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DIECI DOMANDE A...Matteo VASCO  


  1. Matteo Vasco, 43 anni, un nome poco conosciuto nell’ambiente dei Misteri di Trapani ma basta spostarci di pochi chilometri e raggiungere l’ameno borgo di Buseto Palizzolo e scoprire come quel nome identifica una tradizione che da un quarto di secolo porta avanti una delle più interessanti e valide rappresentazioni della Settimana Santa del Trapanese: la processione vivente della Via Crucis. E’ pertanto naturale chiederti di raccontarci come nacque in te l’idea della Via Crucis e di raccontarci qualcosa della venticinquennale storia della manifestazione.

Caro Beppino, 

prima di rispondere alle tue domande, voglio ringraziarti per l’attenzione e l’interesse che da anni dimostri nei confronti della processione della Via Crucis di Buseto Palizzolo.

La pagina che le hai dedicato ed inserita in questo sito è il chiarissimo segno del tuo apprezzamento.

Rispondere sulle origini della Via Crucis di Buseto Palizzolo sulla quale non è stata finora scritta nessuna memoria, per i tanti fattori che l’hanno generata, per me non è semplice anche perché direttamente coinvolto.

Tenterò tuttavia di individuare gli elementi spazio-temporali e le varie esperienze personali che ne hanno determinato la nascita facendo brevissimi cenni sugli elementi che ritengo indispensabili.

 Territorio di Erice per secoli, Buseto Palizzolo, disposto sulle colline che in parte segnano l’orizzonte verso l’entroterra di Trapani, nella metà del 1980 non aveva ancora compiuto i suoi trent’anni di autonomia comunale.

Dopo i notevoli disagi del passato, si viveva in quel momento un misurato ottimismo per i benefici derivanti dall’autonomia amministrativa, e le antiche forme di campanilismo tra le frazioni trovavano una sempre più difficile condizione di sopravvivenza, formando lentamente una comunità unita. Facevo parte da qualche anno di un gruppo di amici nel contesto della banda musicale, ed ero ben inserito nella comunità parrocchiale della  Madrice di Buseto Palizzolo.

Quei luoghi, circa un quarto di secolo fa, erano tra i pochissimi centri di aggregazione del paese.

Da circa cinque anni partecipavo alla Processione dei Misteri di Trapani con la Banda e, da due o tre anni, studente del liceo artistico “Carreca”, spesso visitavo la Chiesa del Purgatorio.

Ero affascinato da quei gruppi, e a volte rimanevo anche ore a contemplarli.

In quel liceo conobbi l’anziano Professore Domenico Li Muli, del quale ricordo la cara figura e qualche lezione sulla tecnica usata per la realizzazione dei Sacri Gruppi trapanesi.

Avevo diciassette anni allora, e da qualche anno avevo scoperto di amare profondamente il mio piccolo e umile paese fatto di case sparse, molto diverso da ogni altro paese dei dintorni, forse un po’ bistrattato e da molti ignorato.

Chi mi conosce sa dei miei tanti limiti, e io stesso so di non avere tante capacità, ma ho sperimentato che l’amore rende pronti, da modesta persona che sono, non avrei mai potuto far nulla senza questo dono che è capace di trasformare gli uomini e il corso della storia più di ogni altra cosa, rompe gli schemi ma non distrugge, muta in positivo ciò che è negativo e determina la crescita.

Quell’amore profondo, vero, che è donarsi agli altri, gratuitamente,  le esperienze maturate in quegli anni, un irrefrenabile entusiasmo giovanile sono l’origine di quella che oggi è la Processione della Via Crucis. 

Poco più di venticinque anni fa parlai ad un gruppo di amici di un’idea che avremmo potuto realizzare come occasione di unione tra giovani di tutto il paese.

La cosa fu di grande interesse e uniti cominciammo a discutere e ad approfondire tutti gli aspetti della proposta.

L’idea consisteva nel rappresentare per mezzo di gruppi viventi le stazioni della Via Crucis di Nostro Signore.

Qualcuno chiamò l’iniziativa con il nome più scontato e diretto: “Processione della Via Crucis” e con l’approvazione del Parroco, Mons. Giuseppe Golino, e l’adesione di altri collaboratori, in un piccolo locale attiguo alla Sagrestia della Chiesa Madre, impiantammo il primissimo laboratorio dove si diede inizio alla realizzazione di elmi, corazze, scudi, spade, lance.

Settemila lire la disponibilità economica iniziale, sufficiente comunque per l’acquisto dei primissimi materiali con i quali realizzammo le prime cose che ci resero credibili.

