distribuzione)”. Forse, un po' di autocritica da parte di tutti e la fine dello scaricabarile sulle presunte cause dei prezzi “dopati”, non potrebbe che essere salutare per le tasche di commercianti e consumatori. Giuseppe Giacalone |
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