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Fondamentalmente resta uno "sbirro". Inteso come
“guardiano” a tutela dell’ordine pubblico.
Un
ottimo poliziotto. Un Questore, promosso tre anni e mezzo fa, a
Prefetto. Un Prefetto, allora, senza passato. Un Prefetto di prima
nomina. A Trapani.
"Ho sempre apprezzato - afferma Fulvio Sodano, suo predecessore in città
-, il decisionismo del mio successore. Poco prima dell'avvicendamento -
continua
Sodano - Finazzo mi disse che, nel corso del suo mandato, si sarebbe
ispirato al mio modello operativo".
Oggi, non siamo ancora in grado di stabilire se l'ex capo della locale
Questura, abbia effettivamente dato corso a quella sua esternazione. Con
certezza si può solo affermare che il suo più illustre "cantore" è il
senatore Antonio D'Alì. Gli "inni di lode" intonati dal Presidente della
Provincia Regionale di Trapani all'indirizzo del Prefetto Finazzo, ormai
si sprecano. Così come, stando a quanto emerso, si sprecavano i
rimbrotti, i tentativi d'interferenza dello stesso uomo politico nei
confronti del Prefetto Sodano.
Prefetto il primo. Prefetto il secondo. Eppure due storie diverse.
Totalmente diverse. Solo una questione di simpatie personali? Chissà…
Un
Prefetto con i metodi di un Questore? O un Questore travestito da
Prefetto? In principio, l'interrogativo ricorrente era questo. Ma la
pratica quotidiana e qualche “benevolo” consiglio hanno chiarito a
Finazzo che quell'abito nuovo non aveva nulla a che spartire con la
vecchia divisa. Nessuna confusione di ruoli, insomma.
E poi, con un tifoso d'eccezione come il senatore D'Alì si possono
dormire…sonni tranquilli.
Si può, ad esempio, sentenziare senza mezzi termini, nel corso di
un'assise pubblica, sull'operato della stampa locale.
"Questi giornalisti che continuano a criticare meritano soltanto di
andare via da questa città. Non è così che si fa antimafia…".
Frasi al limite dell'insulto se, come scritto sui giornali, a
pronunziarle sono stati pezzi grossi delle istituzioni. Ci suggeriscano
costoro o costui, allora, come si fa Antimafia! E visto che ci siamo,
diteci o dica pure, per favore, indicando nomi e cognomi, chi sono
questi quattro giornalisti - delinquenti che, irresponsabilmente,
infangano l'immagine di questa città. Così, almeno, una volta per tutte,
chiuderemo anche questa partita, separando i buoni giornalisti dai
cattivi giornalisti.
E della sua assenza (cause di forza maggiore, certo,) all'incontro -
dibattito su "legalità ed economia", svoltosi lo scorso primo dicembre a
Marsala, promosso dal coordinamento provinciale di "Libera", che ci
dice, Signor Prefetto? Forse, fare della vera antimafia sta nel delegare
un proprio collaboratore? O, invece, significa solo sottrarsi al
confronto diretto con i cittadini?.
Certo, la persona che l'ha rappresentata in tutto e per tutto, non era
uno qualunque. E' il suo vice capo di gabinetto. Il dott. Giuseppe
Chittaro, alto funzionario della Prefettura. Soggetto che vanterebbe
amicizie importanti fra la schiera dei “fratelli col grembiulino”,
alcuni dei quali con un passato d'appartenenza a "Iside 2", la loggia
massonica segreta (un vero e proprio verminaio politico - mafioso -
massonico), scoperta nel 1985 dall'allora dirigente della Squadra Mobile
di Trapani, il dott. Saverio Montalbano.
E' bastata, signor Prefetto, una "normale" osservazione giunta dalla
platea, circa la questione delle forniture nel contesto delle gare
d'appalto espletate per le opere da realizzare in occasione delle regate
mondiali dei "Louis Vuitton Cup", a mandare in confusione mentale quel
"povero cristo" - così vogliamo definirlo - esplicitamente invitato a
fornire spiegazioni.
La Sua Istituzione, quella che Lei rappresenta, egregio Prefetto, ne è
uscita a pezzi. Tanto da indurre il comandante Provinciale dell'Arma dei
Carabinieri, Colonnello Vincelli, ad intervenire - a nostro avviso
inopportunamente - a sostegno del Suo collaboratore per sottrarlo ad una
vera e propria "lapidazione" in presa diretta. Com'è possibile che un
funzionario di quel livello non sappia cosa succeda sotto il suo naso? A
meno che, qualcuno non ci informi che il compito esclusivo del dott.
Chittaro è quello di sovrintendere all'organizzazione quotidiana
(colazione, pranzo e cena) del menù del Prefetto.
"Ho avuto - avrebbe sostenuto Finazzo - ottime referenze sul dott.
Chittaro".
E chi gliele avrebbe fornite queste referenze?
"Fulvio Sodano - avrebbe affermato - Finazzo".
Immediata la replica dell'ex Prefetto di Trapani.
"Non ho mai detto nulla di tutto questo a Finazzo. Non ci siamo neanche
incrociati. Mentre lui s'insediava a Trapani, io facevo analoga cosa ad
Agrigento. Finazzo mi telefonò - ricorda Sodano - guardacaso lo stesso
giorno in cui ricevetti la notizia ufficiale del mio trasferimento. Mi
chiese se poteva fare arrivare in Prefettura, a Trapani, i suoi primi
bagagli…".
Chi, fra i due, mente? Ora, almeno, sappiamo che anche i Prefetti dicono
le bugie.
E se qualche "usignolo" non racconta bugie, lo scorso 6 dicembre, Sua
Eccellenza Giovanni Finazzo, avrebbe dato luogo, informalmente, ad un
mini - vertice in Prefettura alla presenza del colonnello dei
carabinieri Vincelli, del Questore Gualtieri e…forse anche…di una
persona, autorevole si, ma che con le istituzioni c'entra un po' meno.
Motivo? Sempre prendendo col beneficio d'inventario le indiscrezioni
trapelate dall’interno del Palazzo, "rimediare" a "quell'incidente
diplomatico" verificatosi la sera dello scorso primo dicembre a Marsala.
Siamo a dicembre. Siamo al tempo, come consuetudine, di un certo
fermento in seno agli apparati dello Stato. Siamo al momento di nomine e
trasferimenti. Di nuovi arrivi e nuove partenze.
Giovanni Finazzo, Prefetto in…carriera che sa scegliere accuratamente le
pubbliche "tribune" dalle quali puntare l'indice all'indirizzo di taluni
irriguardosi, chissà se ha già in tasca una bella promozione?.
Fulvio Sodano, invece, trasferito da Trapani per meriti non riconosciuti
in alto loco, continua ad incassare apprezzamenti, attestati di stima e
solidarietà.
L'ultimo, in ordine di tempo, è il premio di "Libera". È, a tutti gli
effetti, l'encomio di cittadino onorario della Provincia di Trapani.
"Perché - si legge nella motivazione - in una delle fasi più delicate
della storia di questa Provincia, è stato un punto di riferimento per
tutti i trapanesi per bene che a testa alta non hanno voluto rinunciare
alla propria dignità".
Ed anche la nuova Commissione Nazionale Parlamentare Antimafia, si
unisce al coro.
"Ripartiremo - annuncia il suo vice presidente, l’on. Giuseppe Lumia-,
proprio dal caso nazionale Sodano".
Se bastasse solo questo a far cambiare le cose, si potrebbe dare inizio
già ai festeggiamenti.
La realtà, invece, resta, ancora oggi, tutta un'altra cosa.
Nicola Rinaudo
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