Iniziammo a cucire i costumi con stoffe raccattate qua e là, acquistate al mercato e in qualche negozio di Trapani, contemporaneamente risolvemmo la sistemazione delle comparse sui carri con delle strutture in legno realizzate riciclando pianali usati per il trasporto di merci pesanti, lavorando in un locale che il Comune ci aveva messo a disposizione.

In pochi mesi fu creato tutto, la risposta dei giovani ma anche dei meno giovani fu pronta e generosa, e grazie all’impegno di un numero sempre crescente di collaboratori e ai fondi che furono raccolti in tutto il paese, il 12 aprile del 1981 uscì la prima sacra rappresentazione della Via Crucis di Buseto Palizzolo .

Da allora è stato un crescendo, fatto di notevoli cambiamenti, aggiunte, evoluzioni organizzative, tecniche ed estetiche. I quadri da 11 diventano 16, le tradizionali stazioni della Via Crucis vengono raggruppate e rappresentate  in pochi gruppi dando spazio ad episodi relativi a tutta la settimana di Passione fino alla Resurrezione.

Tra le più recenti novità mi piace ricordare l’istituzione della processione di Gesù sulla Croce con Maria e Giovanni raffigurati in un gruppo statuario in legno tela e colla, e la Processione del Venerdì Santo dello stesso Sacro Gruppo che viene riportato nella Chiesa di Santa Teresa del Bambin Gesù.

  

  1. Chi si reca a Buseto per la Domenica delle Palme ( quest’anno causa elezioni il rito sarà spostato al Mercoledì Santo ), rimane affascinato dalla semplicità ma al contempo dalla intensa espressività dei personaggi, tutti pienamente calati nei volti e nei gesti della Passione e Morte di Nostro Signore. In un piccolo centro come Buseto incontrate difficoltà nel trovare tanti giovani e questi ragazzi sono volontari o vengono retribuiti, come accade a Trapani per i Misteri ?

La semplicità nel senso di naturalezza, sobrietà, modestia, è l’indole del busetano ed essa traspare in ogni sua azione o pensiero.

La serietà delle comparse e di tutti i partecipanti non è un atteggiamento di circostanza, ma è la conseguenza di una partecipazione convinta, vera testimonianza.

Trovare le comparse per allestire i quadri viventi non è mai stato un problema, anzi è tale la richiesta di partecipazione da parte dei giovani e da qualche tempo anche di meno giovani, che fin dai primissimi anni sono state istituite delle processioni per aggregare quanti vogliono parteciparvi.

La manifestazione è da sempre profondamente religiosa, la partecipazione è una libera scelta di chi vi prende parte.

La gratuità e la volontarietà nella Via Crucis Busetana è una regola inderogabile, nessuno è mai stato retribuito per una qualsiasi prestazione. Uscire fuori da questa regola sarebbe l’inizio dello svuotamento dei valori su cui si fonda e di un inevitabile declino che nessuno a Buseto Palizzolo si sogna di avviare.

Sento dire e tu stesso lo confermi che diversi partecipanti alla Processione dei Misteri di Trapani vengono compensati per la loro funzione nell’ambito della processione stessa.

Trovo la cosa non adeguata per una sacra rappresentazione e ancora peggio per una processione religiosa, la partecipazione a queste è preghiera, meditazione, testimonianza della propria fede in Cristo, motivazioni diverse non dovrebbero trovare nessuno spazio e ritengo che la partecipazione retribuita sia uno degli aspetti più negativi in assoluto della Processione dei Misteri Trapani.

   

  1. Quest’anno per la vostra processione avrete ben sette bande musicali. So che anche tu, da ex componente di un corpo bandistico, ritieni importante la componente musicale nelle rappresentazioni. Tuttavia, tali bande, così come tutto ciò che è necessario alla rappresentazione hanno sicuramente un costo e proprio sulla componente economica verte questa domanda e cioè di quanti contributi pubblici disponete avete e come vi organizzate per sopperire alle spese della processione ?

La disponibilità economica per realizzare la Processione della Via Crucis busetana è appena sufficiente a coprire le tante voci di spesa che essa comporta.

I fondi provengono principalmente dal popolo e vengono integrati con un contributo da parte del Comune di Buseto Palizzolo.

Rari ed occasionali contributi dell’ordine di qualche migliaio di euro sono arrivati in anni passati dalla Provincia Regionale di Trapani.

Tra le voci di spesa più consistenti ritroviamo le bande musicali.

La scelta del numero di esse è determinato dalle entrate e dalle spese ordinarie (nuove scenografie, costumi, cura dei carri e dei costumi, ecc.) in cui rientrano un numero minimo di bande.    

