PESCATORI E RIGATTIERI, AMICI COME PRIMA 
di  Alberto Fiorino


L'esito dell'incontro dello scorso diciotto gennaio in Prefettura, a Trapani, è sembrato accontentare tutti, almeno per il momento: tra pescatori e rigattieri è stata siglata un'intesa (sarebbe più corretto chiamarla tregua ndr), con la quale le due categorie torneranno a lavorare assieme in una nuova area nei pressi del porto peschereccio. Il sito sarà sottoposto a specifici interventi per renderlo funzionale alle esigenze dei lavoratori. Previsto il rifacimento del manto stradale e la dotazione di servizi igienico-sanitari. Il sindaco Fazio ha assicurato: “i tempi di realizzazione saranno strettissimi. Si tratta però di una soluzione temporanea. Trasferire il mercato dalla “Chiazza” sarebbe come strappare ai trapanesi un pezzo della loro storia”.

In effetti, fino a pochi anni fa, Piazza Mercato del Pesce era il luogo dove ogni mattina pescatori e rigattieri vendevano i pregiati “doni del mare”, richiamando centinaia di persone ansiose di comprare il pesce appena pescato e artisticamente esposto, come tradizione imponeva. Oggi quel luogo non è più lo stesso. Da quando nel 2001, a seguito di accesi dibattiti e reciproche accuse fra pescatori e rigattieri, i primi hanno lasciato la piazza per il porto peschereccio; i pochi rigattieri rimasti faticano a vendere il proprio prodotto, con un conseguente calo delle vendite anche per tutte le attività commerciali della zona.

Una situazione confermata anche da Salvatore Bosco, gestore del mercato ittico all'ingrosso di Trapani:”i pescatori rifiutano a priori l'opportunità di ritornare a Piazza Mercato del Pesce, imputando la loro scelta alla mancanza di adeguate condizioni igieniche. La struttura all'ingrosso -di mia competenza- era stata messa a loro disposizione in seguito a un'ordinanza del sindaco, poi revocata per inadempienze contrattuali da parte dei pescatori, che di conseguenza hanno cominciato a vendere il loro prodotto sulla banchina. Questi vorrebbero differenziare la categoria dei pescatori da quella dei rigattieri (o commercianti al minuto). Il prodotto dei primi, infatti, è il pesce appena pescato a differenza di quello non solo locale, ma proveniente anche da altre marinerie come Marsala, Mazara o Palermo, proposto dai rigattieri”.

Il ritorno economico, dunque, ha la meglio sulle secolari tradizioni. “Vendere il prodotto al porto peschereccio  -continua Bosco- si è rivelato un ottimo investimento per la notevole affluenza di compratori, motivata anche dalla presenza di  numerosi parcheggi diventati ormai un'utopia sul lungomare Dante Alighieri. A mio parere la soluzione sarebbe di unire le due categorie in una struttura per il momento anche precaria come l'atrio dell'ex cooperativa S. Alberto o l'atrio dietro la banca. È comunque necessaria la creazione di un nuovo mercato ittico al minuto perché non è concepibile che non si abbiano strutture idonee alla vendita del prodotto. Credo che ormai la nostra ”Chiazza”, con gli scarichi delle auto a pochi metri dai banchi del pesce, non sia più adatta alla vendita dei prodotti ittici e debba essere destinata ad altri tipi di attività come negozi artigianali di corallo e ceramiche, soprattutto a scopo turistico”.         

Di parere opposto l'assessore allo sviluppo economico integrato di Trapani Livio Marrocco: ”nonostante i numerosi contrasti l'amministrazione comunale vuole che la Piazza Mercato del Pesce continui a svolgere il suo ruolo all'interno della città. È una tradizione che non possiamo far cessare. Proprio per questo motivo è stata fissata per il mese prossimo la gara d'appalto per l'aggiudicazione dei lavori di ristrutturazione della piazza. Vogliamo che i pescatori tornino con i loro prodotti, ma ho paura che la loro posizione, tuttavia, sia diventata più una questione di principio piuttosto che una necessità vera e propria”.  

Alberto Fiorino

© 2005 - www.processionemisteritp.it

 

Inizio pagina