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La Processione dei Misteri è un evento legato alla storia di Trapani ed in tal profondo legame non possono mancare quei termini ed espressioni che nel fascino dell'espressività dialettale, caratterizzano l'evento della processione stessa. Nel corso degli anni si sono sicuramente persi nomi, soprannomi ed espressioni, ma pur nel generale spirito di rinnovamento, ne permangono ancora molti e con lo stesso fascino di un tempo. L'auspicio è che i trapanesi che ricordano e che sanno altri termini dialettali legati ai Misteri, possano comunicarmi tali aggiornamenti per contribuire a questo particolare e " Misterioso " dizionario. A
A POSTO ! - Quando il gruppo deve essere sollevato, il " caporale " dapprima batte la ciaccula sull'asta del gruppo per richiamare l'attenzione dei portatori, dopo richiama i massari con il classico invito a " a posto...." e dopo due colpi di ciaccula il gruppo viene alzato.
AGGUANTA - Con questo termine uno dei portatori avvisa un altro della stessa asta che da lì a poco si abbasserà, o cambierà spalla o compirà qualche altro movimento.
"AH,
AH, AH, NIAUTRI PURTAMU A VERGINITA' ,
OH
OH OH, POESSIRI SI, POESSIRI NO "
AISATA - Con questo termine si indica non solo l'alzare il gruppo ma anche la volontà di condurlo sulle spalle per un determinato periodo. Esprime altresì il desiderio di portare un gruppo : " Ma faciti fari fari n'aisata ? ".
ANNACATA - La ritmica e caratteristica andatura con la quale il gruppo procede durante la processione. Il " mistero " , è condotto a spalla dai " massari " che, per alleggerire il peso della fatica e per seguire il ritmo scandito dalle note delle marce funebri, sembrano far assumere al gruppo sembianze di movimento. Il termine annacata nel dialetto siciliano è sinonimo di cullare e nel profondo amore dei trapanesi per i gruppi, sembra quasi che con tale movimento essi vogliano cullare i loro Misteri.
ARRANCATA - Consiste in una veloce accelerazione nel modo di portare il gruppo, caratterizzata dallo strisciare dei piedi. E' generalmente usata per recuperare il ritardo dal gruppo precedente.
ATTUNNIATA o VUTATA - Quando i massari desiderano far girare il gruppo verso una persona conosciuta, compiono le " vutate " o " attunniate " ed il prescelto non potrà che ricambiare i massari con un 'offerta , detta " picaccia "
ATTURRATA e CAURA - Sono due espressioni dialettali che si ascoltano durante la Settimana Santa e che se pur non sono direttamente legate alle processioni, ne fanno degna cornice. Con atturrata ( abbrustolita ) e caura ( calda ) ci si riferisce alla vendita della frutta secca, quali arachidi, semi di zucca ecc...e l' abbanniare del venditore ( cioè il suo reclamizzare a voce alta i prodotti ) crea una particolare atmosfera.
B BALLONCINO - E' il portatore centrale, posto tra le due aste. E' generalmente più alto degli altri massari e la sua funzione è molto delicata, in quanto serve ad equilibrare il peso che grava sui rimanenti portatori.
BATTISTRADA - L'incaricato di far rispettare l'ordine degli addetti alla processione, generalmente reca in mano un lungo crocifisso, con il quale richiama l' attenzione dei processionanti.
BATTUTA - E' definito il
periodo corrispondente all'esecuzione di una marcia funebre nel quale il gruppo viene
" annacato " .
C CAPUCONSULE - E' una vera e propria autorità in seno alla processione. Ciascuno dei ceti è composto da simpatizzanti, collaboratori e consoli. A presiedere tutti è il Capoconsole, personaggio carismatico al quale la maestranza riconosce ed imputa meriti e demeriti dello svolgimento della processione. Per statuto il Capoconsole deve appartenere alla categoria di appartenenza del " mistere ".
