Le
interviste di www.processionemisteritp.it
DIECI DOMANDE A...SALVATORE
COSTANZA
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1./2.
La processione dei Misteri è
nata per la cura e amministrazione delle Corporazioni artigiane, I
contesti storici erano perciò diversi, tra Cinque e Seicento, con un
ruolo più forte (e, in un certo senso, più autonomo) delle
Corporazioni artigiane, - specie dei corallari - le quali saranno anche
protagoniste nel sec. XVII delle periodiche sollevazioni contro i nobili
e il potere spagnolo (1647, 1673-74, in particolare).
Le differenze tra la processione dei Misteri che si svolgeva nel ’600 e quella di oggi sono
notevolissime, tanto da far pensare alla scomparsa della vecchia
processione (ma già nel ‘700 si manifesteranno episodi di
straniamento e di contaminazione, anche se i gruppi verranno composti, o
ricomposti, quasi tutti nel ’700). Si pensi, ad es., all’assenza,
prima, dell’accompagnamento musicale, agli itinerari dal centro antico
di Trapani alla periferia della città, alle luci ceriche e poi
elettriche, e così via. Si pensi ancora che lo stesso addobbo floreale ha perso il suo
significato. Mentre negli antichi itinerari tra le penombre delle viuzze
e dei vicoli, i fiori non erano veramente un preannunzio della Pasqua,
ma accompagnavano il lutto ed esalavano tristezza, ora invece negli ampi
spazi delle piazze e dell’arteria “fuori porta ”, lungo la via
Fardella, essi segnano l’efflorescenza della festa primaverile, e sono
in gara di bellezza e decoro. Si è persa, persino, quella cesura tra ceti sociali che, specie
nell’Ottocento e nei primi del ‘900, aveva distinto la
partecipazione dei cittadini: il popolo dietro le statue di tela e
colla, e il pubblico di patrizi e borghesi, astante (e distante)
a seguire la processione dai sospesi balconi. Mutati i contesti storici, mutate le condizioni sociali e
ambientali, mutata la “struttura” organizzativa e il rapporto clero/maestranze,
ovvero Chiesa curiale/maestranze,
entro una indefinita, controversistica trama di rivendicazioni e
ripulse, la processione dei Misteri/mestieri conserva, tuttavia, il suo fascino, che non è solo
folkloristico e fideistico. Perchè quei venti Gruppi sacri ci
sospingono, al di là dello straniamento multicolore, a soffermarci
sulla nostra fragile esistenzialità, riverberata sul Cristo dolente e
possente. Il valore della processione è tutta nell’arte antropologica
dei vari Ciotta, Nolfo, Pisciotta, Milanti, che hanno riprodotto con
intensa verità il dramma perenne della vita e della morte, che è
dramma dello spirito umano.
Dopo le iniziali considerazioni da me fatte, dovrei
condannare il prolungamento della processione al di fuori del Centro
storico. Ma il successo della manifestazione è pur sempre legato al
fattore richiamo turistico; e per gli “uomini di buona volontà” la
fede o la riflessione religiosa (di
credenti e non credenti) è legata alla “speculazione” personale del
mistero e dell’arte.
Le tipologie della processione, con l’assenza (o
rimozione) degli Incappucciati e di altri antichi “segni”
devozionali, sono gestite dagli organizzatori e, spesso, sfuggono alla
logica dell’ossequio alla tradizione. Tutto ciò dipende,
probabilmente, dal fatto che le Maestranze, come categorie sociali e normativizzate, come lo erano
in passato, non ci sono più.
5./6. Gli elementi folkloristici sono subalterni a quelli
del richiamo turistico, e quindi anch’essi sono stati richiamati in
modo funzionale allo stesso richiamo, senza preoccupazioni di tipo
“scientifico” e culturale.
La
Spagna determinò per lunghi secoli, dal Vespro al dominio sabaudo del
1713-18, la vita culturale e religiosa della Sicilia, oltre che quella
economica e sociale (si pensi anche alla condanna degli Ebrei e
dell’ebraismo, di cui esiste qualche eco nelle stesse figurazioni dei Misteri).
La Casazza genovese e la
Settimana Santa di Siviglia hanno similarità di modi processionali e
culturali con la nostra manifestazione del Venerdì Santo.
Senza dubbio, come tutto ormai nella società dei consumi,
anche i Misteri sono diventati
un evento mediatico, che non può sfuggire ai tempi e alle modalità
della “stagione turistica”. Ma non è fenomeno solo della
processione dei Misteri. Per riferirci a Trapani, l’annunciata gara velistica
della Louis Vuitton Cup è
considerata importante non come evento sportivo, ma piuttosto per gli
“effetti collaterali” e di modernizzazione delle strutture portuali
e di richiamo turistico che si annunciano.
La processione dei Misteri
di Trapani è la più antica di quante se ne organizzano in Sicilia, e
certamente la più importante; ma era anche, un tempo, una delle poche
“celebranti” la Passione. Da alcuni anni tali processioni si sono
moltiplicate, raramente per una legittima ripresa di costumanze e riti
della tradizione religiosa, ma soprattutto per motivi, e occasioni, di
richiamo turistico. Accanto, o al di là del loro valore religioso, si
è inaugurata una stagione di revivals esornativi, extravaganti, che offendono, perfino, la pietà
religiosa.
- Gentile professore, è stato un piacere averLa ospite nel mio sito. La ringrazio di cuore per le splendide risposte e La saluto affettuosamente. - Ricambio i saluti e spero di incontrarLa a Trapani durante le festività pasquali. Beppino Tartaro - marzo 2005 |
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