QUI CAMBIA SOLO IL VENTO

di  Angela Corso 


   

“…..Tutto cambierà. Sai che cambierà. Tutto cambierà. Vedrai che cambierà. Tutto cambierà. Vedrai che cambierà….”.

 

Così recita il ritornello di una simpatica e famosa canzone di  Neffa, un giovane cantautore italiano.

 

E ascoltandolo ci viene naturale pensare alle imminenti elezioni amministrative nel territorio della provincia di Trapani. Infatti il “cambiare” è la speranza di molti trapanesi che, in questi giorni pre-elettorali, stanno decidendo a chi accordare la propria fiducia, per poter finalmente  vedere una Trapani diversa,  una Trapani dinamica.

Ma sarà così? Cambierà qualcosa dopo il 13 maggio o tutto rimarrà sempre uguale?

 

L'immobilità è da tempo una delle caratteristiche peculiari di questa città.

 

Qui sembra che il tempo si sia fermato; che la storia si sia cristallizzata, diventando priva di progresso e, conseguentemente, priva di speranza.

 

E a chi deputare la responsabilità di questa fissità?

 

Per certi aspetti, Trapani ricorda una di quelle città protagoniste di alcuni romanzi storici ambientati a fine '800, dalla visione fortemente pessimistica e sfiduciata della storia (De Roberto, Pirandello, Tomasi di Lampedusa).

 

In questi romanzi, infatti, i protagonisti, appartenenti alla classe dirigente, congelano la storia, per riconfermare il potere sempre nelle mani delle stesse persone pur nel succedersi delle strutture, rendendo così vano ogni senso del cambiamento.

 

In quei romanzi, come a Trapani, la storia segue una sua circolarità, senza vie di uscita ed è scandita solo dalla ripetizione di atteggiamenti e di reazioni sempre uguali.

 

I trapanesi saranno in grado di cambiare lo stato delle cose e, perché no, anche i numerosi volti, ormai ingialliti dal tempo, della politica trapanese?

 

I muri delle strade cittadine, le cassette della posta, i parabrezza delle autovetture contengono a fatica i numerosi volantini recanti i volti vecchi e pochi nuovi di chi ha deciso di tentare di assicurarsi (chi per la prima volta, chi per l'ennesima), per almeno cinque anni, un posto di lavoro (nonché uno stipendio!) sicuro fra il precariato e la disoccupazione imperanti.

 

Fra i tanti volti noti e non, spiccano anche quelli di alcuni giovani pieni di grandi speranze e, perché no, anche di sogni.

 

Quanti di loro riusciranno nell'impresa o, per meglio dire, a quanti verrà concesso il grande onore? Forse a nessuno!

 

E poi, dopo esserci riusciti, quanti saranno coloro che riusciranno a mantenere saldi i propri buoni propositi? Perché si sa, la politica trapanese è un sistema: se lo condividi sei dentro, altrimenti tanti saluti e grazie.

 

 Angela Corso

di Gianluca Fiusco

 

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