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DIECI DOMANDE A...SALVATORE COSTANZA  


      

  1. Prof.Costanza, nel ringraziarLa per la cortese disponibilità, Le chiedo di illustrarci il momento storico della città di Trapani nel quale ebbe inizio la processione dei Misteri.
  2. Quale il rapporto che lega Trapani alla processione e come esso si modificato  nel corso del tempo.

1./2. La processione dei Misteri è nata per la cura e amministrazione delle Corporazioni artigiane, alle quali era stata affidata dalla Confraternita di San Michele Arcangelo. Ma è assai significativo il fatto che essa è seguita alla “Processione del Cereo (Cilio)”, che si svolgeva il lunedì di Pasqua, e che aveva carattere ben diverso, perché prevalentemente dedicata a raccogliere elemosine e a far mostra della devozione dei notabili di allora, che facevano portare in processione i loro ceri votivi. Nel ’600, invece, dopo la grande Riforma tridentina del 1545-47 e la reviviscenza religiosa che ne seguì, il popolo divenne il vero destinatario, e promotore, della nuova pietà religiosa, incaricandosi direttamente delle manifestazioni di fede. Del resto, i tempora disiecta della crisi economica (carestie e rivoluzione dei prezzi), delle epidemie di peste, delle sudditanze politiche straniere e del rigurgito baronale (i Fardella, a Trapani, fondarono due nuovi Comuni feudali), oltre che della non dismessa schiavitù causata dalle guerre di corsa, avevano accentuato il bisogno esistenziale del popolo di pervenire alla pienezza del messaggio di speranza e di fede del Cristianesimo cattolico attraverso una mostra antropologica della Passione, in cui si compendiavano – figurativamente  - le metafore della violenza militare e della persecuzione del Giusto (lucida e trasparente è, in questo, la condanna del Potere), del lutto della Madre (di tutte le madri), della Croce, come espiazione e morte.         

I contesti storici erano perciò diversi, tra Cinque e Seicento, con un ruolo più forte (e, in un certo senso, più autonomo) delle Corporazioni artigiane, - specie dei corallari - le quali saranno anche protagoniste nel sec. XVII delle periodiche sollevazioni contro i nobili e il potere spagnolo (1647, 1673-74, in particolare).  

Le differenze tra la processione dei Misteri che si svolgeva nel ’600 e quella di oggi sono notevolissime, tanto da far pensare alla scomparsa della vecchia processione (ma già nel ‘700 si manifesteranno episodi di straniamento e di contaminazione, anche se i gruppi verranno composti, o ricomposti, quasi tutti nel ’700). Si pensi, ad es., all’assenza, prima, dell’accompagnamento musicale, agli itinerari dal centro antico di Trapani alla periferia della città, alle luci ceriche e poi elettriche, e così via.

Si pensi ancora che lo stesso addobbo floreale ha perso il suo significato. Mentre negli antichi itinerari tra le penombre delle viuzze e dei vicoli, i fiori non erano veramente un preannunzio della Pasqua, ma accompagnavano il lutto ed esalavano tristezza, ora invece negli ampi spazi delle piazze e dell’arteria “fuori porta ”, lungo la via Fardella, essi segnano l’efflorescenza della festa primaverile, e sono in gara di bellezza e decoro.

Si è persa, persino, quella cesura tra ceti sociali che, specie nell’Ottocento e nei primi del ‘900, aveva distinto la partecipazione dei cittadini: il popolo dietro le statue di tela e colla, e il pubblico di patrizi e borghesi, astante (e distante)  a seguire la processione dai sospesi balconi.

Mutati i contesti storici, mutate le condizioni sociali e ambientali, mutata la “struttura” organizzativa e il rapporto clero/maestranze, ovvero Chiesa curiale/maestranze, entro una indefinita, controversistica trama di rivendicazioni e ripulse, la processione dei Misteri/mestieri conserva, tuttavia, il suo fascino, che non è solo folkloristico e fideistico. Perchè quei venti Gruppi sacri ci sospingono, al di là dello straniamento multicolore, a soffermarci sulla nostra fragile esistenzialità, riverberata sul Cristo dolente e possente. Il valore della processione è tutta nell’arte antropologica dei vari Ciotta, Nolfo, Pisciotta, Milanti, che hanno riprodotto con intensa verità il dramma perenne della vita e della morte, che è dramma dello spirito umano.

 

  1. Come valuta, da storico, il fatto che la processione non si svolga interamente nel centro storico ?

Dopo le iniziali considerazioni da me fatte, dovrei condannare il prolungamento della processione al di fuori del Centro storico. Ma il successo della manifestazione è pur sempre legato al fattore richiamo turistico; e per gli “uomini di buona volontà” la fede o la riflessione religiosa  (di credenti e non credenti) è legata alla “speculazione” personale del mistero e dell’arte.   