Le bande quest’anno per la processione busetana non saranno superiori a cinque, e sinceramente ritengo che siano appena sufficienti per creare quella giusta cornice all’evento dato che si sviluppa su circa ottocento – mille metri e un numero maggiore di esse sarebbe auspicabile.  

 

  1. Era il 12 aprile 198,1 quando la vostra processione mosse i suoi primi passi. Una delle più interessanti caratteristiche è che essa non è scenograficamente statica e pur mantenendo fedeli i canoni della rappresentazione, ogni processione è diversa da quella dell’anno precedente. Alle spalle di un tale progetto vi è sicuramente la collaborazione di tanti amici; come vi organizzate in merito alle decisioni da intraprendere?

La Via Crucis di Buseto Palizzolo oggi è costituita essenzialmente da una componente fatta di fedeli che vi prendono parte senza alcuna iscrizione , da tavole viventi, processioni di fedeli iscritti, bande musicali.

Essa è il risultato di oltre venticinque anni di una stratificazione di eventi che hanno determinato una costante evoluzione della processione stessa.

La lenta ma costante attenzione verso i vari aspetti, religiosi, estetici tecnici ed organizzativi, una mentalità aperta, lo studio e una forte autocritica sono alla base della crescita e della originalità della sacra rappresentazione che grazie ad un comitato di circa 40 componenti e ad un esecutivo di cinque è capace di affrontare in tempi brevissimi temi, ordinari nuove idee ed eventuali problematiche.

 

  1. Osservando la processione busetana colpisce la serietà di quanti si calano nei panni dei personaggi rappresentati. Religiosità e rappresentazione. Un binomio difficile da coniugare ?

La partecipazione ad una sacra rappresentazione o ad una processione religiosa se non motivata da ragioni di fede non è sostenibile, salvo che non sia motivata da particolari interessi magari in contrasto con essa, ma in questo caso è una farsa.

Credo che la serietà e l’espressività di quelle persone che costituiscono i quadri della sacra rappresentazione di Buseto Palizzolo derivi dalla profonda convinzione e da una scelta assolutamente libera di testimoniare la propria fede.

  

  1. La vostra processione si connota per una spiccata religiosità che a differenza dei Misteri di Trapani è prevalente sulla rappresentatività. A cosa è dovuta questa partecipazione, in un certo senso, spirituale e perchè secondo te a Trapani essa è invece carente. ?

Credo che il tendere a valori alti, far prevalere la fede piuttosto che altre componenti che inevitabilmente costituiscono le sacre rappresentazioni o le processioni religiose, sia stata e continua ad essere la vera ragione che conduce molti a partecipare in vari ruoli alla Processione della Via Crucis di Buseto.

Nonostante alcune differenti modalità di rappresentare, alla base delle nostre Processioni intravedo le stesse ragioni d’esistere, credo che il tendere a quanto detto, cioè a valori religiosi, potrebbe ricondurre la Processione dei Misteri di Trapani alla sua vera ragione d’essere.

  

  1. Con la precedente domanda ci siamo spostati a parlare della “madre di tutte le processioni del trapanese”, quella dei Misteri. Il legame che unisce i busetani ai trapanesi è notevole e pertanto ti chiedo di esprimermi le tue idee su alcuni aspetti della nostra rappresentazione, cominciando proprio da un qualcosa che a Trapani , a differenza di Buseto, è assente: il rispetto e la conservazione dell’itinerario visto come componente essenziale e storica della manifestazione e non come espediente politico o economico.

Si è vero il busetano ha in Trapani il suo principale punto di riferimento sia dal punto di vista commerciale  che per  altre necessità primarie.

Mi chiedi di parlare dei Misteri di Trapani e a partire dal percorso, un aspetto particolarmente importante a cui è legato lo sviluppo di qualsiasi processione e maggiore importanza acquista nel caso di una sacra rappresentazione.

Per sua natura la sacra rappresentazione necessita di condizioni favorevoli, spazi adatti, luce e tempi adeguati.

Lo spazio in cui prende vita e si sviluppa la rappresentazione, sia vivente che statuaria, è l’elemento che imprime ad esse le più essenziali caratteristiche dimensionali e incide enormemente nell’invenzione artistica del gruppo stesso.

Il paesaggio caratterizzato da antichi palazzi , da piazze e crocicchi nel caso di Trapani o da grandi spazi, monti, colli, cielo come nel caso di Buseto, è l’elemento in cui tutto ha avuto origine e li è il futuro per queste manifestazioni.

Se è necessario recuperare elementi deteriorati da inadeguate scelte, bisogna restituire ai misteri la funzione di sacra rappresentazione e il proprio spazio.