CAVALLITTI - I supporti in legno che sostengono la " vara ". CIACCULA - Si
tratta di uno strumento composto da due pezzi di legno mobili che sbattono su un
terzo legno fisso. Si ritiene sia ispirato alle " troccole " che
sostituivano nel periodo precedente la Pasqua, il rumore delle campane o alle
" castanuelas " spagnole.
Leggi approfondimento CONSULI - Con questo termine, dall'antica etimologia, ci riferisce a coloro che in seno al ceto, rivestono incarichi di responsabilità e di organizzazione della processione. Il console appartiene generalmente alla categoria economica che in affidamento il " mistere"; accanto ad essi troviamo i " consoli onorari " ai quali il ceto riconosce particolare spirito di attaccamento e abnegazione.
D " DUTTURI, N'AGGHICASSI CH'OSSAI " ( Dottore, ne avvolga di più di denaro ) - Frase esclamata da un cassettiere ( portatore con la cassetta per la raccolta delle picaccia ) sotto il balcone stracolmo di persone che assistono alla processione dei Misteri.
F " FOZZA E CORAGGIO CHI STAMU ARRIVANNU " - Espressione che incita i " massari " agli ultimi sforzi prima di raggiungere la meta. FURCINE
- Anticamente le "
vare " su cui sono fissate le statue,non poggiavano sui cavalletti di legno e così in occasione delle
soste dei gruppi, venivano sostenuti dalle " furcine " , composte da
un bastone di legno sormontato da una patrte metallica dello stesso spessore
delle " aste ". La sistemazione era tuttavia precaria e fu causa
si rovinose cadute dei gruppi, pertanto si decise costruire gli attuali
" cavallitti ". L' uso delle " furcine " è ancora
presente nella Processione dei Misteri di Erice.
L "
LEGGIU
LEGGIU PICCIOTTI MEI, LEGGIU LEGGIU " ( "Piano piano ragazzi,
piano piano". ).- Questa frase, spesso recitata da Toto' u' macaruru,
cioè Salvatore Anastasi. mitico console dei fruttivendoli, scomparso qualche
anno fa, invitava i massari a rallentare il passo in occasione di un determinato
passaggio del gruppo o della Madonna ( Anastasi curava anche la processione
della Madonna del mercoledì Santo ).
M MANTA - Il prezioso mantello
nero posto attorno alla base del gruppo. La manta riporta nei lati l'indicazione
del gruppo o del ceto di appartenenza. Venne introdotta negli anni '50 e
contribuisce a decorare i gruppi in occasione della processione. MASSARO -
Con
tale termine, di probabile
origine assira e corrispondente all'ebraico melsar, si definisce la persona intenta a lavori di fatica, colui che trasporta la roba
altrui da un luogo all' altro e nel caso specifico della processione dei Misteri
il " massaro " non fa altro che il proprio lavoro, trasportando il
gruppo , dietro pagamento pattuito con il ceto di appartenenza. MEZZU PASSU -. Il mezzo passo è il breve movimento compiuto dai massari nel momento in cui devono far prendere una determinata direzione al gruppo, tecnicamente definito come " girari 'u misteri " . Colui che impartisce l'ordine del mezzu passu fa poi seguir l'espressione " a tia " o " a mia " ( a te o a me ) in base alla direzione verso la quale deve essere orientato il gruppo, se è detto " a mia " il gruppo si sposterà verso la direzione di chi impartisce l'ordine, se invece vien detto " a tia " nella direzione opposta .
N NCIRRIATA - Era una fascia di tela che anticamente i massari ( qualcuno la usa ancora oggi ) usavano per tenere stretti e compressi i muscoli del torace e della schiena onde evitare possibili strappi muscolari. P PASSATA A STACIUNI , I MISTERI O PURTUNI - Con questo detto popolare, si vuole evidenziare il fatto che al termine della stagione estiva, il cuore degli appassionati dei Misteri è già rivolto alla Chiesa del Purgatorio, come se i gruppi fossero già pronti per la processione.
PURTARI U MISTERU - L'atto di condurre a spalla il gruppo.
PICACCIA -
L'offerta
che il
" cittadino illustre " a cui è stato " vutato " il gruppo,
offre ai massari.