 

  1. Da alcuni anni il sacro corteo del Venerdì Santo trapanese non è più aperto dalla Confraternita di San Michele Arcangelo. Potrebbe spiegarci il ruolo che ebbe il sodalizio e come valuta questa assenza dalla processione ?

Le tipologie della processione, con l’assenza (o rimozione) degli Incappucciati e di altri antichi “segni” devozionali, sono gestite dagli organizzatori e, spesso, sfuggono alla logica dell’ossequio alla tradizione. Tutto ciò dipende, probabilmente, dal fatto che le Maestranze, come categorie sociali e normativizzate, come lo erano in passato, non ci sono più.

 

  1. Professor Costanza, secondo Lei la processione dei Misteri è oggi predominata da elementi folkloristici, rispetto a quelli religiosi?
  2. Le maestranze, in seno alla processione, hanno avuto un ruolo fondamentale da quando la Confraternita affidò alle categorie e economiche cittadine l’onere di condurre in processione i Sacri Gruppi. Potrebbe spiegarci il ruolo delle maestranze nella Trapani del 600 -700 e quali sono oggi i legami tra quelle arti e l’attuale Unione delle Maestranze ?

5./6. Gli elementi folkloristici sono subalterni a quelli del richiamo turistico, e quindi anch’essi sono stati richiamati in modo funzionale allo stesso richiamo, senza preoccupazioni di tipo “scientifico” e culturale.

 

  1. Quanto influì sulla processione la dominazione spagnola del tempo e quanto tale influenza si stata oggi storicamente superata dal trasformarsi della società e della stessa processione?

La Spagna determinò per lunghi secoli, dal Vespro al dominio sabaudo del 1713-18, la vita culturale e religiosa della Sicilia, oltre che quella economica e sociale (si pensi anche alla condanna degli Ebrei e dell’ebraismo, di cui esiste qualche eco nelle stesse figurazioni dei Misteri). La Casazza genovese e la Settimana Santa di Siviglia hanno similarità di modi processionali e culturali con la nostra manifestazione del Venerdì Santo.  

 

  1. Oggi non mancano critiche e nostalgie rispetto alle processioni di qualche anno fa, quando si riscontrava maggior semplicità e una più profonda partecipazione popolare. Secondo Lei stiamo assistendo alla trasformazione della processione in evento mediatico e quindi soggetto alle leggi della società dei consumi?

Senza dubbio, come tutto ormai nella società dei consumi, anche i Misteri sono diventati un evento mediatico, che non può sfuggire ai tempi e alle modalità della “stagione turistica”. Ma non è fenomeno solo della processione dei Misteri. Per riferirci a Trapani, l’annunciata gara velistica della Louis Vuitton Cup è considerata importante non come evento sportivo, ma piuttosto per gli “effetti collaterali” e di modernizzazione delle strutture portuali e di richiamo turistico che si annunciano.             

 

  1. A Suo parere, la processione dei Misteri di Trapani può esser considerata la più importante rappresentazione del Venerdì Santo in Sicilia o si celebrano altri riti, sconosciuti ai trapanesi, di eguale o maggiore valore storico e rappresentativo?

La processione dei Misteri di Trapani è la più antica di quante se ne organizzano in Sicilia, e certamente la più importante; ma era anche, un tempo, una delle poche “celebranti” la Passione. Da alcuni anni tali processioni si sono moltiplicate, raramente per una legittima ripresa di costumanze e riti della tradizione religiosa, ma soprattutto per motivi, e occasioni, di richiamo turistico. Accanto, o al di là del loro valore religioso, si è inaugurata una stagione di revivals esornativi, extravaganti, che offendono, perfino, la pietà religiosa.

 

  1. Professor Costanza, concludo queste mie dieci domande chiedendoLe un ricordo personale  legato alla processione e cosa si augura per il futuro de Misteri .

Il ricordo della processione dei Misteri, per chi non è più giovane, è legato agli anni della giovinezza, mediocre di benefici consumistici, quando la “notte” dei Misteri era occasione di trasgressione oraria e permessiva. Tutta la notte a girovagare, ritrovare amici persi, o lontani per migrazioni non spontanee, alla ricerca di risarcimenti economici che a Trapani erano stati negati. Ritrovarsi era come legarsi alla speranza di durare negli affetti. Poi gli sguardi intermittenti ai Sacri Gruppi in processione, la ritmica ciaccolata, i suoni e gli effluvi, le luci e le tracce scultoree del dramma che riproduceva la Passione. Era, ed è ancora, il barocco perenne della incompiuta essenza della nostra umanità, che allora forse non capivamo appieno, ma che percepivamo come Trapanesi del mondo.

 

 - Gentile professore, è stato un piacere averLa ospite nel mio sito. La ringrazio di cuore per le splendide risposte e La saluto affettuosamente.

- Ricambio i saluti e spero di incontrarLa a Trapani durante le festività pasquali.

 

Beppino Tartaro - marzo 2005

 

 

 

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