CUSTONACI, VENTICINQUE ANNI FA NASCEVA IL PRESPE VIVENTE
 

di Annamaria Musillami


   
 
Custonaci - Nella grotta preistorica di Scurati, a Custonaci, nei giorni 25 e 26 dicembre, 3 - 4 - 5 - 6 e 7 gennaio prossimi, si potrà ammirare per il venticinquesimo anno consecutivo il presepe vivente. La manifestazione è organizzata dall'associazione culturale “Museo Vivente” in collaborazione con la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Palermo e con il patrocinio della Regione Siciliana, della Provincia Regionale di Trapani, della Soprintendenza per i beni culturali ed ambientali, del comune di Custonaci, dell'Azienda provinciale del turismo.

“Il presepe vivente rappresenta una testimonianza di forte identità culturale. Attorno all'evento religioso del Natale - sostiene Maria Stella Pace - si sono concretizzate, col passare degli anni, esperienze di lavoro artigiano e rurale.”

 

Contadini, pastori, venditori rievocano una rappresentazione di vita agricolo-pastorale, che riproduce la fervente attività quotidiana di un borgo  della Sicilia occidentale degli inizi del 1900. Tutto si svolge all'interno della grotta “Mangiapane”, così chiamata dal nome del nucleo familiare che vi abitò dal 1800 sino alla fine della seconda guerra mondiale. La cavità naturale è lunga 70 metri, larga 13; è dotata di un'apertura particolarmente alta. In questo ampio spazio furono costruite piccole abitazioni e stalle.

 

Gli oltre 200 personaggi del presepe vivente fanno rivivere momenti di vita e di lavoro artigianale e mostrano gli antichi mestieri locali. Utensili, tecniche di lavorazione ed abiti sono originali e gli attori sono veri artigiani. I mestieri rappresentati sono circa 70.

 

Tra i tanti quadri rievocativi segnaliamo.

U zabbarinaru (lavoratore delle agavi), U stazzunaru (vasaio), U criviranu e U mulineddu ri petra (setaccio per il grano e mulino per la macina del frumento), U varveri (barbiere), U mastru r'ascia (falegname), Sardi e scurmu salati (salatura dei pesci), U vardaru (costruttore di selle), U puparu (chi anima l'opera dei pupi), Corda, disa, fasceddi (coltivazione ed intreccio della palma nana), U furnu (il forno), A cucinedda (la cucina), U tilaru (tessitura dei tappeti), U scarpareddu (il ciabattino).

Nel punto più profondo della grotta viene rievocata la Natività.

 

 Si potrà visitare il presepe dalle ore 16 alle ore 22. Il biglietto per accedere alla grotta costa 6 euro. Ci si può avvalere del servizio di bus- navetta in partenza dal lungomare di Cornino.

 

“Nel 1982, tra l'incredulità di molti, ha avuto inizio “l'avventura” del presepe vivente. L'esperienza è nata dallo spirito religioso popolare. E' un atto d'amore - afferma il presidente dell'associazione Museo Vivente, Antonio Battiata - che donne ed uomini di Custonaci compiono, contribuendo con il loro impegno a rinnovare il mistero della Natività”.

 

 Annamaria Musillami

 

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