S SCINNUTE - Il periodo che precede la Pasqua è preceduto da " I Scinnuti ", un rito risalente al 1600. Nei sei venerdì quaresimali, uno dei Sacri Gruppi, accompagnato dalla banda musicale, sembra voler concedere un'anteprima della processione del Venerdì Santo .Quando i " Misteri " erano ospitati nella chiesa di S.Michele, i gruppi erano collocati in apposite nicchie chiuse da vetri e da lì , il gruppo cui toccava la celebrazione del venerdì, era condotto verso la chiesa ( in siciliano, scinnuta vuol dire discesa) .
SCIUTA - L'uscita delle processioni della Settimana Santa, il momento più atteso da tutti i trapanesi.. " Oggi all'annu a Maronna sciu e sei ! " - " Lo scorso anno la statua di Maria Addolorata è uscita in processione dalla chiesa del Purgatorio alle ore 18 ! ".
SQUADRA - L' insieme dei massari incaricato di condurre a spalla il gruppo.
STA' BANDA SONA MAZZURCHE - E' un'espressione usata dai massari quando la banda che accompagna il gruppo esegue i pezzi musicali a ritmo troppo veloce, creando non poche difficoltà ai portatori.
STINNARDU - Lo stendardo raffigura l' emblema della categoria a cui anni fa si richiedeva per portarlo in processione pari maestria a quella dei portatori. Tante figure storiche della processione sono passate per questa strada prima di portare i Misteri.
SURDATU
- Uno dei componenti della squadra dei Massari.
T TAMMURINARA - I componenti delle bande musicali addetti ai tamburi o il gruppo di suonatori di tamburi che apre le processioni della Settimana Santa trapanese.
" TASTALA TASTALA " - Tipica espressione dei venditori di frutta secca " siminzara " che reclamizzando la merce in vendita invitano a tastare i semi di zucca o le noccioline apprezzandone la recente tostatura (anche se spesso il calore è dovuto alle lampade che illuminano il carretto).
TORCIA - La candela che può essere o quella di grosse dimensioni collocata sul gruppo o quella più piccola condotta in processione dagli addetti : Tale termine è presente anche in alcune espressioni popolari come "Cià fari na torcia O ' Signuri " che vuol esprimere la volontà di offrire un grosso cero votivo al Signore e nello specifico è l'offerta votiva al Cristo del gruppo " Ascesa al Calvario ".
TRASUTA - E' così definito il momento in cui i gruppi,dopo quasi ventiquattro ore di processione, rientrano nella chiesa del Purgatorio, popolarmente conosciuto come " 'A trasuta di Misteri ".
U UNA E DUE - " Uno e due ! " . Tale espressione viene sussurrata in alcune occasioni tipo l'uscita o l'entrata gridato (popolo) in sinergia con lo schioccare del primo e del secondo colpo di ciaccola, associando al primo la messa in trazione delle aste, e al secondo " L'AISATA " termine con il quale si indica oltre al suo esplicito significato, il desiderio di portare un gruppo : " Ma faciti fari fari n'aisata ? ".
V VARA - E' la base lignea su cui appoggiano i gruppi. Essi vengono fissati con un con un procedimento particolare, al fine di consentire una certa oscillazione durante il trasporto, tale da esprimere una scenica rappresentatività al gruppo.
VIREMU SAN FRANCISCU - E' un espressione largamente conosciuta a Trapani quella che invita a guardare a ponente, verso la chiesa di San Francesco d'Assisi, e ricavarne una previsione meteorologica. Tale espressione è speso utilizzata proprio durante la processione sia il giovedì per capire come sarà il tanto atteso venerdì che alle prime luci del sabato per scongiurare temporali durante il rientro.
VUTATA - Quando i massari desiderano far girare il gruppo verso una persona conosciuta, compiono le " vutate " o " attunniate " ed il prescelto non potrà che ricambiare i massari con un 'offerta , detta " picaccia " Chi desiderasse collaborare all'ampliamento del
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