FINAZZO, IL PREFETTO DELL'IMBARAZZO
 

di Nicola Rinaudo


   

Fondamentalmente resta uno "sbirro". Inteso come “guardiano” a tutela dell’ordine pubblico.

Un ottimo poliziotto. Un Questore, promosso tre anni e mezzo fa, a Prefetto. Un Prefetto, allora, senza passato. Un Prefetto di prima nomina. A Trapani.

"Ho sempre apprezzato - afferma Fulvio Sodano, suo predecessore in città -, il decisionismo del mio successore. Poco prima dell'avvicendamento - continua Sodano - Finazzo mi disse che, nel corso del suo mandato, si sarebbe ispirato al mio modello operativo".

 

Oggi, non siamo ancora in grado di stabilire se l'ex capo della locale Questura, abbia effettivamente dato corso a quella sua esternazione. Con certezza si può solo affermare che il suo più illustre "cantore" è il senatore Antonio D'Alì. Gli "inni di lode" intonati dal Presidente della Provincia Regionale di Trapani all'indirizzo del Prefetto Finazzo, ormai si sprecano. Così come, stando a quanto emerso, si sprecavano i rimbrotti, i tentativi d'interferenza dello stesso uomo politico nei confronti del Prefetto Sodano.

Prefetto il primo. Prefetto il secondo. Eppure due storie diverse. Totalmente diverse. Solo una questione di simpatie personali? Chissà…

 

Un Prefetto con i metodi di un Questore? O un Questore travestito da Prefetto? In principio, l'interrogativo ricorrente era questo. Ma la pratica quotidiana e qualche “benevolo” consiglio hanno chiarito a Finazzo che quell'abito nuovo non aveva nulla a che spartire con la vecchia divisa. Nessuna confusione di ruoli, insomma.

E poi, con un tifoso d'eccezione come il senatore D'Alì si possono dormire…sonni tranquilli.

Si può, ad esempio, sentenziare senza mezzi termini, nel corso di un'assise pubblica, sull'operato della stampa locale.

"Questi giornalisti che continuano a criticare meritano soltanto di andare via da questa città. Non è così che si fa antimafia…".

Frasi al limite dell'insulto se, come scritto sui giornali, a pronunziarle sono stati pezzi grossi delle istituzioni. Ci suggeriscano costoro o costui, allora, come si fa Antimafia! E visto che ci siamo, diteci o dica pure, per favore, indicando nomi e cognomi, chi sono questi quattro giornalisti -  delinquenti che, irresponsabilmente, infangano l'immagine di questa città. Così, almeno, una volta per tutte, chiuderemo anche questa partita, separando i buoni giornalisti dai cattivi giornalisti.

 

E della sua assenza (cause di forza maggiore, certo,) all'incontro - dibattito su "legalità ed economia", svoltosi lo scorso primo dicembre a Marsala, promosso dal coordinamento provinciale di "Libera", che ci dice, Signor Prefetto? Forse, fare della vera antimafia sta nel delegare un proprio collaboratore? O, invece, significa solo sottrarsi al confronto diretto con i cittadini?.

 

Certo, la persona che l'ha rappresentata in tutto e per tutto, non era uno qualunque. E' il suo vice capo di gabinetto. Il dott. Giuseppe Chittaro, alto funzionario della Prefettura. Soggetto che vanterebbe amicizie importanti fra la schiera dei “fratelli col grembiulino”, alcuni dei quali con un passato d'appartenenza a "Iside 2", la loggia massonica segreta (un vero e proprio verminaio politico - mafioso - massonico), scoperta nel 1985 dall'allora dirigente della Squadra Mobile di Trapani, il dott. Saverio Montalbano.

 

E' bastata, signor Prefetto, una "normale" osservazione giunta dalla platea, circa la questione delle forniture nel contesto delle gare d'appalto espletate per le opere da realizzare in occasione delle regate mondiali dei "Louis Vuitton Cup", a mandare in confusione mentale quel "povero cristo" - così vogliamo definirlo - esplicitamente invitato a fornire spiegazioni.

 

La Sua Istituzione, quella che Lei rappresenta, egregio Prefetto, ne è uscita a pezzi. Tanto da indurre il comandante Provinciale dell'Arma dei Carabinieri, Colonnello Vincelli, ad intervenire - a nostro avviso inopportunamente - a sostegno del Suo collaboratore per sottrarlo ad una vera e propria "lapidazione" in presa diretta. Com'è possibile che un funzionario di quel livello non sappia cosa succeda sotto il suo naso? A meno che, qualcuno non ci informi che il compito esclusivo del dott. Chittaro è quello di sovrintendere all'organizzazione quotidiana (colazione, pranzo e cena) del menù del Prefetto.

 

"Ho avuto - avrebbe sostenuto Finazzo - ottime referenze sul dott. Chittaro".

E chi gliele avrebbe fornite queste referenze?

"Fulvio Sodano - avrebbe affermato - Finazzo".

Immediata la replica dell'ex Prefetto di Trapani.

"Non ho mai detto nulla di tutto questo a Finazzo. Non ci siamo neanche incrociati. Mentre lui s'insediava a Trapani, io facevo analoga cosa ad Agrigento. Finazzo mi telefonò - ricorda Sodano - guardacaso lo stesso giorno in cui ricevetti la notizia ufficiale del mio trasferimento. Mi chiese se poteva fare arrivare in Prefettura, a Trapani, i suoi primi bagagli…".

Chi, fra i due, mente? Ora, almeno, sappiamo che anche i Prefetti dicono le bugie.

E se qualche "usignolo" non racconta bugie, lo scorso 6 dicembre, Sua Eccellenza Giovanni Finazzo, avrebbe dato luogo, informalmente, ad un mini - vertice in Prefettura alla presenza del colonnello dei carabinieri Vincelli, del Questore Gualtieri e…forse anche…di una persona, autorevole si, ma che con le istituzioni c'entra un po' meno. Motivo? Sempre prendendo col beneficio d'inventario le indiscrezioni trapelate dall’interno del Palazzo, "rimediare" a "quell'incidente diplomatico" verificatosi la sera dello scorso primo dicembre a Marsala.

Siamo a dicembre. Siamo al tempo, come consuetudine, di un certo fermento in seno agli apparati dello Stato. Siamo al momento di nomine e trasferimenti. Di nuovi arrivi e nuove partenze.

 

Giovanni Finazzo, Prefetto in…carriera che sa scegliere accuratamente le pubbliche "tribune" dalle quali puntare l'indice all'indirizzo di taluni irriguardosi, chissà se ha già in tasca una bella promozione?.

 

Fulvio Sodano, invece, trasferito da Trapani per meriti non riconosciuti in alto loco, continua ad incassare apprezzamenti, attestati di stima e solidarietà.

 

L'ultimo, in ordine di tempo, è il premio di "Libera". È, a tutti gli effetti, l'encomio di cittadino onorario della Provincia di Trapani. "Perché - si legge nella motivazione - in una delle fasi più delicate della storia di questa Provincia, è stato un punto di riferimento per tutti i trapanesi per bene che a testa alta non hanno voluto rinunciare alla propria dignità".

 

Ed anche la nuova Commissione Nazionale Parlamentare Antimafia, si unisce al coro.

"Ripartiremo - annuncia il suo vice presidente, l’on. Giuseppe Lumia-, proprio dal caso nazionale Sodano".

 

Se bastasse solo questo a far cambiare le cose, si potrebbe dare inizio già ai festeggiamenti.

 

La realtà, invece, resta, ancora oggi, tutta un'altra cosa.

                                         Nicola Rinaudo

 

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