  

  1. Anticamente la processione trapanese, come quasi tutte quelle che si celebrano il Venerdì Santo in Italia e in Spagna, si concludeva nelle prime ore della notte del sabato santo. A Trapani invece la “ festa dei Misteri “ invade anche la vigilia della Pasqua, determinando poca partecipazione al rito della veglia Pasquale. Saresti favorevole ad una processione trapanese che, considerata la complessità e solennità dell’evento, rispettasse il valore religioso ed il messaggio di preparazione alla Pasqua.

Penso che negli orari delle antiche processioni a cui ti riferisci vi è contenuta una importante simbologia che ritengo vada recuperata.

Quelle antiche processioni uscendo all’ora nona ovvero alle tre del pomeriggio rappresentavano il momento della morte del Signore sulla Croce caricando quindi di particolare significato l’uscita.

Il lungo incedere fatto di canti e orazioni continuava fino nelle prime ore della notte.

Il rientro nella chiesa per quanto a prima vista scontato come fatto, a mio avviso contiene invece un altro momento che i vangeli precisano, ovvero la sepoltura di Cristo, avvenuta la sera dello stesso giorno.

Nel caso della Processione dei Misteri di Trapani l’entrata potrebbe protrarsi fino a notte fonda determinando a mio avviso un maggiore interesse di pubblico rispetto alla mattina del sabato, permettendo ai partecipanti un riposo sufficiente per poter tranquillamente partecipare alla veglia Pasquale.

   

  1. Le antiche rappresentazioni Passionali avevano, tra gli scopi, quello di promuovere e divulgare la fede. Non ritieni che un uso improprio di tali manifestazioni, con il decadere in manifestazioni laiche, folkloristiche e talvolta carnevalesche , poco contribuisca all’evangelizzazione e alla diffusione del messaggio cristiano in un momento storico nel quale, si ha più bisogno del dialogo e della conoscenza della Parola di Gesù?

Penso che una sacra rappresentazione o una processione religiosa, oggi come in passato, non abbiano motivo di esistere se principalmente non tendono a rinnovare la fede prima di tutto in chi partecipa alla processione stessa.

Partecipare con intenti e scopi diversi, snatura la processione facendola scadere in un vuoto spettacolo.

Nelle sacre rappresentazioni il coinvolgimento più o meno diretto di migliaia di persone è un fatto assolutamente positivo, ma se questa forte componente umana non è adeguatamente diretta, rischia di stravolgere fino al punto di mettere in discussione l’esistenza di tali manifestazioni. 

 

  1. L’ultima domanda è quella solitamente riservata alle anticipazioni. Cosa puoi dirci sulla prossima Via Crucis di Buseto e che obiettivi vi ponete per il futuro ?

Ogni anno rivedere strutture scenografiche, costumi, impianti elettrici, le varie tavole dei partecipanti è d’obbligo perché tutto possa essere in ordine per la sacra rappresentazione. Rientra nella normalità rifare alcuni quadri qualora superati da nuove idee, fattori estetici,  tecnici, di sicurezza.

Per questa edizione, per lo spostamento della data della Processione al Mercoledì Santo, si è scelto di operare in settori che non sono visibili al pubblico, ma estremamente importanti per il presente ed uno futuro sviluppo della processione stessa.

L’impegno particolare in ambito organizzativo e logistico a cui si sta dando spazio, non interessa però l’ordinaria attività di revisione e cura dei quadri.

Una particolare cura, modificando radicalmente l’impostazione dei personaggi e arricchendolo di nuove suppellettili, sarà prestata al quadro dell’ultima cena.

Da quest’anno la processione sarà “presentata” dallo stendardo della Chiesa Madrice raffigurante la Madonna del Carmelo, Patrona di Buseto Palizzolo, mentre lo stendardo bianco con la Croce e il Lenzuolo realizzato nel 2005 per il venticinquesimo anno, precederà il Sacro Gruppo della Crocifissione.

Per l’anno prossimo anticipo soltanto che abbiamo già realizzato le strutture di base per altri due quadri da aggiungere ai sedici già esistenti arrivando quindi a diciotto, ma ulteriore incremento numerico è in programma.

Il futuro non è fatto soltanto di nuove idee, ma è conservazione di ciò che in passato si è costruito, il custodire e il curare questo patrimonio che non è soltanto materiale ormai oggetto di interesse di molti rientra tra le attività da svolgere in maniera seria e qualificata.

 Beppino Tartaro, aprile 2006

 

 

Foto tratte dal sito www.viacrucisbuseto.it

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