IL CROCIFISSO MIRACOLO DELLA CHIESA DI SAN DOMENICO

 


   

La Deposizione dalla Croce

 

 

 

Il crocifisso che si venera nella chiesa di “San Domenico” a Trapani, giunge provvidenzialmente nella città falcata, portatovi dai religiosi domenicani scacciati dalla Palestina durante l’invasione saracena.

 

Un tempo molto venerato a Trapani al punto tale che in suo onore si organizzavano grandi cerimonie e processioni religiose specie in periodi di pestilenza o carestia, giace adesso quasi dimenticato presso una cappella laterale della chiesa ormai rovinata dal tempo.

 

Tradizionalmente si attribuisce la paternità dell’opera a San Nicodemo, il discepolo che insieme a Giuseppe D’Arimatea, che aveva chiesto il corpo di Gesù a Pilato, depone il Cristo dalla croce, lo avvolge in bende intrise di oli aromatici e lo seppellisce come da narrazione evangelica.

 

Nella schiena del suddetto crocifisso, si trova una fenditura che si dice contenga una reliquia della passione.

 

Vari sono i miracoli ad esso attribuiti; tra i principali ricordiamo quelli del:

 

v   1524: il crocifisso viene condotto in processione, durante una grande pestilenza, per le strade di Trapani, accompagnato da numerosi fedeli vestiti a lutto che si flagellavano in atto di penitenza. Improvvisamente del costato del crocifisso comincia a sanguinare abbondantemente e subito la pestilenza cessò;

 

v   1624: viene guarita una donna di Salemi, di nome Dorotea Salesia, che, nata cieca si era unta gli occhi con l’olio delle lampade del simulacro, riavendo la vista istantaneamente;

 

v   1641: durante una carestia un bambino di nome Rocco, chiede insistentemente del pane alla madre, ma ella, non avendone, risponde di andare a chiederlo al crocifisso. Il bambino allora ingenuamente si reca in chiesa ed inginocchiatosi davanti al crocifisso comincia a chiedere il pane, ed il simulacro, schiodatasi la mano dalla croce, glielo porge. Il bambino corre allora tutto contento verso casa con il pane ottenuto. Sparsasi la voce tutti accorrono in chiesa per vedere il prodigio e trovano il braccio destro del Signore ancora staccato dalla croce. Il fatto venne anche attestato da un notaio ed il vescovo di Mazara, dopo aver accertato il miracolo, assegnò alla madre e al piccolo una rendita annuale;

 

v   1672: durante l’ennesima grande carestia, che uccise in Sicilia più di centomila persone il crocifisso venne portato in processione per le vie della città, ed ecco entrò in porto una nave carica di frumento noleggiata per Malta e subito dopo un’altra con lo stesso carico inviata da Palermo. La mattanza di quell’anno fruttò inoltre così tanti tonni che si dovettero salare anche nelle botti perché i barili non bastarono.

 

Fonte: Lettera Aperta Anno XXXII N.52 del 25 giugno 2006

 

    

 

 

 

Un sentito ringraziamento aTommaso Piazza

 

 

Foto tratta dal sito www.prefettura.it

 

 

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